INPS: PENSIONI FERME ANCHE NEL 2017, MINIME A 502 EURO

19 Gennaio 2017 NEWS CONFESERCENTI

E da aprile al via il recupero della quota di perequazione 2015, sarà pari allo 0,1% degli assegni

I trattamenti pensionistici quest’anno non avranno nessun aumento così come accaduto nel 2016 mentre scatterà il recupero della quota di perequazione data nel 2015 e poi risultata in eccesso rispetto all’inflazione che si è effettivamente registrata. L’Inps con una circolare spiega che anche quest’anno gli assegni resteranno al palo a causa dei prezzi fermi e ricorda che per gli assegni più alti non ci sarà più il contributo di solidarietà previsto dalla legge di stabilità fino a fine 2016 sulle pensioni superiori a 14 volte il minimo. Il recupero sui pensionati sarà pari allo 0,1% degli assegni e scatterà ad aprile. Sono previste quattro rate.

“Il recupero del differenziale negativo pari allo 0,1%, relativamente ai ratei corrisposti nel 2015 – scrive l’Inps – viene effettuato in massimo 4 rate, dalla mensilità di aprile 2017, con il limite minimo di 1 euro per ciascuna rata. Gli importi inferiori a 1 euro vengono recuperati in unica soluzione. Il recupero era stato bloccato nel 2016 e rinviato al 2017.  Il decreto del Ministero dell’Economiadi fine anno scorso - spiega l’Inps – fissa nello “0,0% l’aumento di perequazione automatica da attribuire alle pensioni, in via definitiva, per il 2016. I valori provvisori dell’anno 2017 – spiega ancora l’Inps - sono identici a quelli definitivi dell’anno 2016. Le pensioni sono state quindi poste in pagamento nello stesso importo di dicembre 2016″.

Il trattamento minimo di pensione per i lavoratori dipendenti e autonomi (preso a base anche per l’individuazione dei limiti di riconoscimento delle prestazioni collegate al reddito) è a 501,89 euro al mese con un importo annuo di 6.524,57 euro. Gli indici di rivalutazione definitivi per il 2016 e provvisori per il 2017 si applicano anche alle prestazioni a carattere assistenziale. Per il 2017 l’importo mensile della pensione sociale (quella erogata agli over 65 in difficoltà) resta a 369,26 euro con un limite di reddito annuo personale di 4.800,38 euro e familiare di 16.539,86 euro. Per l’assegno sociale (che ha sostituito dal 1996 la pensione sociale) l’importo è a 448,07 euro al mese con un limite di reddito personale di 5.824,91 euro (11.649,82 il tetto di reddito familiare).

Il presidente dell’Inps, Tito Boeri si è detto preoccupato per l’aumento della quota delle famiglie in povertà assoluta e ha sottolineato che la condizione di bisogno è cresciuta soprattutto tra gli under 65. Boeri ha spiegato che l’estensione a tutto il Paese della sperimentazione della nuova carta acquisti (Sia) ha lasciato fuori molte persone in stato di bisogno (il tasso di accoglimento, al netto delle domande sospese, è stato del 29%) e ha sottolineato che il riordino delle prestazioni assistenziali dovrebbe riguardare anche quelle ora in pagamento e non solo i nuovi trattamenti per evitare una fase di transizione troppo lunga. Il riordino delle prestazioni assistenziali, anche quelle “oggi in pagamento” – ha spiegato Boeri – è la “premessa per evitare di operare scelte alquanto discutibili fra poveri di serie A e di serie B”, visti “i vicoli di bilancio”.

 

INPS: CON AUMENTO ETÀ CALO NUOVE PENSIONI,-22% IN 2016

12 Gennaio 2017 NEWS CONFESERCENTI

Nell’anno sono scattati l’aumento dell’aspettativa di vita e i nuovi requisiti per le donne.

” Le nuove pensioni liquidate dall’Inps nel 2016 sono state 443.477 con un calo del 22,19% rispetto al 2015 (570.002)”.

Lo si legge nell’Osservatorio dell’Istituto sul monitoraggio sui flussi di pensionamento nel quale si ricorda come “nell’anno siano scattati sia l’aumento dell’aspettativa di vita (4 mesi per tutti) sia i nuovi requisiti per le donne (passaggio da 63,9 anni a 65,7). Nel secondo semestre la tendenza si attenua (il calo era del 34%) poiché accedono alla pensione coloro che sono stati bloccati nei primi mesi. Il calo maggiore per la vecchiaia (-30,2%)”.

L’Inps segnala “un calo annuale consistente per i flussi di pensionamento di vecchiaia con un -30,28% (da 162.815 nuovi assegni nel 2015 a 113.500 nel 2016) e di uscita anticipata con un -28,56% (da 157.522 a 112.529). Cali meno consistenti si sono registrati per le nuove pensioni di invalidità (-15,98% a 43.423) e per quelle ai superstiti (-12,1% a 174.025). Un calo significativo è stato registrato anche dai nuovi assegni sociali passati da 48.297 a 34.411 (-28,7%). L’importo medio mensile di pensione nel 2016 è stato di 987 euro, lo stesso del 2015. Il dato è molto diverso per le varie tipologie di pensione con 643 euro medi per la vecchiaia, 1.929 euro medi per la pensione anticipata, 765 euro medi per l’invalidità e 657 per i nuovi assegni ai superstiti”.

“Per i lavoratori dipendenti – conclude l’Inps – le nuove pensioni in media valgono 1.221 euro mentre per i coltivatori diretti sono state in media di 615 euro. La pensione media degli artigiani in uscita nel 2016 è stata di 946 euro mentre per i commercianti è stata di 911 euro. La pensione per i parasubordinati usciti nel 2016 è stata in media di 192 euro al mese. I trattamenti di questi ultimi sono basati esclusivamente sul sistema contributivo e su versamenti fatti a partire dal 1996“.

 

INPS: DA FEBBRAIO 2017 PENSIONI PAGATE PRIMO GIORNO BANCABILE

03 Gennaio 2017 NEWS CONFESERCENTI

Il Decreto Milleproroghe ha unificato le date di pagamento delle prestazioni Inps, Inpdap ed Enpals.

“Nel 2017 tutte le prestazioni pensionistiche saranno pagate il primo giorno bancabile del mese, con la sola eccezione della rata di gennaio, il cui pagamento è stabilito al secondo giorno bancabile del mese (e quindi domani)”.

Lo comunica l’Inps con una nota spiegando che “il Decreto Milleproroghe, firmato dal Presidente Mattarella lo scorso 31 dicembre, ha modificato l’articolo 6 del decreto legge 65/2015, convertito con legge 109/2015, che ha unificato le date di pagamento delle prestazioni Inps, Inpdap ed Enpals“.

“In base a tale modifica, fortemente richiesta dall’Inps - sottolinea l’Istituto – viene ripristinato per l’anno 2017 il pagamento al primo giorno bancabile del mese, con l’unica eccezione per la rata di gennaio. A febbraio e marzo le pensioni saranno pagate il primo del mese mentre ad aprile le poste pagheranno il primo (è un sabato) e le banche il 3. A maggio le pensioni saranno pagate il due mentre a giugno saranno pagate il primo del mese. A luglio le Poste pagheranno il primo del mese e le banche il 3 mentre ad agosto e settembre la rata arriverà sui conti il primo del mese. A ottobre e novembre le pensioni saranno pagate il due del mese sia dalle Poste che dalle banche mentre a dicembre si potrà riscuotere l’assegno il primo sia dalle banche che dalle Poste”.

PENSIONI, INPS: LA RATA DI GENNAIO SARÀ IN PAGAMENTO IL 3

23 Dicembre 2016 NEWS CONFESERCENTI

Si tratta del secondo giorno bancabile come stabilito dall’articolo 6 del dl 21 maggio 2015, n. 65.

“La rata pensionistica di gennaio 2017 sarà  erogata da Poste e banche il 3 gennaio 2017″.

Lo comunica l’Inps ricordando come nel mese di gennaio 2017, “i pagamenti dei trattamenti pensionistici, degli assegni, pensioni e indennità di accompagnamento,erogate agli invalidi civili, nonché delle rendite vitalizie dell’Inail saranno effettuati il secondo giorno bancabile, come stabilito dall’articolo 6 del decreto legge 21 maggio 2015, n. 65″.