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Martedì, 28 Marzo 2017 16:08

Sinergie e sviluppo per le start-up

LA CONFESERCENTI OFFRE SOSTEGNO PER LA PROMOZIONE, ASSISTENZA E FORMAZIONE
Cassino: riconoscere l’impegno della Regione Basilicata e Sviluppo Basilicata

p cassino

Il successo di una start up innovativa passa dalla cooperazione e dal lavoro sinergico operato su più livelli e con il coinvolgimento diretto delle organizzazioni di categoria della pmi. Le 48 start up innovative in
Basilicata, censite al primo semestre 2016 dal Rapporto di Infocamere, sono una buona base di partenza a cui dare seguito. E’ quanto sostiene una nota di Confesercenti Potenza, a firma del presidente Prospero Cassino che ribadisce l’impegno della confederazione per la promozione, la consulenza, l’assistenza tecnica e la formazione a favore di nuovi imprenditori. Intendiamo dare continuità – si legge nella nota – agli incontri territoriali che si sono svolti negli ultimi mesi per illustrare le opportunità del pacchetto di agevolazioni CreOpportunità per favorire e stimolare l’imprenditorialità lucana mediante il sostegno all’avvio ed allo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali nei settori dell’industria, della trasformazione
dei prodotti agricoli, dei servizi, del commercio, dell’artigianato, del turismo, della cultura, dell’intrattenimento, del sociale, nonché di incentivare le professioni. L’ancora ridotta diffusione
della disciplina delle PMI innovative – afferma Cassino - è da rinvenire innanzitutto nelle difficoltà registrate nel processo di attuazione di alcune delle più importanti agevolazioni previste dal decreto-
legge 24 gennaio 2015, n. 3, c.d. “Investment Compact”, convertito con legge 24 marzo 2015, n. 33. Il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, con cui è stata attribuita alle PMI innovative la possibilità di accedere gratuitamente e con forme semplificate al Fondo di Garanzia per le PMI, è stato emanato soltanto il 23 marzo 2016.
Inoltre, a oggi non è stato ancora approvato il decreto interministeriale attuativo degli incentivi fiscali per gli investimenti nelle PMI innovative, provvedimento che risente di alcune criticità strutturali dovute alle modifiche introdotte con la legge di conversione dell’Investment Compact. Bisogna dare atto che la Regione Basilicata – aggiunge il presidente di Confesercenti – con i tre bandi attivi con uno stanziamento complessivo di 24,4 milioni di euro punta con forza, in piena cooperazione con Basilicata Sviluppo, sull’innovazione del tessuto imprenditoriale e sull’innovazione tecnologica in genere. In particolare lo strumento del Venture Capital, messo in campo e fortemente sostenuto dal Governatore Pittella nell’ambito degli strumenti di politica regionale, si rivela ogni giorno di più una leva finanziaria di fondamentale importanza per la nascita e la crescita di imprese a elevato contenuto tecnologico. Oltre a programmi tesi a favorire l’autoimprenditorialità per specifiche categorie lavorative – come persone a rischio sul mercato del lavoro, giovani e donne – si è investito su realtà imprenditoriali capaci di rinnovare il tessuto produttivo territoriale (grazie a borse di ricerca, spin-off universitari, accademici e aziendali per le imprese ad alto potenziale tecnologico e supporto economico nelle primissime fasi dell’impresa). Le start up innovative che si occupano per il 70 per cento di fornire servizi alle imprese vanno sostenute con forme adeguate di credito, di consulenza ed assistenza tecnica a partire dai nuovi bandi che la Regione intende attivare attraverso una parte delle risorse ex fondo card carburanti e con i bandi che verranno nel nuovo anno in attuazione del Fesr 2014- 2020 oltre che attraverso un impegno maggiore del sistema camerale.
Uno sforzo maggiore va fatto per accrescere le start up energetiche (da noi solo 3) intendendo quelle imprese che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico che – conclude Cassino –hanno un ruolo più rilevante nel costituendo distretto energetico lucano.

Rassegna Stampa

start up innovativeIl successo di una start up innovativa passa dalla cooperazione e dal lavoro sinergico operato su più livelli e con il coinvolgimento diretto delle organizzazioni di categoria della pmi. Le 48 start up innovative in Basilicata, censite al primo semestre 2016 dal Rapporto di Infocamere, sono una buona base di partenza a cui dare seguito. E’ quanto sostiene una nota di Confesercenti Potenza, a firma del presidente Prospero Cassino che ribadisce l’impegno della confederazione per la promozione, la consulenza, l’assistenza tecnica e la formazione a favore di nuovi imprenditori. Intendiamo dare continuità – si legge nella nota - agli incontri territoriali che si sono svolti negli ultimi mesi per illustrare le opportunità del pacchetto di agevolazioni CreOpportunità per favorire e stimolare l’imprenditorialità lucana mediante il sostegno all’avvio ed allo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali nei settori dell’industria, della trasformazione dei prodotti agricoli, dei servizi, del commercio, dell’artigianato, del turismo, della cultura, dell’intrattenimento, del sociale, nonchè di incentivare le professioni. L’ancora ridotta diffusione della disciplina delle PMI innovative – afferma Cassino - è da rinvenire innanzitutto nelle difficoltà registrate nel processo di attuazione di alcune delle più importanti agevolazioni previste dal decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, c.d. “Investment Compact”, convertito con legge 24 marzo 2015, n. 33. Il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, con cui è stata attribuita alle PMI innovative la possibilità di accedere gratuitamente e con forme semplificate al Fondo di Garanzia per le PMI, è stato emanato soltanto il 23 marzo 2016. Inoltre, a oggi non è stato ancora approvato il decreto interministeriale attuativo degli incentivi fiscali per gli investimenti nelle PMI innovative, provvedimento che risente di alcune criticità strutturali dovute alle modifiche introdotte con la legge di conversione dell’Investment Compact.

Bisogna dare atto che la Regione Basilicata – aggiunge il presidente di Confesercenti – con i tre bandi attivi con uno stanziamento complessivo di 24,4 milioni di euro punta con forza, in piena cooperazione con Basilicata Sviluppo, sull’innovazione del tessuto imprenditoriale e sull’innovazione tecnologica in genere. In particolare lo strumento del Venture Capital, messo in campo e fortemente sostenuto dal Governatore Pittella nell’ambito degli strumenti di politica regionale, si rivela ogni giorno di più una leva finanziaria di fondamentale importanza per la nascita e la crescita di imprese a elevato contenuto tecnologico.

Oltre a programmi tesi a favorire l’autoimprenditorialità per specifiche categorie lavorative – come persone a rischio sul mercato del lavoro, giovani e donne – si è investito su realtà imprenditoriali capaci di rinnovare il tessuto produttivo territoriale (grazie a borse di ricerca, spin-off universitari, accademici e aziendali per le imprese ad alto potenziale tecnologico e supporto economico nelle primissime fasi dell’impresa). Le start up innovative che si occupano per il 70% di fornire servizi alle imprese vanno sostenute con forme adeguate di credito, di consulenza ed assistenza tecnica a partire dai nuovi bandi che la Regione intende attivare attraverso una parte delle risorse ex fondo card carburanti e con i bandi che verranno nel nuovo anno in attuazione del Fesr 2014-2020 oltre che attraverso un impegno maggiore del sistema camerale. Uno sforzo maggiore va fatto per accrescere le start up energetiche (da noi solo 3) intendendo quelle imprese che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico che – conclude Cassino –hanno un ruolo più rilevante nel costituendo distretto energetico lucano.

Lunedì, 20 Marzo 2017 18:30

NO ALL'AUMENTO IVA

No iva“L’aumento dell’Iva danneggerebbe i consumi e la crescita, per questo riteniamo che sia da evitare assolutamente”: è il commento di Prospero Cassino, presidente Confesercenti Potenza riferendo i risultati di uno studio fatto dalla Confederazione: impatto sul prodotto interno lordo per -5 miliardi di euro; possibili fino a 10mila chiusure d’impresa;  l’incremento delle aliquote colpirebbe cultura e turismo, ma anche servizie beni essenziali, dai trasporti a farmaci, uova, carne e pesce L’aumento dell’Iva inciderà sulla spesa degli italiani e sul Pil. Se il governo decidesse di innalzare le aliquote come da indicazioni europee, perderemmo a regime 8,2 miliardi di consumi: si tratta di circa 305 euro di spesa in meno a famiglia. Sul prodotto interno lordo, invece, l’impatto negativo ammonterebbe a -5 miliardi di euro. Il Rapporto di Confesercenti – spiega una nota - si muove dall’ipotesi di un aumento di 3 punti all’aliquota agevolata al 10 per cento, che passerebbe quindi al 13 per cento, e di 1 punto sull’aliquota super-agevolata, che salirebbe dal 4 all’5 per cento, il valore minimo che la Commissione Europea raccomanda ai paesi dell’Unione. Gli effetti sulla crescita della nostra economia sarebbero significativi. In particolare, sulla base delle relazioni storiche si stima un effetto negativo in termini di Pil del -0,3 per cento a regime. Il calo è legato in larga parte all’impatto della misura su inflazione e consumi. L’effetto atteso sui prezzi, infatti, è di un aumento dello 0,7 per cento. Una stangata che secondo le nostre analisi si trasformerebbe quasi completamente in contrazione di spesa, anche considerando che le due aliquote interessano molti servizi e generi di largo consumo, colpendo anche le fasce più deboli della popolazione. Tra i prodotti interessati dall’incremento di imposizione fiscale ci sarebbero, infatti, beni alimentari di prima necessità (come carne, pesce uova e latte) ma anche servizi di ristorazione e turistici e medicinali per uso umano e veterinario. L’aumento dell’Iva - dice ancora Cassino – penalizzerebbe i consumatori italiani anche nel confronto europeo. Dal punto di vista dell’imposizione sui consumi l’Italia si colloca tra le prime posizioni nel panorama internazionale, seconda solo alla Svezia, paese noto per l’elevata pressione fiscale come il resto dei paesi scandinavi. Sommando la tassazione dei consumi nelle forme vigenti oggi, si ottiene per l’Italia un valore dell’11.7 per cento del Pil, in salita dal 10,3 registrato nel 2008. E che si confronta con l’11 per cento della Francia, fino al ben più modesto 9,5 per cento osservato in Spagna. “ Alzare ancora il livello di imposizione porterà inevitabilmente ad un’accelerazione dell’inflazione, con conseguente perdita del potere d’acquisto delle famiglie e un’ulteriore riduzione dei consumi. L’effetto negativo sulla crescita potrebbe portare anche ad un gettito fiscale aggiuntivo minore delle attese, oltre alla chiusura di un numero oscillante tra le 5 e le 10mila imprese del commercio e del turismo. Dopo un decennio di aumenti delle tasse sarebbe più serio, opportuno ed efficace reperire le risorse che servono dalla lotta all’evasione e dalla revisione della spesa pubblica”.