Articoli filtrati per data: Settembre 2016

Allarme usura in Basilicata. L’indagine Eurispes ha assegnato alla provincia di Potenza un punteggio pari a 74,48 di cosiddetto InPUT (Indice di Permeabilità dell’Usura sul Territorio, in questa classifica prima è Parma con 100, ultima Bolzano con 0). Il fenomeno dell’usura, nel territorio lucano, coinvolge famiglie, commercianti e piccoli imprenditori. Confesercenti Potenza ha voluto ricordare l’impegno della Confederazione, nello specifico attraverso Sos Impresa, che sull’intero territorio nazionale si è costituita parte civile in 500 processi che hanno portato a condanne per 300 anni di carcere. Il bilancio di questo ventennio di lotta all’usura si aggira su oltre 10 mila denunce, i commercianti coinvolti sono stati 200 mila, il giro d’affari pari a circa 20 miliardi di euro l’anno. Il dato che emerge dall’indagine Eurispes è preoccupante, con il 12% delle famiglie italiane che, negli ultimi due anni, si è rivolto a soggetti privati per ottenere un prestito, non potendolo ottenere dal sistema bancario. “Restando solo sul fronte delle famiglie, la stima è che il prestito ammonti, in media, a 10.000 euro (richiesti anche in diverse occasioni), per una cifra di 30 miliardi di euro per 3 milioni di famiglie nel ruolo di vittime”, ha affermato Prospero Cassino, presidente di Confesercenti. Secondo la ricerca, il fenomeno riguarda un’azienda su dieci nei settori dell’agricoltura, del commercio e dei servizi.

Sono pervenute  segnalazioni in merito a e-mail e messaggi, inviati anche tramite WhatsApp,  provenienti apparentemente dal gruppo IKEA ed aventi ad oggetto “BUONI SPESA”  per somme che variano dai 150 ai 900 euro.

Nel messaggio vengono richiesti dati personali per poter partecipare al “concorso” ed ottenere il buono sconto da spendere poi nei punti vendita della nota catena.

Trattandosi di e-mail e messagggi truffaldini non diffusi da IKEA, si consiglia di:

•    Non fornire alcun dato personale
•    Non seguire le istruzioni indicate
•    Cestinare il messaggio 

Pubblicato in COMUNICATI

All'acquisto compulsivo sta subentrando una scelta consapevole.
In Basilicata la stagione dei saldi estivi, dopo un inizio decisamente fiacco, senza alcun tipo di entusiasmo da parte dei consumatori ha segnato una leggera ripresa. Nel capoluogo di regione, in particolare, il buon afflusso di visitatori e turisti ha premiato lo sforzo di quegli esercenti (soprattutto di abbigliamento ed accessori) che hanno ridotto notevolmente i giorni di chiusura feriale specie nel centro storico dove “serranda selvaggio” del Ferragosto appartiene ormai al ricordo del passato. E’ quanto sottolinea una nota della Confesercenti evidenziando che nemmeno gli sconti bastano a risollevare i consumi moda. Un risultato generalmente sotto le attese che non basta ad invertire la crisi profonda del comparto. La quota di budget delle famiglie dedicata alla moda, nel 2015, si attesta al 4,6%, in calo di circa un punto percentuale rispetto al 2010 (quando era il 5,5%).
"Avevamo previsto – afferma Prospero Cassino, presidente Confesercenti Potenza – una spesa media per l'acquisto di articoli di abbigliamento e calzature in saldo di circa 230 euro a famiglia, ma al momento di tirare le somme saremo al di sotto. A pesare, tra i molti fattori, il cambiamento di abitudini, che sembrano essere meno interessati di un tempo alla moda, una delle poche aree di spesa che continuano a perdere terreno, in quanto oggi più rappresentativo sembra essere il modello di cellulare posseduto".
Il calo di spesa ha avuto pesanti ripercussioni sul tessuto imprenditoriale: dal 2010 ad oggi si registra la sparizione di oltre 12mila imprese del comparto tessile, abbigliamento e calzature (passate da 140.271 del 2010 alle 127.856 del giugno di quest’anno, con una caduta del 9%) e più di 25mila posti di lavoro: secondo le stime dell’Ufficio economico Confesercenti, gli occupati del settore sono passati, nello stesso periodo, da 350.677 a 324.692, per un calo del 7,4%.