BANKITALIA: NEL 2017 PIL A +0,9%, IN FRENATA I CONSUMI

23 Gennaio 2017 NEWS CONFESERCENTI

Il bollettino di via Nazionale: stime valide solo con spread stabile e riforme.

La Banca d’Italia conferma le stime per la crescita dell’economia italiana nel 2016 e nel 2017. Nel bollettino economico, l’istituto rileva come le proiezioni “aggiornate in base agli andamenti più recenti, indicano che in media il Pil dovrebbe essere aumentato dello 0,9% nel 2016, crescerebbe attorno allo 0,9% anche nell’anno in corso e all’1,1 sia nel 2018 sia nel 2019″. Si tratta degli stessi numeri diffusi da Bankitalia a dicembre e sostanzialmente allineati a quelli del bollettino di luglio e ottobre che avevano limato le precedenti stime. Tuttavia la Banca d’Italia avvisa come una crisi bancaria e finanziaria e un rialzo dello spread oltre che un rallentamento del processo di riforme avviato in questi anni potrebbe incidere sulle stime di crescita. Le stime rispecchiano l’ipotesi – si legge – incorporata nelle quotazioni di mercato, che nel nostro paese non si interrompa la realizzazione del processo di riforma avviato negli ultimi anni”.

Rallenta anche la crescita dei consumi delle famiglie, che si stabilizzerà sotto l’1% nel 2017-2019. Secondo il bollettino economico della Banca d’Italia, nel prossimo triennio i consumi cresceranno “a ritmi prossimi” a quelli del Pil: segneranno +0,9% nel 2017, dal +1,4% dell’anno scorso, frenando ancora a +0,8% nel 2018 e nel 2019. “Il rallentamento rispetto allo scorso biennio – spiega Via Nazionale – sarebbe attribuibile prevalentemente agli effetti dei recenti aumenti dei prezzi delle materie prime energetiche sulla capacità di spesa delle famiglie. Il tasso di risparmio salirebbe lievemente nel corso del triennio di previsione, mostrando il consueto andamento prociclico”.

BANKITALIA: NEL 2017 PIL A +0,9%, IN FRENATA I CONSUMI

20 Gennaio 2017 NEWS CONFESERCENTI

Il bollettino di via Nazionale: stime valide solo con spread stabile e riforme

La Banca d’Italia conferma le stime per la crescita dell’economia italiana nel 2016 e nel 2017. Nel bollettino economico, l’istituto rileva come le proiezioni “aggiornate in base agli andamenti più recenti, indicano che in media il Pil dovrebbe essere aumentato dello 0,9% nel 2016, crescerebbe attorno allo 0,9% anche nell’anno in corso e all’1,1 sia nel 2018 sia nel 2019″. Si tratta degli stessi numeri diffusi da Bankitalia a dicembre e sostanzialmente allineati a quelli del bollettino di luglio e ottobre che avevano limato le precedenti stime. Tuttavia la Banca d’Italia avvisa come una crisi bancaria e finanziaria e un rialzo dello spread oltre che un rallentamento del processo di riforme avviato in questi anni potrebbe incidere sulle stime di crescita. Le stime rispecchiano l’ipotesi – si legge – incorporata nelle quotazioni di mercato, che nel nostro paese non si interrompa la realizzazione del processo di riforma avviato negli ultimi anni”.

Rallenta anche la crescita dei consumi delle famiglie, che si stabilizzerà sotto l’1% nel 2017-2019. Secondo il bollettino economico della Banca d’Italia, nel prossimo triennio i consumi cresceranno “a ritmi prossimi” a quelli del Pil: segneranno +0,9% nel 2017, dal +1,4% dell’anno scorso, frenando ancora a +0,8% nel 2018 e nel 2019. “Il rallentamento rispetto allo scorso biennio – spiega Via Nazionale – sarebbe attribuibile prevalentemente agli effetti dei recenti aumenti dei prezzi delle materie prime energetiche sulla capacità di spesa delle famiglie. Il tasso di risparmio salirebbe lievemente nel corso del triennio di previsione, mostrando il consueto andamento prociclico”.

 

OCSE: NEL TERZO TRIMESTRE PIL SALE A +0,5%

10 Gennaio 2017 NEWS CONFESERCENTI

In Italia nel terzo trimestre del 2016 si registra una lieve accelerazione della crescita del Pil.

“Nel terzo trimestre del 2016 il Pil  dell’area dell’Ocse è salito a +0,5% da +0,4% del secondo trimestre e  da +0,4% dei primi tre mesi dell’anno scorso”.

Lo rende noto l’Organizzazione internazionale in un comunicato sottolineando che “i contributi dei consumi privati (+0,2 punti  percentuali contro +0,5 punti nel II trimestre) e degli investimenti (0 punti contro +0,1 punto nel II trimestre) hanno rallentato mentre  le esportazioni nette (+0,1 punto contro 0 nel II trimestre) e in particolare gli stoccaggi (+01 punto contro -0,2 punti) sono cresciuti.  Il contributo dei consumi delle Amministrazioni pubbliche è rimasto  stabile a +0,1 punto”.

“In Italia - rileva l’Ocse – nel terzo trimestre del 2016 si registra una lieve accelerazione della crescita del Pil (+0,3% dopo +0,1% nel II trimestre) grazie principalmente al miglioramento del contributo  degli stoccaggi (+0,1 punto dopo -0,2 punti). Al contrario la  riduzione del contributo delle esportazioni nette è stato  relativamente significativo: -0,1 punto dopo +0,3 punti nel secondo trimestre del 2016″.

ISTAT: PEGGIORA IL RAPPORTO DEFICIT-PIL NEL TERZO TRIMESTRE 2016, SULLO STESSO PERIODO 2015

05 Gennaio 2017 NEWS CONFESERCENTI

Sale potere d’acquisto delle famiglie e cala propensione risparmio su trimestre precedente

Il rapporto tra il deficit e il Pil, nel terzo trimestre 2016, è stato pari al 2,1%, in lieve peggioramento (+0,1 punti percentuali) sullo stesso trimestre del 2015.

Lo rileva l’Istat  che aggiunge: guardando il dato cumulato dei primi tre trimestri, l’indebitamento netto si è attestato al 2,3% del Pil, in calo a confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente (era al 2,6%).

Al contempo sale il potere d’acquisto delle famiglie, ovvero il reddito reale che è aumentato, nel terzo trimestre 2016, dello 0,1% sul trimestre precedente e dell’1,8% su base annua. In termini tendenziali – spiega l’Istituto – si registra un aumento dell’1,9% del reddito disponibile delle famiglie. Il reddito disponibile rispetto al trimestre precedente, è aumentato dello 0,2% mentre i consumi sono cresciuti dello 0,3%.

La propensione al risparmio delle famiglie si attesta al 9,3% nel terzo trimestre 2016, in lieve calo (-0,1%) rispetto al trimestre precedente ed in aumento dello 0,6% rispetto allo stesso trimestre del 2015. La lievissima flessione congiunturale della propensione al risparmio rispetto al trimestre precedente, osserva l’Istituto di statistica, deriva da una crescita dei consumi finali di poco superiore a quella del reddito disponibile delle famiglie consumatrici (rispettivamente 0,3% e 0,2%).

La pressione fiscale – spiega l’Istituto –  nel terzo trimestre del 2016 è stata pari al 40,8%, segnando una riduzione di 0,2 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

La quota di profitto delle società non finanziarie, pari al 41,7%, è risultata invariata rispetto al trimestre precedente. Il tasso di investimento, pari al 19,4%, è aumentato di 0,3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Gli investimenti fissi lordi – conclude l’Istat – hanno segnato una crescita del 2,2% in termini congiunturali e del 3,8% in termini tendenziali.

ISTAT: NEL III TRIMESTRE 2016 PIL +0,3% SU TRIMESTRE E +1,0% SU ANNO

02 Dicembre 2016 NEWS CONFESERCENTI

“Nel terzo trimestre del 2016 il Prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1% nei confronti del terzo trimestre del 2015.”

Lo riporta l’Istat che spiega come: “la stima preliminare diffusa il 15 novembre scorso aveva rilevato lo stesso aumento congiunturale dello 0,3% e una crescita tendenziale dello 0,9%. Il terzo trimestre del 2016 ha avuto due giornate lavorative in più del trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno rispetto al terzo trimestre del 2015. La variazione acquisita per il 2016 è pari a +0,9%”.

“Rispetto al trimestre precedente – dice l’Istituto – i principali aggregati della domanda interna hanno registrato un aumento, con una crescita dello 0,2% dei consumi finali nazionali e dello 0,8% degli investimenti fissi lordi. Le importazioni sono aumentate dello 0,7% e le esportazioni dello 0,1%. La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito alla crescita del PIL per 0,3 punti percentuali (0,1 i consumi delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private, 0,0 la spesa della Pubblica Amministrazione e 0,1 gli investimenti fissi lordi). Anche la variazione delle scorte ha contribuito positivamente alla variazione del PIL per 0,1 punti percentuali, mentre l’apporto della domanda estera netta è stato negativo per 0,1 punti percentuali”.

“Si rilevano andamenti congiunturali positivi – conclude l’Istat – per il valore aggiunto sia dell’industria (+0,8%) sia dei servizi (+0,1%), mentre il valore aggiunto dell’agricolturaregistra un calo dell’1,5%”.

ISTAT: CONFESERCENTI, PIL TAGLIATO DI 5 MILIARDI RISPETTO A STIME, QUADRO ECONOMIA ANCORA CONTRADDITORIO

22 Novembre 2016 NEWS CONFESERCENTI

L’Associazione: bene consolidamento Pil nel 2017, ma preoccupa eventuale instabilità politica dopo Referendum.

Il quadro dell’economia italiana è ancora contraddittorio e incerto. Da un lato si rilevano miglioramenti su occupazione e investimenti, dall’altro il Pil cresce 5 miliardi in meno – 190 euro a famiglia – rispetto alle stime di 6 mesi fa. E anche sulla spesadelle famiglie le prospettive non sono brillanti: quest’anno la crescita frena di 2 decimali rispetto al 2015, e per il 2017 si prevede un ulteriore rallentamento.

Così l’Ufficio economico Confesercenti sui dati diffusi oggi dall’Istat.

Più che di ripresa dei consumi delle famiglie, possiamo al massimo parlare di consolidamento. La spesa cresce ma meno di prima e, soprattutto, meno di quanto ci si aspetterebbe, considerando i dati che si riferiscono al reddito, al potere d’acquisto e all’occupazione: nonostante l’incremento significativo del potere d’acquisto (+1,1%), le famiglie italiane stanno destinando una quota significativa del proprio reddito a ricostituire i propri risparmi. Va segnalato, inoltre, un certo riavvio delle compravendite immobiliari e, per quanto, invece riguarda la spesa, questa è trainata dai servizi e da una nuova lieve crescita degli acquisti di automobili che, però in gran parte si indirizza a produzioni estere, facendo aumentare l’import: i commercianti, come si evince dai dati delle vendite e delle chiusure di impresa, non stanno festeggiando.

Il contributo delle esportazioni nette è negativo, e anche il credito alle imprese continua a calare (-2,6%).

“Cercare di trovare un senso in questi segnali contraddittori – afferma il Presidente di Confesercenti Massimo Vivoli – è diventato ormai un esercizio di equilibrismo. Nel 2017, comunque, grazie anche al proseguimento del QE della BCE, al cambio euro-dollaro più favorevole e a una legge di stabilità espansiva, si intravede un ulteriore consolidamento del Pil, anche se sempre sotto il punto percentuale. A patto, però, di evitare scossoni: preoccupa, da questo punto di vista, la possibile instabilità politica legata all’esito del Referendum. Che potrebbe bloccare ulteriormente le performance già poco brillanti del Paese”.

ISTAT: PROSPETTIVE PER L’ECONOMIA ITALIANA, NEL 2016 PIL A +0,8%. SALE A +0,9% NEL 2017

21 Novembre 2016 NEWS CONFESERCENTI

Le incertezze legate alle tensioni sui mercati potrebbero condizionare il percorso delineato.

“Il Pil nel 2016 crescerà dello 0,8% mentre salirà dello 0,9% nel 2017″.

Sono le ultime previsioni dell’Istat che spiega come questo rafforzamento della crescita ”sarà caratterizzato dal consolidamento dei consumi privati e da una ripresa del processo di accumulazione del capitale supportata dal miglioramento delle aspettative sull’evoluzione della domanda, da condizioni favorevoli sul mercato del credito e dalle misure di politica fiscale a sostegno degli investimenti“.

L’Istat spiega che “nell’orizzonte di previsione la determinante principale della crescita rimarrebbe la domanda interna al netto delle scorte. In particolare nel 2016 il contributo alla crescita è stimato pari all’1,2%, con un apporto prevalente della spesa delle famiglie rispetto a quella in beni capitali. Nel 2017 l’attesa accelerazione degli investimenti e la minore vivacità dei consumi determinerebbero comunque un contributo ampiamente positivo della domanda interna (+1,1%). Il rallentamento del ciclo economico delle principali economie dei paesi emergenti influenzerà l’andamento dei flussi commerciali. Il brusco rallentamento delleesportazioni e, in misura più marcata, delle importazioni determineranno, nel 2016, una lieve riduzione del contributo della domanda estera netta (-0,1 punti percentuali). Nel 2017 la prevista ripresa dei flussi commerciali, in particolare delle importazioni, comporterebbe un leggero peggioramento del contributo della domanda estera netta (-0,2 punti percentuali)”.

“Le incertezze legate al riaccendersi  delle tensioni sui mercati finanziari potrebbero condizionare il percorso di crescita delineato”, spiega l’Istituto.

“Per quanto riguarda l’occupazione - dice l’Istat – aumenterà nel 2016 (+0,9% in termini di unità di lavoro) congiuntamente a una riduzione del tasso di disoccupazione (11,5%). I miglioramenti sul mercato del lavoro proseguiranno anche nel 2017 ma a ritmi più contenuti: le unità di lavoro sono previste in aumento dello 0,6% e la disoccupazione si attesterebbe all’11,3%”.

“Nel 2016 – conclude – la spesa per consumi delle famiglie in termini reali è stimata in aumento dell’1,2%, alimentata dall’incremento del reddito disponibile e dal miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro. La crescita della spesa proseguirebbe ad un ritmo analogo nel 2017 (+1,1%)”.

PIL: ISTAT, RIMBALZO TERZO TRIMESTRE, DA ZERO A +0,3%

16 Novembre 2016 NEWS CONFESERCENTI

Su base annua crescita dello 0,9%. Migliora crescita acquisita 2016, a +0,8%.

“Rimbalzo della crescita economica italiana nel terzo trimestre 2016. Il Pil, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,9% nei confronti del terzo trimestre del 2015″.

Lo rende noto l’Istat in base alle stime preliminari. Nel secondo trimestre dell’anno la crescita era stata pari a zero.

“Migliora il Pil acquisito per quest’anno”, dice ancora l’Istituto. “La crescita che si registrerebbe se negli ultimi tre mesi del 2016 la variazione congiunturale del prodotto interno lordo fosse nulla è di +0,8%. La stima precedente, quella basata solo sui dati dei primi due trimestri, era di +0,6%. Le stime del Governo sul 2016 indicano una crescita (grezza) dello 0,8%”.

“La crescita congiunturale del Pil – specifica l’Istat- nel terzo trimestre è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nei comparti dell’industria e dei servizi e di una diminuzione nell’agricoltura. Dal lato della domanda, vi è un contributo ampiamente positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte), in parte compensato da un apporto negativo della componente estera netta”.

“Il dato diffuso oggi – conclude l’Istituto – è corretto per gli effetti di calendario. Il terzo trimestre del 2016 ha avuto due giornate lavorative in più del trimestre precedente e una in meno rispetto al terzo trimestre del 2015″.

SUD, SVIMEZ: “PIL TORNA A CRESCERE DOPO 7 ANNI, +1% IN 2015”

10 Novembre 2016 NEWS CONFESERCENTI

E la crescita si rafforza in 2017: +1% Pil, occupazione +0,4%

Supera resto del Paese, ma dal 2007 perso il 12,3%

Si ferma il calo del Pil del Mezzogiorno, durato sette anni consecutivi. In base a valutazioni Svimez, presentate a Roma nel ‘Rapporto sull’Economia del Mezzogiorno‘ nel 2015 il Pil è cresciuto al Sud dell’1%, recuperando parzialmente la caduta dell’anno precedente (-1,2%), con una crescita superiore di 0,3 punti a quello rilevato nel resto del Paese, +0,7%”. Dal 2007, ricorda lo Svimez, il Pil in quest’area è calato del -12,3%, quasi il doppio della flessione registrata nel Centro-Nord (-7,1%).

La crescita nel Sud ha beneficiato nel 2015 di alcune condizioni peculiari: un’annata agraria particolarmente favorevole; la crescita del valore aggiunto nei servizi, soprattutto nel turismo, legata alle crisi geopolitiche nell’area del Mediterraneo che hanno dirottato parte del flusso turistico verso il Mezzogiorno; la chiusura della programmazione dei Fondi strutturali europei 2007-2013, che ha portato a un’accelerazione della spesa pubblica legata al loro utilizzo per evitarne la restituzione.

Lo Svimez sottolinea, anche, che si rafforza la crescita economica italiana nel 2017 con il Pil che dovrebbe aumentare del +1% , sintesi di un +1,1% del Centro-Nord e di un +0,9% del Sud.

A concorrere positivamente, rileva ancora il report, è l’andamento dei consumi finali, stimato in +0,5% al Centro-Nord e +0,6% al Sud. Su anche gli investimenti fissi lordi, +2% il dato nazionale, quale risultato del +2% del Centro-Nord e del +0,6% del Sud. Sul fronte occupazionale, si prevede un aumento nazionale del +0,4%: +0,4% al Centro-Nord e +0,3% al Sud.