BANKITALIA: A NOVEMBRE PRESTITI A FAMIGLIE +1,8%, FERMI A IMPRESE

“Crescono i prestiti bancari destinati alle famiglie mentre restano stabili quelli destinati alle imprese”.

Secondo i dati del Supplemento al Bollettino Statistico Moneta e banche della Banca d’Italia, “i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, hanno registrato una crescita su base annua dello 0,5 per cento (1,2 per cento a ottobre). I prestiti alle famiglie sono cresciuti a novembre dell’1,8 per cento sui dodici mesi (1,7 per cento a ottobre); quelli alle società non finanziarie sono rimasti stabili su base annua (0 per cento a novembre; 0,8 per cento nel mese precedente)”.

“I tassi d’interesse sui finanziamenti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni – prosegue Bankitalia – comprensivi delle spese accessorie, sono stati pari al 2,35 per cento (2,34 nel mese precedente); quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo all’8,02 per cento (8,08 nel mese precedente). I tassi d’interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie di importo fino a 1 milione di euro sono risultati pari al 2,23 per cento (2,31 nel mese precedente); quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia all’1,11 per cento (1,07 per cento a ottobre). I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono rimasti stabili (0,41 per cento a novembre e ottobre)”.

“Frenano le sofferenze delle banche, aumenta la raccolta – dice ancora la Banca d’Italia. A novembre il tasso di crescita sui dodici mesi delle sofferenze – tenendo conto delle discontinuità statistiche ma senza correggere per le cartolarizzazioni e le altre cessioni – è stato pari a -1,7 per cento (-1 per cento a ottobre). Quando si corregge tale tasso di crescita per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, analogamente a quanto si fa per i prestiti, il tasso di crescita sui dodici mesi delle sofferenze è stato a novembre dell’11,8 per cento (12 per cento nel mese precedente)”.

“A novembre – conclude –  il tasso di crescita sui dodici mesi dei depositi del settore privato è aumentato al 4,4 per cento (3,2 per cento a ottobre). La raccolta obbligazionaria, incluse le obbligazioni detenute dal sistema bancario, è diminuita del 9,3 per cento su base annua (-9 per cento nel mese precedente)”.

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ASSOPANIFICATORI ALLA CAMERA DEI DEPUTATI: NECESSARIO E URGENTE DISTINGUERE IL PANE FRESCO DA QUELLO SURGELATO, CONSENTIRE LA DEFINIZIONE DI PANIFICIO SOLO AI FORNAI E DEFINIRE I GRANI ANTICHI. DARE CHIAREZZA E TRASPARENZA AI CONSUMATORI

Si sono svolte ieri le Audizioni delle Associazioni dei Panificatori davanti alla XIII^ Commissione Parlamentare della Camera dei Deputati presieduta dal Presidente On. Luca Sani nell’ambito delle Audizioni per le proposte di Legge 2365 recante disposizioni in materia di produzione e vendita del pane: primo firmatario l’On. Romanini e 1932, recante disposizioni concernenti l’etichettatura delle farine di grano duro non raffinate o integre e dei prodotti da esse derivati e misure per la promozione della loro vendita e del loro consumo primo firmatario l’On. L’Abbate.
Alle Audizioni hanno partecipato  le delegazioni di Assopanificatori Fiesa Confesercenti, Fippa e Assipan Confcommercio.
La delegazione Fiesa Assopanificatori è stata guidata dal Presidente Davide Trombini accompagnato dal Direttore Dr. Gaetano Pergamo, dai Vice Presidenti Benvenuto Pagnoni e Vinceslao Ruccolo e da Angelo Pellegrino, Direttore della Scuola dell’Alimentazione di Sulmona.
Le due iniziative legislative hanno lo scopo di consentire al consumatore di scegliere con consapevolezza il pane fresco artigianale potendolo facilmente distinguere da quello conservato o prodotto in discontinuità di luoghi o in altre maniere, come anche quello di conoscere correttamente le farine con cui viene prodotto. L’iniziativa legislativa tende anche a definire chi può fregiarsi del titolo di panificio, riservato esclusivamente alle Aziende che compiono l’intero ciclo della panificazione.
Sulle due proposte di Legge i Rappresentanti dell’Associazione Nazionale dei Panificatori (Assopanificatori Confesercenti), della Fippa e dell’Associazione Nazionale Panificatori (Assipan), si sono espresse favorevolmente.
I Rappresentanti delle Associazioni hanno evidenziato che – come hanno dichiarato all’Ansa –  occorre fare chiarezza nel settore informando sulle differenze tra prodotto fresco di giornata e quello sfornato anche al momento, come avviene nei supermercati, ma su basi surgelate magari provenienti dall’estero.
Per il Presidente di Assopanificatori Confesercenti Davide Trombini l’Audizione “riveste particolare importanza. L’iniziativa legislativa dell’On. Romanini va a coprire un vuoto legislativo a lungo denunciato dalle Associazioni di Settore di fronte all’immobilismo dei Governi che si sono succeduti in questi anni, incapaci di dare concretezza attuativa alla norma previsionale della Legge Bersani sulla definizione di pane fresco e panificio. Ben venga poi  la distinzione tra i vari tipi di pane – precisa il Presidente di Assopanificatori, Davide Trombini – per far capire l’importanza dell’arte artigiana dei panificatori che vuole processi di lievitazione ben diversi; una norma che va a tutela dei cittadini ma anche della tipicità e della specificità del prodotto artigianale italiano”. Secondo il Presidente Trombini “occorre battersi non solo su quali farine vengono usate, se da grano duro, tenero, non raffinate o integre, ma anche sulla loro italianità; un punto sul quale occorre fare chiarezza al più presto, così come su quello dell’utilizzo dei grani antichi, che rivestono una grande importanza ma che vanno disciplinati al più presto, all’interno stesso della proposta Romanini. Speriamo che l’iter di approvazione sia veloce. Per quanto riguarda la proposta di Legge dell’On. L’Abbate, recante alcune disposizioni concernenti l’etichettatura delle farine di grano duro non raffinate o integre e dei prodotti da esse derivati, nonché misure per la promozione della loro vendita e del loro consumo, anche al fine di tutelare la salute dei consumatori mediante una più accurata prevenzione alimentare primaria, ha aggiunto Trombini – Assopanificatori ha evidenziato che occorrono integrazioni e modifiche migliorative della proposta”.

Leggi il Documento lasciato in Audizione da Assopanificatori

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CONFESERCENTI POTENZA SU NUOVE PARTITE IVA

Nel mese di novembre 2016 in provincia di Potenza sono state aperte 191 nuove partite Iva con un sensibile decremento rispetto al mese precedente (-17,3%) e sia pure minore rispetto a novembre 2015 (-9,4%) a conferma della situazione di incertezza che registra l’attività della piccola imprenditoria sul nostro territorio.

E’ il commento di Confesercenti Potenza riferendo che dai dati dell’Osservatorio Partite Iva del Dipartimento Finanze del Ministero dell’Economia la distribuzione per natura giuridica mostra che il 65,6% delle aperture di partita Iva è stato aperto da persone fisiche, il 27,8% da società di capitali, il 5,7% da società di persone. Riguardo alla ripartizione territoriale, il 40,9% delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 22,6% al Centro e il 36,3% al Sud e Isole. Il dato positivo in alcune regioni del Sud – aggiunge la nota - è influenzato dagli incrementi nel settore dell’agricoltura, che sono presumibilmente dovuti all’emanazione dei bandi regionali legati al nuovo Programma di sviluppo rurale (PSR) 2014-2020, promosso della Commissione Europea. Analogamente, nei precedenti mesi del 2016, in altre regioni del Mezzogiorno sono stati riscontrati incrementi di aperture di partita Iva nel settore dell’agricoltura, in relazione alla diversa tempistica dei predetti bandi regionali. Rispetto al corrispondente mese dell’ anno 2015, la distribuzione per classi di età evidenzia un generale calo di aperture che rileva, in particolare, per i giovani (circa il 20% in meno). Il 19,2% di coloro che a novembre hanno aperto una partita Iva risulta nato all’estero. I soggetti che hanno aderito al regime forfetario sono 9.361, pari al 27% del totale delle nuove aperture, con una diminuzione del 24,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno 2015. 

Si “legge” molta prudenza tra i giovani della provincia di Potenza a differenza del dato della provincia di Matera (116 nuove partite iva, più 17% rispetto a novembre 2015 ma -5,6% rispetto ad ottobre 2016) – commenta Prospero Cassino, presidente Confesercenti Potenza – in quanto le Partite IVA, più e meno giovani, sono sobbarcate da una quantità immane di tasse. Spesso questi privati sono fucine di nuove idee e nuove proposte e dobbiamo lasciarli liberi di agire in un mondo del lavoro sempre più competitivo – afferma ancora -: dobbiamo intervenire sull’IRPEF in modo deciso, accompagnando questa azione con l’inserimento di prestiti agevolati per avviare l’attività. A questo non si può non accompagnare un discorso riguardante la formazione, perché ragionare di lavoro vuol dire pensare anche alla formazione. Per formazione intendo formazione sia scolastica ma anche lavorativa, dobbiamo migliorare l’accesso ai voucher formativi e migliorare la formazione per chi si vuole immettere nel mercato delle Partite IVA. 

Cassino aggiunge che nel corso degli incontri territoriali promossi di intesa con Confartigianato per illustrare le opportunità del pacchetto di agevolazioni CreOpportunità per favorire e stimolare l’imprenditorialità lucana mediante il sostegno all’avvio ed allo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali come in occasione natalizia a Potenza di Trend abbiamo registrato una ripresa di interesse dei giovani per iniziative nei settori della trasformazione dei prodotti agricoli, dei servizi, del commercio, dell’artigianato, del turismo, della cultura, dell’intrattenimento, del sociale. Ci sono circa 4mila nuove imprese under 35 in provincia di potenza, un dato molto importante che lascia ben sperare per il nuovo anno. 

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INPS: CON AUMENTO ETÀ CALO NUOVE PENSIONI,-22% IN 2016

Nell’anno sono scattati l’aumento dell’aspettativa di vita e i nuovi requisiti per le donne.

” Le nuove pensioni liquidate dall’Inps nel 2016 sono state 443.477 con un calo del 22,19% rispetto al 2015 (570.002)”.

Lo si legge nell’Osservatorio dell’Istituto sul monitoraggio sui flussi di pensionamento nel quale si ricorda come “nell’anno siano scattati sia l’aumento dell’aspettativa di vita (4 mesi per tutti) sia i nuovi requisiti per le donne (passaggio da 63,9 anni a 65,7). Nel secondo semestre la tendenza si attenua (il calo era del 34%) poiché accedono alla pensione coloro che sono stati bloccati nei primi mesi. Il calo maggiore per la vecchiaia (-30,2%)”.

L’Inps segnala “un calo annuale consistente per i flussi di pensionamento di vecchiaia con un -30,28% (da 162.815 nuovi assegni nel 2015 a 113.500 nel 2016) e di uscita anticipata con un -28,56% (da 157.522 a 112.529). Cali meno consistenti si sono registrati per le nuove pensioni di invalidità (-15,98% a 43.423) e per quelle ai superstiti (-12,1% a 174.025). Un calo significativo è stato registrato anche dai nuovi assegni sociali passati da 48.297 a 34.411 (-28,7%). L’importo medio mensile di pensione nel 2016 è stato di 987 euro, lo stesso del 2015. Il dato è molto diverso per le varie tipologie di pensione con 643 euro medi per la vecchiaia, 1.929 euro medi per la pensione anticipata, 765 euro medi per l’invalidità e 657 per i nuovi assegni ai superstiti”.

“Per i lavoratori dipendenti – conclude l’Inps – le nuove pensioni in media valgono 1.221 euro mentre per i coltivatori diretti sono state in media di 615 euro. La pensione media degli artigiani in uscita nel 2016 è stata di 946 euro mentre per i commercianti è stata di 911 euro. La pensione per i parasubordinati usciti nel 2016 è stata in media di 192 euro al mese. I trattamenti di questi ultimi sono basati esclusivamente sul sistema contributivo e su versamenti fatti a partire dal 1996“.

 

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JOBS ACT: LA CONSULTA DICE NO AL REFERENDUM SULL’ARTICOLO 18

La Consulta ha dichiarato inammissibile il quesito sui licenziamenti illegittimi.

La Corte Costituzionale dice ‘no‘ al referendum abrogativo sulle modifiche all’articolo 18 introdotte con il Jobs act. La Consulta ha infatti dichiarato inammissibile il quesito sui licenziamenti illegittimi, mentre ha dato il suo via libera a quelli sui voucher e sulla responsabilità solidale negli appalti.

Tutti e tre i quesiti referendari erano stati presentati dalla Cgil con 3,3 milioni di firme.

Ecco nel dettaglio i temi dei tre quesiti:

 

  • APPALTI: REINTRODUZIONE DELLA PIENA RESPONSABILITA’ SOLIDALE: si richiede l’abrogazione di parte dell’art. 29 della Legge Biagi. In particolare, si tratta del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, recante “Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30 comma 2″. In sostanza, il quesito chiede che ci sia un’uguale responsabilità, in tutto e per tutto (responsabilità solidale), tra appaltatore e appaltante nei confronti di tutto ciò che succede nei rapporti di lavoro.
  • REINTEGRO ED ESTENSIONE DELL’ARTICOLO 18si chiede l’abrogazione delle disposizioni in materia di licenziamenti illegittimi, contenute nel Jobs act. In particolare, oggetto del quesito referendario è il decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23 recante “Disposizioni urgenti in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti in attuazione della legge del 10 dicembre 2014, n. 183″, nella sua interezza, e dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori. In base a quanto previsto dal Jobs act, un licenziamento ingiustificato prevede il pagamento di un’indennità che cresce con l’anzianità di servizio, con un minimo di 4 e un massimo di 24 mensilità.
  • VOUCHER: CANCELLAZIONE DEL LAVORO ACCESSORIO: il quesito chiede l’abrogazione delle disposizioni sul lavoro accessorio contenute nel Jobs act. Oggetto del referendum è,  in particolare, l’abrogazione degli art. 48, 49 e 50 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 recante “Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell’art. 1 comma 7 della legge 10 dicembre 2014, n. 183. 

 

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SCUOLA, ISCRIZIONI ON LINE DAL 16 GENNAIO AL 6 FEBBRAIO

“Lunedì scorso si è aperto il portale delle iscrizioni on line a scuola: le famiglie sono così ora in grado di registrarsi e ottenere le credenziali da utilizzare al momento dell’iscrizione per l’anno scolastico 2017/2018. Le domande potranno poi essere inoltrate dalle ore 8.00 del 16 gennaio alle ore 20.00 del 6 febbraio 2017, come previsto dall’annuale circolare diffusa nelle scorse settimane dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca”.

Lo riporta una nota del MIUR che spiega: “chi ha già un’identità digitale SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) potrà utilizzare quelle credenziali per accedere al portale delle iscrizioni senza effettuare prima la registrazione. Le iscrizioni on line riguardano le classi prime delle scuole primarie e secondarie di primo e di secondo grado. Sono obbligatorie per le scuole statali e facoltative per le paritarie. La modalità via web potrà essere utilizzata anche per l’iscrizione ai corsi di istruzione e formazione dei Centri di formazione professionale regionali delle Regioni che hanno aderito al sistema (Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Sicilia e Veneto). Rimane valida la procedura cartacea per le scuole dell’infanzia, che potrà essere effettuata sempre dal 16 gennaio al 6 febbraio prossimi”.

“Per le famiglie delle zone colpite dal terremoto – conclude la nota – ci saranno azioni di supporto affinché possano svolgere la procedura on line con l’aiuto delle scuole e specifiche indicazioni che saranno comunicate nei prossimi giorni con una circolare ad hoc. La domanda di iscrizione potrà essere compilata per tutto il periodo fissato dal Miur. Per consentire alle famiglie di prendere confidenza con il sistema delle iscrizioni on line e per guidarle in tutte le fasi della domanda il Ministero ha previsto video tutorial, una ‘mini guida’, Faq che si potranno trovare sul portale dedicato. Sarà prevista una specifica assistenza telefonica, attiva dal 9 gennaio alle ore 9.00. Il sistema si farà carico di avvisare le famiglie in tempo reale, via posta elettronica, dell’avvenuta registrazione e delle eventuali variazioni di stato della domanda”.

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MEF, NUOVE PARTITE IVA: A NOVEMBRE -10,6% SU ANNO

In diminuzione anche le adesioni al regime forfettario

“A novembre 2016 sono state aperte 34.732 nuove partite Iva con una flessione, rispetto allo stesso mese del 2015, del 10,6%“.

Lo rende noto il Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia.

“La distribuzione per natura giuridica - spiega il Dipartimento – mostra che il 65,6% delle aperture di partita Iva è stato aperto da persone fisiche, il 27,8% da società di capitali, il 5,7% da società di persone. La percentuale dei “non residenti” ed “altre forme giuridiche” è pari allo 0,9%. Rispetto al mese di novembre 2015 si rileva un calo di avviamenti per le persone fisiche (-15,4%) e per le società di persone (-3,5%) e un incremento dell’1,6% per le società di capitali”.

“Sempre rispetto a novembre 2015 - sottolinea il Dipartimento - si evidenzia un incremento nelle attività immobiliari (+6,9%), collegato al miglioramento delle aspettative nel settore e segnala invece cali sensibili nelle attività professionali (-30,5%) e nella sanità (-24,1%). Il 19,2% di coloro che a novembre hanno aperto una partita Iva risulta nato all’estero“.

“Infine – conclude il Dipartimento – i soggetti che hanno aderito al regime forfetario sono 9.361, pari al 27% del totale delle nuove aperture, con una diminuzione del 24,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno 2015″.

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MODELLO REDDITI 2017 SOCIETÀ DI PERSONE: PRONTA LA BOZZA CON LE NOVITÀ

E’ sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate la bozza di dichiarazione Redditi SP da utilizzare per il periodo d’imposta 2016 con le relative istruzioni.

“Fanno il loro ingresso nel nuovo modello – dice il Fisco – l’agevolazione Branch exemption, il bonus domotica e un’imposta sostitutiva in caso di assegnazione o cessione dei beni ai soci. A partire da quest’anno il nome del modello è stato modificato in Redditi SP 2017 poiché la dichiarazione Iva non può più essere presentata in forma unificata insieme alla dichiarazione dei redditi”.

Una nota riporta come: “tra le novità viene prevista l’abrogazione della disciplina di indeducibilità parziale per le spese e gli altri componenti negativi derivanti da operazioni intercorse con imprese residenti ovvero localizzate in Stati o territori a fiscalità privilegiata. Nei quadri di determinazione del reddito d’impresa (quadro RF e quadro RG), pertanto, sono stati eliminati i righi relativi a queste spese e a questi componenti negativi”.

Queste le altre novità:

  • Agevolazione Branch exemption – Da quest’anno le società di persone possono optare per l’esenzione degli utili e delle perdite attribuibili a tutte le proprie stabili
    organizzazioni all’estero. Per le stabili organizzazioni già esistenti occorre indicare in dichiarazione i redditi e le perdite attribuibili a ciascuna di esse nei cinque periodi
    d’imposta antecedenti a quello in cui l’opzione ha avuto effetto.
  • Bonus domotica – Sono detraibili nella misura del 65 per cento le spese sostenute dalla società, da imputare ai soci, per l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento, di produzione di acqua calda, di climatizzazione delle unità abitative, volti ad aumentare la consapevolezza dei consumi energetici da parte degli utenti e a garantire un funzionamento efficiente degli impianti.
  • Assegnazioni o cessioni dei beni ai soci – Le società che assegnano o cedono ai soci beni immobili o beni mobili iscritti in pubblici registri non utilizzati come beni
    strumentali nell’attività propria dell’impresa possono applicare un’imposta sostitutiva dell’Irpef e dell’Irap sulla differenza tra il valore normale dei beni assegnati o, in caso di trasformazione, quello dei beni posseduti all’atto della trasformazione, e il loro costo fiscalmente riconosciuto.
  • Rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni – Anche per quest’anno le società di persone possono rivalutare i beni d’impresa e le partecipazioni, risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2015, mediante il versamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’Irap e di eventuali addizionali; questa facoltà è consentita anche ai contribuenti che intendono riallineare i valori dei medesimi beni. È possibile, inoltre, affrancare il saldo attivo di rivalutazione o la riserva da riallineamento.
  • Agevolazione c.d. “ACE” (aiuto alla crescita economica) – Sono state recepite le novità introdotte dalla Legge di bilancio per il 2017 che hanno modificato le modalità di determinazione dell’agevolazione riconosciuta alle imprese individuali, alle società in nome collettivo ed a quelle in accomandita semplice in regime di contabilità ordinaria, equiparandole a quelle previste per le società di capitali e per gli enti commerciali.
  • Più tempo per inviare la dichiarazione integrativa a favore – L’articolo 5 del decreto legge n. 193/2016 ha esteso il termine entro cui il contribuente può presentare la dichiarazione in proprio favore, equiparandola, sotto tale profilo, alla dichiarazione integrativa in favore dell’Amministrazione, ovvero entro i termini stabiliti dall’articolo 43 del DPR n. 600/1973. Nel riquadro “Tipo di dichiarazione” del frontespizio è stata, pertanto, eliminata la casella “Dichiarazione integrativa a favore”, poiché, nel caso di presentazione di una dichiarazione integrativa, non occorre più segnalare se si tratta di integrativa a favore o a sfavore. Il nuovo termine è applicabile anche alle dichiarazioni integrative di annualità pregresse per le quali non siano ancora decorsi i termini di decadenza per l’accertamento con la conseguente eliminazione del prospetto “Errori contabili” del quadro RS. L’articolo 5 del decreto legge n. 193/2016 stabilisce inoltre che nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui è presentata la dichiarazione integrativa a favore è indicato il credito derivante dal minor debito o dal maggiore credito risultante dalla dichiarazione integrativa. A tal fine è stato introdotto il nuovo quadro DI”.
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ISTAT: CASE, PREZZI +0,1% NEL TERZO TRIMESTRE, -0,9% SU ANNO.

La flessione tendenziale è dovuta principalmente ai prezzi delle abitazioni nuove.

“Nel terzo trimestre 2016, sulla base delle stime preliminari, l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB)  acquistate dalle famiglie, sia per fini abitativi sia per investimento, aumenta dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e diminuisce dello 0,9% nei confronti dello stesso periodo del 2015 (era -0,8% nel trimestre precedente)”.

Lo rileva l’Istat nei dati provvisori sui prezzi delle abitazioni nel terzo trimestre 2016. “La flessione tendenziale – dice l’Istituto – è dovuta principalmente ai prezzi delle abitazioni nuove, la cui diminuzione su base annua si accentua (-2,1%, da -1,1% del trimestre precedente), mentre si ridimensiona lievemente il calo dei prezzi delle abitazioni esistenti (-0,6%, da -0,7% del  periodo precedente)”.

“Il calo tendenziale dei prezzi delle abitazioni - prosegue l’Istituto – si manifesta contestualmente ad una crescita sostenuta del numero di immobili residenziali compravenduti (+17,4% rispetto al terzo  trimestre del 2015 secondo i dati diffusi dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate). Su base congiunturale il lievissimo aumento dell’IPAB è dovuto alla stabilità dei prezzi delle abitazioni nuove e al contestuale incremento dello 0,1% di quelli delle abitazioni esistenti. In media, nei primi tre trimestri del 2016 i prezzi delle abitazioni diminuiscono dello 0,9% rispetto allo stesso periodo  dell’anno precedente, sintesi di un calo dei prezzi dell’1,2% per le abitazioni nuove e dello 0,9% per quelle esistenti”.

“Il tasso di variazione acquisito dell’IPAB – conclude l’Istat – per il 2016 (la variazione media annua se nel quarto trimestre dell’anno i prezzi non variassero) rimane quindi negativo e pari -0,7% (era -1,2% nel trimestre  precedente). Rispetto alla media del 2010, nel terzo trimestre 2016 i  prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 14,5% (-2,6% le abitazioni nuove, -19,4% le esistenti)”.

 

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OCSE: NEL TERZO TRIMESTRE PIL SALE A +0,5%

In Italia nel terzo trimestre del 2016 si registra una lieve accelerazione della crescita del Pil.

“Nel terzo trimestre del 2016 il Pil  dell’area dell’Ocse è salito a +0,5% da +0,4% del secondo trimestre e  da +0,4% dei primi tre mesi dell’anno scorso”.

Lo rende noto l’Organizzazione internazionale in un comunicato sottolineando che “i contributi dei consumi privati (+0,2 punti  percentuali contro +0,5 punti nel II trimestre) e degli investimenti (0 punti contro +0,1 punto nel II trimestre) hanno rallentato mentre  le esportazioni nette (+0,1 punto contro 0 nel II trimestre) e in particolare gli stoccaggi (+01 punto contro -0,2 punti) sono cresciuti.  Il contributo dei consumi delle Amministrazioni pubbliche è rimasto  stabile a +0,1 punto”.

“In Italia - rileva l’Ocse – nel terzo trimestre del 2016 si registra una lieve accelerazione della crescita del Pil (+0,3% dopo +0,1% nel II trimestre) grazie principalmente al miglioramento del contributo  degli stoccaggi (+0,1 punto dopo -0,2 punti). Al contrario la  riduzione del contributo delle esportazioni nette è stato  relativamente significativo: -0,1 punto dopo +0,3 punti nel secondo trimestre del 2016″.

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I PANIFICATORI DI FIESA CONFESERCENTI IN AUDIZIONE ALLA XIII^ COMMISSIONE AGRICOLTURA DELLA CAMERA MERCOLEDÌ 11 GENNAIO P.V.

Assopanificatori Fiesa Confesercenti sarà audita dalla Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati nell’ambito delle Audizioni per le proposte di Legge 2365 primo firmatario l’On. Romanini e 1932, primo firmatario l’On. L’Abbate.


La delegazione Fiesa Assopanificatori sarà guidata dal Presidente Davide Trombini accompagnato dal Direttore Gaetano Pergamo, dai Vice Presidenti Benvenuto Pagnoni Vinceslao Ruccolo e da Angelo Pellegrino, direttore della Scuola dell’Alimentazione di Sulmona.


“Particolare importanza riveste l’Audizione – ha detto Davide Trombini, Presidente di Assopanificatori Confesercenti – perché l’iniziativa legislativa dell’On. Romanini va a coprire un vuoto legislativo a lungo denunciato dalle Associazioni di Settore di fronte all’immobilismo dei Governi che si sono succeduti in questi anni, incapaci di dare concretezza attuativa alla norma previsionale della Legge Bersani sulla definizione di pane fresco e panificio. Speriamo che l’iter di approvazione sia veloce.”
Per quanto riguarda la proposta di Legge AC n. 1932 dell’On. L’Abbate recante alcune disposizioni concernenti l’etichettatura delle farine “di grano duro non raffinate o integre” e dei prodotti da esse derivati, nonché misure per la promozione della loro vendita e del loro consumo, anche al fine di tutelare la salute dei consumatori mediante una più accurata prevenzione alimentare primaria, Assopanificatori evidenzierà che occorrono integrazioni e modifiche migliorative della proposta.

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FISCO: MEF, IN 11 MESI ENTRATE A 404,2 MLD, +3,9%

Entrate Iva +4,8%, a 4,847 mld in 11 mesi, quelle da accertamento +2,5%, a 7,5 mld in 11 mesi.

“Nel periodo gennaio-novembre 2016 le entrate tributarie erariali, accertate in base al criterio della competenza giuridica, ammontano a 404.189 milioni di euro, in aumento del 3,9% (+14.999 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo del 2015″.

Lo comunica il Ministero dell’Economia e delle Finanze spiegando tra l’altro che nel 2016 il canone televisivo è stato pagato a partire dal mese di agosto, mentre con la previgente normativa affluiva all’erario nei primi mesi dell’anno. Dagli ultimi dati risultano versati complessivamente circa 2.050 milioni di euro”.

“Neutralizzando gli effetti sul gettito dei versamenti dell’imposta di bollo, che dal 2016 hanno una diversa modalità di riscossione, e di quelli del canone televisivo, – spiega il MEF – le entrate tributarie nel periodo in esame aumentano del 4%. Le imposte dirette registrano un gettito pari a 224.533 milioni, in aumento del 3,1% (+6.763 milioni) rispetto agli 11 mesi del 2015. Le entrate Irpef ammontano a 164.806 milioni  (+2,3% pari a +3.776 milioni) per effetto principalmente dell’andamento positivo delle ritenute da lavoro dipendente (+2,2% pari a +2.878 milioni). L’andamento risente sia degli effetti delle disposizioni del D. Lgs. n. 175/2014 relative al modello di versamento delle imposte, che prevedono l’indicazione dell’Irpef al lordo delle compensazioni effettuate, sia dell’incremento delle ritenute a titolo di acconto (+13,8% pari a +203 milioni) applicato ai pagamenti delle spese e degli interventi di ristrutturazione edilizia. Il gettito Ires registra un incremento di 1.903 milioni (+5,8%) rispetto allo stesso periodo del 2015. Il risultato riflette l’andamento positivo dei versamenti in autoliquidazione per effetto dell’aumento della redditività in alcuni settori economici che ha più che compensato le minori entrate previste per le agevolazioni concesse con la Legge di stabilità per il 2016 e per il potenziamento dell’agevolazione Ace”.

“Registrano – dice ancora il MEF – una diminuzione del 55,8% le entrate relative alle imposte sostitutive sui redditi da capitale e sulle plusvalenze. Il gettito dell’imposta sostitutiva sul valore relativo dei fondi pensione segna una riduzione di 430 milioni (-38,8%) che riflette in particolare la flessione, nel 2016, dei rendimenti dei prodotti finanziari oggetto di investimento nei fondi pensione. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, cresce del 10,8% l’imposta sulle riserve matematiche del ramo vita assicurazioni e del 31,3% la ritenuta sugli utili distribuiti dalle persone giuridiche”.

“Per le imposte indirette – sottolinea il Ministero – invece il gettito ammonta a 179.656 milioni, in aumento del 4,8% (+8.236 milioni). Prosegue il trend di crescita delle entrate dell’Iva che risultano di 106.823 milioni (+4,8%, pari a +4.847 milioni). Tra le imposte sulle transazioni, l’imposta di registro segna un incremento dell’11,6%. Mostra invece una variazione negativa rispetto all’analogo periodo del 2015 l’imposta di bollo (-383 milioni) che risente della diversa modalità di compensazione degli acconti introdotta nel 2016. Tale riduzione risulta in avanzata fase di assorbimento con il versamento delle successive rate. Le entrate dell’accisa sui prodotti energetici, loro derivati e prodotti analoghi (oli minerali) si attestano a 22.224 milioni di euro (-0,1%); in aumento il gettito dell’accisa sul gas naturale per combustione (gas metano) che ha generato entrate per 3.117 milioni di euro (+20,3%)”.

“Le entrate relative ai giochi - conclude la nota - presentano, nel complesso, una crescita del 22,3% (+2.416 milioni) mentre il gettito da accertamento e controllo si è attestato a 7.517 milioni con un incremento del 2,5% determinato dai maggiori incassi derivanti dai ruoli relativi alle imposte indirette (+16,2%)”.

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