INPS: DA FEBBRAIO 2017 PENSIONI PAGATE PRIMO GIORNO BANCABILE

Il Decreto Milleproroghe ha unificato le date di pagamento delle prestazioni Inps, Inpdap ed Enpals.

“Nel 2017 tutte le prestazioni pensionistiche saranno pagate il primo giorno bancabile del mese, con la sola eccezione della rata di gennaio, il cui pagamento è stabilito al secondo giorno bancabile del mese (e quindi domani)”.

Lo comunica l’Inps con una nota spiegando che “il Decreto Milleproroghe, firmato dal Presidente Mattarella lo scorso 31 dicembre, ha modificato l’articolo 6 del decreto legge 65/2015, convertito con legge 109/2015, che ha unificato le date di pagamento delle prestazioni Inps, Inpdap ed Enpals“.

“In base a tale modifica, fortemente richiesta dall’Inps - sottolinea l’Istituto – viene ripristinato per l’anno 2017 il pagamento al primo giorno bancabile del mese, con l’unica eccezione per la rata di gennaio. A febbraio e marzo le pensioni saranno pagate il primo del mese mentre ad aprile le poste pagheranno il primo (è un sabato) e le banche il 3. A maggio le pensioni saranno pagate il due mentre a giugno saranno pagate il primo del mese. A luglio le Poste pagheranno il primo del mese e le banche il 3 mentre ad agosto e settembre la rata arriverà sui conti il primo del mese. A ottobre e novembre le pensioni saranno pagate il due del mese sia dalle Poste che dalle banche mentre a dicembre si potrà riscuotere l’assegno il primo sia dalle banche che dalle Poste”.

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INAIL: NEL 2017 21,2 MLN PER REINSERIMENTO PERSONE CON DISABILITÀ DA LAVORO

“Interventi per il superamento e l’abbattimento delle barriere architettoniche nei luoghi di lavoro, per l’adeguamento e l’adattamento delle postazioni di lavoro e per la formazione. Sono queste le tipologie di intervento per cui Inail l’11 luglio scorso ha emanato un regolamento per sostenere il datore di lavoro nei suoi obblighi di inclusione delle persone con disabilità per infortunio o malattia professionale. La copertura dei costi degli interventi è assicurata dall’Istituto nei limiti delle risorse finanziarie annualmente stanziate nel bilancio, che per l’anno 2017 ammontano a 21.200.000 euro”.

Lo riporta l’Inail che spiega: “con la circolare n. 51/2016, vengono forniti chiarimenti e istruzioni funzionali all’applicazione del Regolamento per il reinserimento e l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro e assicurarne un’applicazione omogenea su tutto il territorio. La circolare illustra nel dettaglio le modalità operative per l’attivazione degli interventi, con riferimento:

  • ai soggetti destinatari;
  • alla personalizzazione dei progetti da parte delle equipe multidisciplinari Inail che hanno il compito di elaborarli;
  • ai datori di lavoro coinvolti quale parte attiva nei progetti di reinserimento;
  • alla natura e alle caratteristiche degli stessi interventi”.

“Gli interventi  – prosegue – sono mirati a garantire agli infortunati e alle persone affette da malattia professionale la continuità lavorativa nello svolgimento della stessa mansione, ovvero di una mansione diversa, laddove le condizioni psico-fisiche conseguenti all’evento lesivo non consentano più di proseguire l’attività lavorativa precedentemente svolta. La circolare fornisce chiarimenti ed esemplificazioni sulle tre tipologie di intervento previste e sui limiti di spesa per tipologia:

  • interventi di superamento e di abbattimento delle barriere architettoniche nei luoghi di lavoro, che comprendono gli interventi edilizi, impiantistici e domotici e i dispositivi finalizzati a consentire l’accessibilità e la fruibilità degli ambienti di lavoro (limite massimo di spesa rimborsabile 95 mila euro);
  • interventi di adeguamento e di adattamento delle postazioni di lavoro, tra cui sono previsti gli interventi di adeguamento di arredi facenti parte della postazione di lavoro, gli ausili e i dispositivi tecnologici, informatici o di automazione, compresi i comandi speciali e gli adattamenti di veicoli costituenti strumento di lavoro (limite massimo di spesa rimborsabile 40 mila euro);
  • interventi di formazione, tra cui gli interventi personalizzati di addestramento all’utilizzo delle postazioni e delle relative attrezzature di lavoro e di formazione e tutoraggio (limite massimo di spesa rimborsabile 15 mila euro)”.

“Nei limiti complessivi fissati per ciascuna tipologia di intervento – conclude l’Inail – al datore di lavoro è rimborsato il 100% delle spese sostenute per il superamento o l’abbattimento delle barriere architettoniche e l’adeguamento delle postazioni di lavoro. L’importo che l’Inail può rimborsare per gli interventi di formazione è invece pari al 60% del costo totale. L’Istituto rimborsa e/o anticipa ai datori di lavoro le spese relative alla realizzazione dei progetti personalizzati attivati fino a un massimo complessivo di 150mila euro per ciascun progetto”.

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INPS: GESTIONE COMMERCIANTI, QUARTA EMISSIONE ANNO IMPOSTA 2016

“In merito della contribuzione dovuta dagli iscritti alla gestione Artigiani ed Esercenti attività commerciali nel corso dell’anno 2016, si comunica che è stata ultimata l’elaborazione dell’imposizione contributiva per tutti i soggetti che non avevano già regolarizzato la loro situazione. Sono stati inoltre predisposti i modelli “F24” necessari per potere effettuare il versamento della contribuzione”.

Lo riporta l’Inps in una nota in cui spiega come: “a partire dall’anno 2013 l’Istituto non ha più provveduto all’invio delle comunicazioni contenenti i dati e gli importi utili per il pagamento della contribuzione dovuta e che le comunicazioni di cui trattasi sono disponibili, all’interno dei Servizi del Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti. L’accesso ai Servizi avviene, come di consueto, tramite PIN del soggetto titolare di posizione contributiva, ovvero di un suo intermediario in possesso di delega in corso di validità”.

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SALDI, TRA OGGI E GIOVEDÌ 5 AVVIO IN TUTTA ITALIA. ALTA ATTESA TRA NEGOZIANTI DOPO NATALE DELUDENTE

Manzoni: “Possono valere 5 miliardi di euro di consumi, sono meglio del Black Friday: lo sconto medio è più elevato. Ma servono più controlli”

Saldi invernali 2017 al via. Tra oggi e giovedì le vendite di fine stagione si avvieranno in tutte le Regioni italiane. Ad iniziare per prime, il 2 gennaio Sicilia e Basilicata, mentre le altre daranno il via agli sconti il 5 gennaio.

 

Quest’anno i saldi sono un evento particolarmente atteso. Tra i consumatori italiani, innanzitutto: oltre un italiano su due – il 58% – si dichiara interessato o molto interessato ad acquistare prodotti, in due casi su tre d’abbigliamento. Ma anche tra i commercianti, che sperano di recuperare un andamento delle vendite natalizie sotto le previsioni.

 

“I saldi rappresentano un’occasione sia per i consumatori che per i commercianti – spiega Roberto Manzoni, Presidente di Fismo, l’Associazione che riunisce i commercianti del settore moda di Confesercenti. “Secondo le nostre stime elaborate in base alle intenzioni di acquisto degli italiani, possono valere potenzialmente oltre 4,9 miliardi di euro di consumi, per una spesa media di circa 330 euro a famiglia”. Una boccata d’ossigeno per un settore che – secondo le proiezioni dell’Osservatorio Confesercenti – non è ancora uscito dalla crisi: nel solo 2016 hanno cessato l’attività oltre 6mila negozi indipendenti d’abbigliamento, tessili, calzature e accessori, sia nel centro nord (-3.721 imprese) che al Sud e nelle Isole (-2.411).

 

“Anche il Natale 2016 – continua Manzoni – caratterizzato da un clima molto mite, non ha dato la spinta attesa alle vendite stagionali. E visto che le condizioni del tempo non hanno invogliato all’acquisto di capi invernali, i clienti dei prossimi saldi avranno a disposizione un assortimento di prodotti superiore alla media da acquistare a prezzo scontato. Per chi ama l’abbigliamento è meglio del Black Friday, anche perché le vendite di fine stagione non sono semplici promozioni. Le prime sono infatti strategie di marketing, spesso aggressive e furbette, per attirare clienti con sconti, a volte fasulli. Le vendite di fine stagione, invece, sono un evento completamente differente: sono infatti effettuate su prodotti di carattere stagionale o articoli di moda già in assortimento nei negozi, suscettibili, entro un certo periodo di tempo, di deprezzamento. La riduzione dei prezzi per i consumatori, dunque, è mediamente più elevata rispetto ad eventi promozionali come il Black Friday. Durante i saldi i consumatori possono comprare articoli di qualità a costi realmente inferiori a quelli iniziali. Ma perché il meccanismo dei saldi funzioni correttamente, c’è bisogno di ripristinare un quadro di regole certe e porre fine alla confusione nel settore. Servono controlli per bloccare i pre-saldi illegali e per fermare le pubblicità ingannevoli, che fanno passare la promozione di prodotti che non hanno alcuna stagionalità per vendite di fine stagione. I saldi sono uno strumento utile a consumatori e a imprese, vanno tutelati”.

 

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ANVA: COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE “SU CONCESSIONI INTERVENTI INOPPORTUNI. LA PRIORITÀ SIA LA STABILITÀ DELLE 200MILA IMPRESE DEL SETTORE”

“Le circa 200mila imprese del commercio su aree pubbliche, come tutte le imprese, hanno bisogno di certezze nel futuro e di un quadro normativo fermo. E non di interventi fuori tempo massimo e destabilizzanti come quello del Garante della Concorrenza, che contesta i criteri stabiliti da un’intesa sul rinnovo delle concessioni raggiunta quattro anni fa ad appena sette mesi dalla sua applicazione. O come l’improvviso maxi-rinvio dei termini di quattro anni, poi ridotto a due dopo le proteste, previsto dal Milleproroghe”.
Così Maurizio Innocenti, Presidente di Anva, l’Associazione Nazionale Commercio su Aree Pubbliche di Confesercenti.


“Non si possono cambiare le regole all’ultimo minuto. Nel luglio 2012, in Sede di Conferenza Stato Regioni, abbiamo raggiunto un’Intesa che garantisce sia il rinnovo delle concessioni su area pubblica in applicazione della Direttiva Servizi sia la tutela di migliaia di Aziende.


Il termine previsto è per il maggio di quest’anno, e centinaia di Comuni hanno già attivato le procedure per i rinnovi. Tanto che molte Regioni, che non hanno certo intenzione di sconfessare senza motivo se stesse, hanno fatto sapere che ignoreranno la possibilità di allungare i termini. Dal canto nostro, lavoreremo affinché quanto previsto dal Decreto, che deve essere convertito, sia modificato e migliorato.


Anche perché allo stato attuale, la possibilità di proroga stabilita dal Governo non farà altro che creare problemi burocratici e rimandare la soluzione alla questione dell’applicazione della Direttiva servizi. Una direttiva che abbiamo sempre contestato e contrastato: proprio per questo abbiamo lavorato duramente per trovare un’Intesa che garantisse il futuro delle nostre imprese. Il nostro obiettivo rimane sempre lo stesso: la priorità deve essere la stabilità delle Aziende ambulanti interessate, dei loro posti di lavoro e delle loro famiglie. E questo può accadere solo con la conferma in toto dell’Intesa, che resta ad oggi l’unico strumento di garanzia esistente per le imprese su area pubblica”.

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AGENZIA DELLE ENTRATE: ARRIVA IL SOFTWARE CHE ASSISTE I PROFESSIONISTI CON LE PRATICHE DI AGGIORNAMENTO CATASTALE

Debutta sul sito delle Entrate la “Scrivania del Territorio”, la piattaforma che facilita il lavoro dei professionisti nelle attività di compilazione e controllo degli atti di aggiornamento delle banche dati catastale e ipotecaria dell’Agenzia.

“Il nuovo software – spiega una nota – rende operative le proposte dall’Agenzia, nell’ambito dell’Agenda della Semplificazione e rientra tra le innovazioni operative previste nel nuovo Sistema Integrato del Territorio (Sit), un’evoluzione dell’attuale sistema catastale e cartografico che consentirà una gestione integrata delle informazioni relative al patrimonio immobiliare italiano”.

“La “Scrivania del Territorio” – prosegue la nota – è un ambiente di lavoro che rende disponibile, in un’unica interfaccia, direttamente dal proprio pc, una serie di servizi per lo scambio di informazioni con le banche dati catastale e ipotecaria dell’Agenzia delle Entrate, con l’obiettivo di semplificare le attività del professionista e stimolarne la compliance. Grazie al programma, infatti, gli utenti non dovranno scaricare archivi di supporto dal sito istituzionale delle Entrate per la compilazione delle dichiarazioni. In particolare, la “Scrivania del Territorio” permetterà agli utenti di effettuare l’autenticazione ai servizi telematici dell’Agenzia, rendendo disponibili le informazioni necessarie per compilare i documenti di aggiornamento catastale, consentendone la
compilazione e la trasmissione online attraverso il portale Sister”.

“La “Scrivania del Territorio” – conclude la nota – è disponibile per il download gratuito direttamente dalla home page sito delle Entrate, nella sezione Servizi catastali e ipotecari online”.

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SALDI INVERNALI 2017: IN BASILICATA L'INIZIO E' PREVISTO PER IL 2 GENNAIO

Trasmettiamo le tabelle relative ai periodi delle vendite di fine stagione risultanti dai provvedimenti adottati in materia dalle Regioni e dai Comuni ai sensi dell’art. 15 comma 3 D.Lgs Bersani n. 114/1998 e ss. (Riforma del commercio).
Le Regioni stesse, nel dar seguito all’accordo siglato in sede di Conferenza con le Province autonome il 24 marzo 2011 ed integrato da ultimo il 7 luglio 2016, hanno uniformato sulla maggior parte del territorio nazionale la data di inizio dei prossimi saldi invernali al 5 gennaio 2017 (primo giorno feriale antecedente l’Epifania).
Resta comunque salva ogni eventuale prossima diversa deliberazione da adottare in merito all’oggetto a cura dei rispettivi Assessorati al Commercio.
Le varie discipline regionali hanno confermato il divieto di effettuare vendite promozionali nel periodo antecedente l’inizio delle vendite di fine stagione.

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Per la regione Basilicata l'inizio dei saldi è previsto per il 2 Gennaio e continuerà fino al 2 Marzo.

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ISTAT: A DICEMBRE SALE FIDUCIA CONSUMATORI, CALA IMPRESE

L’indice dei consumatori sale da 108,1 a 111,1, quello delle imprese scende da 101,4 a 100,3.

“A dicembre 2016 migliora il clima di fiducia dei consumatori, mentre peggiora quello delle imprese“.

Lo riporta l’Istat che spiega come: “l’indice dei consumatori sale da 108,1 a 111,1, con progressi diffusi a tutte le componenti della fiducia, che torna sul livello di luglio 2016. L’indice composito del clima delle imprese Iesi scende, invece, da 101,4 a 100,3. Le dinamiche settoriali sono diversificate. Peggiora, infatti, la fiducia nei servizi e nelle costruzioni, cresce nella manifattura”.

Per quanto riguarda i consumatori, “il clima economico passa da 127,6 a 133,8, attestandosi leggermente al di sopra del livello medio del periodo maggio-giugno 2016. Il clima personale e quello corrente salgono per il secondo mese consecutivo passando, rispettivamente, da 101,3 a 102,7 e da 103,7 a 106,2. La componente futura torna ad aumentare nel mese di dicembre (da 113,8 a 116,2), raggiungendo il livello più elevato da giugno 2016″.

“I giudizi dei consumatori riguardo la situazione economica del Paese migliorano decisamente così come le aspettative, il cui saldo torna ad aumentare dopo sette mesi consecutivi di diminuzione. Sull’andamento dei prezzi al consumo, prevalgono giudizi e attese orientati alla diminuzione. Infine, diminuiscono per il secondo mese consecutivo le aspettative sulla disoccupazione“.

“Con riferimento alle imprese, nel mese di dicembre si registra un calo della fiducia nei servizi, con l’indice che passa da 105 a 102,5, e nelle costruzioni (da 124,2 a 120,4)”.

“Nella manifattura l’indice sale da 102,2 a 103,5. Più in dettaglio, nel comparto manifatturiero migliorano sia i giudizi sugli ordini sia le attese sulla produzione e il saldo dei giudizi sulle scorte rimane stabile. Nel settore delle costruzioni, peggiorano sia i giudizi sugli ordini sia le aspettative sull’occupazione. Nei servizi, si deteriorano i giudizi e le attese sul livello degli ordini mentre le attese sull’andamento dell’economia migliorano”.

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AGENZIA DELLE ENTRATE: VOLUNTARY-BIS, PRONTO IL FORMAT DELLA RELAZIONE DI ACCOMPAGNAMENTO

“Online la bozza dello schema di relazione da inviare alle Entrate a corredo della richiesta di adesione alla “nuova” collaborazione volontaria. La domanda di accesso alla procedura, i cui termini sono stati riaperti dal Dl n. 193/2016, deve essere infatti accompagnata da una relazione contenente le informazioni necessarie a ricostruire gli investimenti o le attività finanziarie detenute all’estero e a determinare i maggiori imponibili, oltre che dalla relativa documentazione”.

Lo riporta una nota dell’Agenzia delle Entrate che spiega: “prosegue, anche in questo caso, la fase di consultazione, aperta in occasione della pubblicazione della bozza del modello di istanza, per raccogliere i suggerimenti degli operatori, che potranno far pervenire le loro osservazioni alla casella di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.“.

“La relazione – prosegue la nota – è strutturata in due sezioni. Una “introduzione”, in cui deve essere fornito un quadro generale di tutte le violazioni oggetto di emersione, delle modalità e dei momenti in cui sono state realizzate e commesse, specificando se la collaborazione volontaria ha ad oggetto anche contanti o valori al portatore, e un “prospetto di riconciliazione”, di raccordo tra i documenti presentati e quanto riportato nel modello. In particolare, la relazione deve contenere le informazioni necessarie per determinare, in maniera analitica e per ogni annualità d’imposta oggetto della procedura:

  • l’ammontare degli investimenti e delle attività di natura finanziaria costituite o
    detenute all’estero, anche indirettamente o per interposta persona, i redditi che
    sono serviti per costituirli o acquistarli, i redditi che derivano dalla loro
    dismissione o dal loro utilizzo a qualunque titolo;
  • l’ammontare delle attività e dei redditi oggetto di emersione nelle ipotesi di
    assenza di violazioni degli obblighi di monitoraggio fiscale;
  • gli eventuali maggiori imponibili con riferimento a: imposte sui redditi e relative
    addizionaliimposte sostitutive, imposta regionale sulle attività produttive,
    imposta sul valore degli immobili all’estero e imposta sul valore delle attività
    finanziarie all’estero, contributi previdenziali nonché imposta sul valore
    aggiunto e ritenute”.

“Nella relazione – conclude la nota – devono inoltre essere fornite adeguate informazioni sui soggetti che presentano un collegamento in relazione alle attività estere oggetto della procedura. Contestualmente, deve essere trasmessa tutta la documentazione utile alla ricostruzione, da parte dell’Agenzia delle Entrate, degli investimenti e delle attività finanziarie detenute all’estero e alla determinazione dei maggiori imponibili. Relazione e documentazione devono poi essere trasmesse via Pec all’indirizzo indicato nella ricevuta rilasciata dopo la presentazione del modello. La documentazione deve essere inviata entro il 30 settembre 2017″.

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CANONE RAI: ATTENZIONE AI SITI CONTRAFFATTI

La trasmissione delle dichiarazioni di non detenzione del canone e delle richieste di rimborso può essere fatta solo attraverso il sito del Fisco.

“La trasmissione telematica delle dichiarazioni di non detenzione del canone tv e delle richieste di rimborso può essere fatta solo attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate. L’invio è gratuito: nessun tipo di pagamento è infatti dovuto dai contribuenti”.

Lo chiarisce una nota in cui si raccomanda ai cittadini “di non inserire informazioni personali e soprattutto di non fornire i dati della propria carta di credito su siti diversi da quello istituzionale dell’Agenzia: il rischio è quello di vedersi addebitato un primo importo e nei giorni successivi somme più consistenti, finché il titolare della carta non procede al blocco”.

“L’Agenzia – conclude la nota – invita i cittadini eventualmente interessati a denunciar e l’accaduto, rivolgendosi quanto prima a qualsiasi ufficio delle Entrate e alle Forze di polizia”.

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COMMERCIO, FRA 10 ANNI ADDIO AI NEGOZI SOTTO CASA

I consumi delle famiglie sono ancora lontani dal periodo pre-crisi (29 miliardi in meno). Ma i costi fissi e del lavoro non calano. Così i punti vendita di quartiere continuano a chiudere a tutto vantaggio dei grandi centri commerciali

Nel 2016 i consumi delle famiglie sono ancora inferiori di quasi 29 miliardi di euro rispetto al 2011, prima della fase più acuta della crisi finanziaria e della grande recessione. È una sfilza di segni meno, l’ elaborazione di Confesercenti per Libero sulla spesa degli italiani. La federazione di categoria ha assistito alla chiusura di 25mila 469 negozi in quest’ anno che volge al termine. E i dati pubblicati nell’ infografica qui a fianco, che confrontano le vendite dal 2010 ad oggi, certificano che l’ attesa ripresa ancora non si vede, anzi è lontana. I numeri delle vendite, elaborati su dati Istat, mostrano infatti anni di profonda crisi, soprattutto per le imprese del commercio tradizionale e per il comparto non alimentare in genere. Il commercio su piccole superfici cumula tra il 2010 e il 2016 una riduzione del venduto in valore di 10 punti percentuali e sebbene gli alimentari siano in calo dell’ 1,9%, a influire maggiormente in negativo sono i generi non alimentari: -7,9%. Non è la grande distribuzione, non tutta, ad essersi accaparrata quella diminuzione a scapito dei negozi di quartiere. I dati dimostrano infatti che anche per i grandi negozi nel non alimentare la contrazione delle vendite è rilevante, pari al -5,4% dal 2010 a oggi. Se si guarda alla vendita di cibo, sono solamente i discount a segnare un segno più significativo: +13,9% è l’ aumento cumulato, con percentuali di crescita sempre maggiori ogni anno fino al 2015. Un altro segno della propensione e della necessità del risparmio degli italiani.

LE ECCEZIONI. Passando alla vendita per prodotti, gli unici ad aver visto la ripresa dopo il 2010 sono i servizi (+1,7%) e i beni durevoli (+0,6%). Gli italiani sono tornati, dopo anni, a fare quindi le grandi spese che non potevano più essere rimandate, come l’ automobile o l’ arredamento. Ma la spesa di tutti i giorni è al palo, come evidente dal tracollo di beni semidurevoli, come abbigliamento, calzature e libri (-9,5%) e beni non durevoli, come i detergenti o i medicinali (-7,4%). In particolare, i segni negativi più pesanti nel confronto dal 2010 a oggi sono segnati da libri giornali e riviste (-17,7%), seguiti da elettrodomestici, radio, tv e registratori (-15,6%). Spendiamo meno, poi, per la telefonia o l’ informatica (-12,8%), per le calzature (-11,1%), per la fotografia (-10,7%). Leggo in questi giorni analisi che parlano di ripresa: sono come il chewingum, denuncia Massimo Vivoli, presidente di Confesercenti: Un giorno va tutto bene, il giorno dopo il Pil è in contrazione, e poi torna ancora positivo Sono tutte valutazioni che andrebbero invece analizzate nel dettaglio: quello che registriamo quotidianamente tra i nostri associati è che le piccolissime imprese soffrono oggi come non mai. I negozi continuano a chiudere a ritmi vertiginosi, continua Vivoli, che spiega come anche chi è sul mercato non riesce a guadagnare. I costi di gestione delle attività, come gli affitti, incidono notevolmente. E il costo del personale è troppo alto. Per questo quando sento le critiche ai voucher in questi giorni mi domando se sia davvero chiaro alla politica che ad oggi in settori come il nostro non si possono fare assunzioni a tempo indeterminato, finché non si interviene sulla pressione fiscale e sul costo del lavoro. Per i nostri commercianti, in questo momento, i voucher stanno diventando una necessità. Senza gli incentivi, i problemi per le assunzioni sono tornati ad essere gli stessi di tre anni fa.


PUNTI VENDITA. Nel 2016 quasi 15mila negozi di commercio al dettaglio hanno abbassato la serranda nel centro-nord dello Stivale, 10 mila nel Sud e nelle isole. Dal 2007 ad oggi il numero di esercizi commerciali è diminuito di quasi 91mila unità: ha chiuso per crisi un negozio su dieci. Se si continua così, afferma Vivoli, tra 10 anni l’ Italia sarà un Paese senza i negozi di vicinato, di servizio: spariranno, verranno sostituiti da uffici. Lasciando le città buie e spingendo le persone verso i centri commerciali in periferia per gli acquisiti. I canali dell’ e-commerce certamente incidono sulle nostre vendite. Così come incidono le liberalizzazioni selvagge fatte sugli orari per la grande distribuzione. Per le piccole e piccolissime imprese in questo Paese non si è mai fatto nulla. E sì che siamo il tessuto di questo Paese, quello che potrebbe portare vera ricchezza, crescita economica, occupazione. Senza tutela si rischia di perdere un settore che portava qualità e immagine al made in Italy, penso soprattutto all’ abbigliamento ma non solo.

Articolo di Giulia Cazzaniga pubblicato su “Libero” il 27-12-2016

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AGENZIA DELLE ENTRATE: ONLINE I MODELLI DICHIARAZIONE IVA 2017

Da quest’anno la dichiarazione Iva non può più essere presentata in forma unificata insieme alla dichiarazione dei redditi.

Consultabili sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate  le bozze dei modelli dichiarativi Iva/2017, Iva Base/2017 e del Modello Iva 74-bis con le relative istruzioni.

“Tra le novità, da quest’anno – dice il Fisco – la dichiarazione Iva non può più essere presentata in forma unificata insieme alla dichiarazione dei redditi. Inoltre, solo per il 2017, il termine di presentazione è fissato al 28 febbraio. Sebbene la dichiarazione Iva non possa più essere compresa nella dichiarazione dei redditi, è stata mantenuta la possibilità di versare il saldo annuale Iva entro il termine previsto per il versamento del saldo delle imposte dovute con riferimento alla dichiarazione dei redditi, con la maggiorazione dello 0,40% a titolo d’interesse per ogni mese o frazione di mese successivo al termine di scadenza ordinario fissato al 16 marzo”.

“E’ stato istituito, inoltre – prosegue la nota – il nuovo quadro VN per indicare il credito derivante dal minor debito o dal maggior credito scaturito dalle dichiarazioni integrative presentate ai sensi del Dpr n. 322 del 1998. Nei quadri VE e VF sono stati inseriti i righi per esporre le operazioni soggette alle percentuali di compensazioni di nuova istituzione (decreto interministeriale del 26 gennaio 2016). Nella sezione 3 del quadro VO, rigo VO33, è stata introdotta la casella per comunicare la revoca dell’opzione per il regime ordinario dell’Iva, esercitata relativamente al 2015, da parte dei soggetti che si sono avvalsi per il 2016 del regime forfetario disciplinato dall’art. 1 della legge n. 190 del 2014. Nella stessa sezione, rigo VO34, sono state introdotte tre nuove caselle: la prima per comunicare l’opzione per il regime ordinario, a partire dal 2016, da parte dei soggetti che negli anni precedenti si sono avvalsi del regime fiscale di vantaggio di cui all’art. 27, commi 1 e 2, del Dl n. 98 del 2011; la seconda per comunicare la revoca dell’opzione per il regime ordinario da parte dei soggetti che nel 2014, in presenza dei requisiti di accesso al regime di vantaggio, non si sono avvalsi di questo regime e accedono, dal 2016, al regime forfetario di cui all’art. 1 della legge n. 190 del 2014; la terza per comunicare la revoca dell’opzione per l’adesione dal 2015 al regime di vantaggio da parte dei soggetti che accedono, dal 2016, al regime forfetario disciplinato dall’art. 1 della legge n. 190 del 2014″.

“Le bozze dei modelli – conclude la nota –  sono disponibili sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.it, seguendo questo percorso: Home - Strumenti – Modelli – Modelli in bozza”.

 

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