AGENZIA DELLE ENTRATE: SPESE RECUPERO PATRIMONIO EDILIZIO E RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA, OK A BONIFICI TRAMITE ISTITUTI PAGAMENTO

“I bonifici effettuati tramite conti aperti presso “Istituti di pagamento” sono validi ai fini delle detrazioni per le spese di recupero del patrimonio edilizio o di riqualificazione energetica, così come quelli disposti attraverso banche e Poste”.

Lo riporta una nota in cui si legge come l’Agenzia delle Entrate chiarisce che “il requisito del pagamento tramite bonifico bancario o postale, necessario per l’accesso alle due agevolazioni, è rispettato anche quando il pagamento è emesso da conti accesi presso gli istituti di pagamento introdotti dal Dlgs n. 11/2010, vale a dire i soggetti diversi dalle banche autorizzati dalla Banca d’Italia a prestare sul mercato servizi come la gestione di un conto, l’esecuzione di pagamenti tramite bonifico, l’emissione e ricarica di carte di pagamento e money transfer”.

“Analogamente – prosegue la nota – nel caso in cui il destinatario del bonifico con il riferimento all’agevolazione fiscale sia un cliente dell’istituto, affinché la detrazione sia valida occorre che siano assolti gli stessi adempimenti previsti a carico di banche e Poste italiane. L’istituto di pagamento dovrà quindi: versare le ritenute, certificare al beneficiario l’ammontare delle somme e delle ritenute effettuate e indicarle nella dichiarazione dei sostituti d’imposta insieme ai dati identificativi del destinatario del bonifico. A ciò si aggiunge l’obbligo di trasmettere in via telematica all’Amministrazione finanziaria i dati relativi al mittente, ai beneficiari della detrazione e ai destinatari dei pagamenti”.

“Per consentire ai contribuenti che hanno ordinato il bonifico di fruire della detrazione – conclude la nota – è necessario che l’Istituto di pagamento abbia aderito alla Rete nazionale interbancaria e utilizzi la procedura “Trif”, funzionale sia alla trasmissione telematica dei flussi di informazioni tra gli operatori del sistema dei pagamenti per l’applicazione della ritenuta, sia alla trasmissione all’Amministrazione finanziaria dei dati relativi ai bonifici disposti”.

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CALCOLO SIMULATO ISEE, COME FARLO ON LINE

Per poter accedere alla nuova funzionalità basta collegarsi al sito dell’Inps.

Sul sito dell’Inps è presente un nuovo applicativo che consente il calcolo simulato dell’ISEE ordinario.

Il nuovo applicativo fornisce uno strumento di guida ed orientamento che permette all’utente di comprendere la situazione economica del proprio nucleo familiare, al fine di valutare in anticipo il potenziale accesso alle prestazioni sociali agevolate. La procedura offre la possibilità al cittadino di avere, in tempo reale, un indicatore che simula il valore ISEE in assenza della presentazione della DSU.

Per poter accedere alla nuova funzionalità di simulazione del calcolo dell’ISEE ordinario basta collegarsi al sito dell’Istituto seguendo il seguente percorso: Servizi online>Accedi ai servizi>Elenco di tutti i Servizi>ISEE post-riforma 2015. L’applicativo è raggiungibile anche tramite link diretto presente nella home page.

Per utilizzare il simulatore non è necessario disporre di un PIN. Il valore calcolato all’esito della simulazione non sostituisce il valore ufficiale che si ricava unicamente dall’attestazione ISEE rilasciata a seguito di presentazione della DSU. Infatti mentre il simulatore si basa esclusivamente sulle informazioni anche aggregate di reddito e patrimonio inserite dall’utente negli appositi campi, l’attestazione ISEE è calcolata sui dati di reddito e patrimonio verificati dall’INPS e da Agenzia dell’Entrate.

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FISCO: AL VIA SUCCESSIONIONLINE, ANCHE PER VOLTURE CATASTALI

Un unico click per presentare dichiarazione di successione e domanda di volture catastali.

“Da oggi la dichiarazione di successione può essere presentata direttamente da casa, tramite i servizi telematici delle Entrate”.

Lo specifica il Fisco, annunciando che sul suo sito web è disponibile il software di compilazione SuccessioniOnLine, con il quale i contribuenti in possesso del codice Pin possono compilare e inviare la dichiarazione dal proprio pc.

“Con il nuovo modello di successione, approvato il 27 dicembre 2016 con un Provvedimento del Direttore, l’Agenzia – si legge in una nota – “compie un ulteriore passo verso la semplificazione e la digitalizzazione. La presentazione telematica vale infatti anche come domanda di volture catastali e non sarà quindi più necessario rivolgersi agli Uffici provinciali-Territorio dell’Agenzia delle Entrate per perfezionare la pratica. Inoltre, il calcolo delle imposte in autoliquidazione è automatico ed è possibile versare il dovuto direttamente con addebito in conto corrente”.

“Fino al 31 dicembre 2017 – conclude la nota – in alternativa all’utilizzo del modello SuccessioniOnLine, è comunque possibile continuare a presentare presso l’ufficio competente dell’Agenzia la dichiarazione di successione utilizzando il vecchio modello in formato cartaceo. Dal primo gennaio 2018, invece, la via telematica diventerà l’unica percorribile”.

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BANKITALIA: NEL 2017 PIL A +0,9%, IN FRENATA I CONSUMI

Il bollettino di via Nazionale: stime valide solo con spread stabile e riforme.

La Banca d’Italia conferma le stime per la crescita dell’economia italiana nel 2016 e nel 2017. Nel bollettino economico, l’istituto rileva come le proiezioni “aggiornate in base agli andamenti più recenti, indicano che in media il Pil dovrebbe essere aumentato dello 0,9% nel 2016, crescerebbe attorno allo 0,9% anche nell’anno in corso e all’1,1 sia nel 2018 sia nel 2019″. Si tratta degli stessi numeri diffusi da Bankitalia a dicembre e sostanzialmente allineati a quelli del bollettino di luglio e ottobre che avevano limato le precedenti stime. Tuttavia la Banca d’Italia avvisa come una crisi bancaria e finanziaria e un rialzo dello spread oltre che un rallentamento del processo di riforme avviato in questi anni potrebbe incidere sulle stime di crescita. Le stime rispecchiano l’ipotesi – si legge – incorporata nelle quotazioni di mercato, che nel nostro paese non si interrompa la realizzazione del processo di riforma avviato negli ultimi anni”.

Rallenta anche la crescita dei consumi delle famiglie, che si stabilizzerà sotto l’1% nel 2017-2019. Secondo il bollettino economico della Banca d’Italia, nel prossimo triennio i consumi cresceranno “a ritmi prossimi” a quelli del Pil: segneranno +0,9% nel 2017, dal +1,4% dell’anno scorso, frenando ancora a +0,8% nel 2018 e nel 2019. “Il rallentamento rispetto allo scorso biennio – spiega Via Nazionale – sarebbe attribuibile prevalentemente agli effetti dei recenti aumenti dei prezzi delle materie prime energetiche sulla capacità di spesa delle famiglie. Il tasso di risparmio salirebbe lievemente nel corso del triennio di previsione, mostrando il consueto andamento prociclico”.

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INPS: IN 11 MESI SALDO ASSUNZIONI-CESSAZIONI POSITIVO, MA IN CALO

“Nei primi undici mesi del 2016, nel settore privato, si registra un saldo, tra assunzioni e cessazioni, pari a +567.000, inferiore a quello del corrispondente periodo del 2015 (+688.000) e superiore a quello registrato nei primi undici mesi del 2014 (+313.000). Su base annua, il saldo consente di misurare la variazione tendenziale delle posizioni di lavoro. Il saldo annualizzato (vale a dire la differenza tra assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi) a novembre 2016 risulta positivo e pari a +506.000, compresi i rapporti stagionali”.

Lo riporta l’Inps che spiega come: “Il risultato positivo sia imputabile prevalentemente al
trend di crescita netta registrato dai contratti a tempo indeterminato, il cui saldo
annualizzato, pari a +339.000, è ancora debitore dell’intensa dinamica di crescita registrata a fine 2015; nel corso del 2016, inoltre, i contratti a tempo determinato hanno significativamente recuperato la contrazione registrata sul finire del 2015 a causa dell’alta quota di trasformazioni in contratti a tempo indeterminato: il loro saldo annualizzato risulta infatti pari a +146.000 (inclusi i contratti stagionali)”.

“Complessivamente – prosegue l’Istituto – le assunzioni, sempre riferite ai soli datori di lavoroprivati, nel periodo gennaio-novembre 2016 sono risultate 5.323.000, con una riduzione di 320.000 unità rispetto al corrispondente periodo del 2015 (-5,7%). Nel complesso delle assunzioni sono comprese anche le assunzioni stagionali (510.000). Il rallentamento delle assunzioni ha riguardato principalmente i contratti a tempo indeterminato: –547.000, pari a –32,3% rispetto ai primi undici mesi del 2015. Anche questo calo va considerato in relazione al forte incremento delle assunzioni a tempo indeterminato registrato nel 2015, anno in cui dette assunzioni potevano beneficiare dell’abbattimento integrale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un periodo di tre anni. Analoghe considerazioni possono essere sviluppate per la contrazione del flusso di trasformazioni a tempo indeterminato (-34,8%). Per i contratti a tempo determinato, nei primi undici mesi del 2016, si sono registrate 3.451.000 assunzioni, in aumento sia sul 2015 (+6,7%), sia sul 2014 (+9,9%). Per i contratti in apprendistato si conferma il trend di crescita già rilevato anche negli aggiornamenti dei mesi precedenti. In particolare, rispetto all’analogo periodo del 2015, le assunzioni in apprendistato aumentano di 47.000 unità (+27,5%). I contratti stagionali registrano una riduzione del 6,6%. In relazione allo stesso periodo del 2015, le cessazioni nel complesso, comprensive anche dei rapporti di lavoro stagionale, risultano diminuite del 4,0%. La riduzione è più consistente per i contratti a tempo indeterminato (-7,0%) che per quelli a tempo determinato (-1,0%)”.

“Analizzando le cessazioni per tipologia – prosegue la nota – i licenziamenti complessivi relativi a rapporti di lavoro a tempo indeterminato, pari a 562.000, risultano in modesto aumento rispetto al 2015 (540.000) e in leggero calo rispetto al 2014 (570.000). Sul trend degli ultimi mesi ha inciso l’introduzione dell’obbligo delle dimissioni on line. Il tasso di licenziamento (calcolato rispetto all’occupazione esposta al rischio ad inizio anno) per i primi undici mesi del 2016 (5,2%) risulta inferiore rispetto a quello corrispondente del 2015 (5,3%). Nei primi undici mesi del 2016 le cessazioni dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato per dimissioni sono state pari a 722.000 (-13,6% rispetto al 2015). Con la Legge di Stabilità 2016 è stata introdotta una nuova forma di incentivo rivolta alle assunzioni a tempo indeterminato e alle trasformazioni di rapporti a termine di lavoratori che, nei sei mesi precedenti, non hanno avuto rapporti di lavoro a tempo indeterminato. La misura dell’agevolazione prevede l’abbattimento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (esclusi i premi INAIL) in misura pari al 40% (entro il limite annuo di 3.250 euro) per un biennio dalla data di assunzione. Nei primi undici mesi del 2016 le assunzioni con esonero contributivo biennale sono state pari a 358.000, le trasformazioni di rapporti a termine che beneficiano del medesimo incentivo ammontano a 134.000, per un totale di 492.000 rapporti di lavoro agevolati. I rapporti di lavoro agevolati rappresentano il 34,4% del totale delle assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato. Nel 2015, l’incidenza delle assunzioni e trasformazioni agevolate (con abbattimento totale dei contributi a carico  del datore di lavoro per un triennio), sul totale delle assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato, era stata pari al 60,8%”.

“Quanto alla composizione dei nuovi rapporti di lavoro – prosegue ancora la nota – in base alla retribuzione mensile, si registra, per le assunzioni a tempo indeterminato intervenute nei primi undici mesi del 2016, una riduzione della quota di retribuzioni inferiori a 1.750 euro, che passa dal 61,1% del 2015 al 57,8% del 2016. Si tratta di una tendenza registrata anche nei mesi precedenti”.

“Nel periodo gennaio-dicembre 2016 – conclude la nota – sono stati venduti 133,8 milioni di voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, con un incremento, rispetto al 2015, pari al 23,9%. La crescita dei voucher venduti, calcolata rispetto al corrispondente mese del 2015, ha subito, in particolare da ottobre 2016, una significativa flessione: per il mese di dicembre si è attestata su valori prossimi allo zero, in quanto il numero dei voucher venduti (11,5 milioni) risulta sostanzialmente equivalente a quello di dicembre 2015 (11,4 milioni). Tale andamento riflette anche gli effetti del dispositivo dell’art.49, comma 3, del decreto legislativo 81/2015, con cui sono stati introdotti obblighi di comunicazione preventiva in merito all’orario di svolgimento della prestazione lavorativa, divenuti operativi a partire dalla seconda metà di ottobre 2016.

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FISCO, BANCA DATI QUOTAZIONI OMI: ONLINE VERSIONE AGGIORNATA MANUALE

“Disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate la versione aggiornata del Manuale Operativo che definisce le regole per la formazione e la gestione della Banca Dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (BDQ Omi)”.

Lo riporta una nota che spiega: “il documento ha lo scopo di definire le istruzioni tecniche per la formazione e la gestione della Banca Dati delle Quotazioni Omi. La pubblicazione delle metodologie e dei processi mira, altresì, a garantire la trasparenza dell’operato dell’Agenzia nei confronti di altre organizzazioni, enti e privati cittadini. Oltre a rappresentare un importante strumento di ausilio per le attività di stima effettuate dall’Amministrazione finanziaria, la Banca Dati Omi ha acquisito, negli anni, una considerevole rilevanza esterna, essendo utilizzata sia da istituzioni pubbliche che dagli operatori del mercato immobiliare. Ai maggiori dettagli contenutistici della nuova versione si accompagna un restyling del testo, anche grafico e tipografico, con l’obiettivo di agevolarne la consultazione”.

“Per consultare e scaricare la nuova versione del Manuale – conclude la nota – è sufficiente collegarsi al sito internet www.agenziaentrate.it, nella sezione Documentazione > Osservatorio del Mercato Immobiliare > Manuali e guide è possibile consultare e scaricare la versione 2.0 aggiornata del Manuale della BDQ Omi”.

 

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BANKITALIA: NEL 2017 PIL A +0,9%, IN FRENATA I CONSUMI

Il bollettino di via Nazionale: stime valide solo con spread stabile e riforme

La Banca d’Italia conferma le stime per la crescita dell’economia italiana nel 2016 e nel 2017. Nel bollettino economico, l’istituto rileva come le proiezioni “aggiornate in base agli andamenti più recenti, indicano che in media il Pil dovrebbe essere aumentato dello 0,9% nel 2016, crescerebbe attorno allo 0,9% anche nell’anno in corso e all’1,1 sia nel 2018 sia nel 2019″. Si tratta degli stessi numeri diffusi da Bankitalia a dicembre e sostanzialmente allineati a quelli del bollettino di luglio e ottobre che avevano limato le precedenti stime. Tuttavia la Banca d’Italia avvisa come una crisi bancaria e finanziaria e un rialzo dello spread oltre che un rallentamento del processo di riforme avviato in questi anni potrebbe incidere sulle stime di crescita. Le stime rispecchiano l’ipotesi – si legge – incorporata nelle quotazioni di mercato, che nel nostro paese non si interrompa la realizzazione del processo di riforma avviato negli ultimi anni”.

Rallenta anche la crescita dei consumi delle famiglie, che si stabilizzerà sotto l’1% nel 2017-2019. Secondo il bollettino economico della Banca d’Italia, nel prossimo triennio i consumi cresceranno “a ritmi prossimi” a quelli del Pil: segneranno +0,9% nel 2017, dal +1,4% dell’anno scorso, frenando ancora a +0,8% nel 2018 e nel 2019. “Il rallentamento rispetto allo scorso biennio – spiega Via Nazionale – sarebbe attribuibile prevalentemente agli effetti dei recenti aumenti dei prezzi delle materie prime energetiche sulla capacità di spesa delle famiglie. Il tasso di risparmio salirebbe lievemente nel corso del triennio di previsione, mostrando il consueto andamento prociclico”.

 

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INPS: 581 MILIONI DI ORE CASSA INTEGRAZIONE NEL 2016, -14,8%, MINIMI DAL 2008

“Nel 2016 le aziende hanno richiesto all’Inps 581 milioni di ore di cassa integrazione, con un calo del 14,8% rispetto all’intero 2015″.

Lo si legge sull’Osservatorio sulla cassa integrazione dell’Inps, secondo il
quale “questo è il dato più basso dopo il 2008”.

“A dicembre – si legge in una nota – sono state autorizzate nel complesso 37,7 milioni di ore con un calo dello 0,1% rispetto a novembre e dell’11% rispetto a dicembre 2015. Le ore di cassa integrazione ordinaria autorizzate nel mese sono state 10,4 milioni con una crescita del 2,1% su novembre e del 31,8% su dicembre 2015. Le ore di cassa straordinaria autorizzate sono state 22,3 milioni con un calo del 9% su novembre e una riduzione del 20% su dicembre 2015. Le ore di cassa in deroga autorizzate sono state 5 milioni con un aumento del 62,9% su novembre e un calo del 24,3% su dicembre 2015″.

“Se si guarda all’intero anno – conclude la nota – le ore di cassa integrazione ordinaria autorizzate dall’Inps sono state 137,5 milioni, contro i 183,8 del 2015 (-25,1%), mentre le ore di cassa straordinaria sono state 387 milioni, contro 400,3 (-3,33%) e quelle in deroga 57,1 milioni, contro 98,4 (-41,9%)”.

 

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MEF: ENTRATE TRIBUTARIE E CONTRIBUTIVE IN CRESCITA NEI PRIMI 11 MESI 2016

“Le entrate tributarie e contributive nei primi undici mesi del 2016 mostrano nel complesso una crescita di 6.093 milioni di euro (+1,0 per cento) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. La dinamica osservata è la risultante della crescita delle entrate tributarie (+3.150 milioni di euro, +0,8 per cento) e delle entrate contributive in termini di cassa (+2.943 milioni di euro, +1,5 per cento)”.

Lo riporta una nota del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia
che spiega: “le entrate tributarie del periodo gennaio-novembre 2016 evidenziano una crescita pari a 3.150 milioni di euro (+0,8 per cento). Registrano una variazione positiva rispetto allo stesso periodo dello scorso anno il gettito delle imposte contabilizzate al bilancio dello Stato (+14.999 milioni di euro, +3,9 per cento) e il gettito dei ruoli incassati (+184 milioni di euro, +2,5 per cento). In flessione le entrate degli enti territoriali (-7.681 milioni di euro, -14,4 per cento). Le poste correttive – che nettizzano il bilancio dello Stato – risultano in crescita rispetto al periodo gennaio-novembre 2015 (4.352 milioni di euro, 11,4 per cento). Nei primi undici mesi del 2016, le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica ammontano a 404.189 milioni di euro, con un incremento di +14.999 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+3,9 per cento). Per un confronto omogeneo il gettito del periodo gennaio-novembre 2016 deve essere però epurato dei risultati registrati per l’imposta di bollo e il canone di abbonamento radio e TV in quanto il diverso profilo mensile nei versamenti dei due tributi rende non omogeneo il confronto tra i primi undici mesi del 2016 e quelli dell’anno passato. eutralizzando gli effetti sul gettito dei versamenti dell’imposta di bollo e del canone radio e TV, l’andamento delle entrate tributarie del periodo gennaio-novembre risulta pari a +15.262 milioni di euro (+4,0 per cento)”.

“Entrando nel dettaglio – prosegue la nota – le imposte dirette ammontano a 224.533 milioni di euro (+6.763 milioni di euro, +3,1 per cento) e quelle indirette a 179.656 milioni di euro (+8.236 milioni di euro, +4,8 per cento). La variazione di gettito riscontrata sulle imposte dirette è legata all’andamento dell’IRPEF che cresce di 3.776 milioni di euro (+2,3 per cento) rispetto al 2015. La voce più significativa è relativa alla variazione delle ritenute sui redditi da lavoro dipendente (+3.005 milioni di euro, +2,3 per cento) sulla quale si riflettono gli effetti derivanti dalla nuova modalità di compensazione dei rimborsi da assistenza fiscale effettuati dai sostituti d’imposta. Nel periodo in esame si rileva una crescita dei versamenti in autoliquidazione dell’IRPEF (+751 milioni di euro, +3,8 per cento) e dell’IRES (+1.903 milioni di euro, +5,8 per cento). Negative risultano le variazioni di gettito, sia delle ritenute sugli interessi ed altri redditi da capitali sia delle imposte sostitutive sui redditi da capitale e sulle plusvalenze, rispettivamente –1.948 milioni di euro (–18,7 per cento) e –1.274 milioni di euro (–55,8 per cento). Le variazioni negative riscontrate nel 2016 sulle imposte che gravano sugli investimenti di natura finanziaria sono dovute alle riduzioni generalizzate dei rendimenti degli investimenti di natura finanziaria. Anche l’imposta sostitutiva sul valore dell’attivo dei fondi pensione, sconta nel 2016 l’effetto della notevole riduzione nei rendimenti dei prodotti finanziari oggetto di investimento delle quote del fondo, registrando una riduzione di gettito pari a –430 milioni di euro (–38,8 per cento)”.

“Tra le imposte indirette – spiega ancora la nota – le entrate IVA ammontano a 106.823 milioni di euro (+4.847 milioni di euro, +4,8 per cento). L’andamento dell’imposta sul valore aggiunto presenta una variazione positiva nella componente degli scambi interni di 5.712 milioni di euro (+6,3 per cento), di cui 3.666 milioni di euro di crescita derivano dai versamenti da “split payment”. Nel periodo gennaio-novembre 2016 il gettito derivante dai ruoli si è attestato a 7.516 milioni (+184 milioni di euro, pari a +2,5 per cento) di cui: 4.373 milioni di euro (–254 milioni di euro, pari a –5,5 per cento) sono affluiti dalle imposte dirette e 3.143 milioni di euro (+440 milioni di euro, pari a +16,3 per cento) dalle imposte indirette. Da evidenziare che la crescita è più sostenuta se si considerano le entrate da “collaborazione volontaria” (voluntary disclosure) che nei primi undici mesi dell’anno ammontano a 3.447 milioni di euro. Tali entrate risultano contabilizzate nell’aggregato Bilancio dello Stato. Le entrate tributarie degli enti territoriali, nel periodo gennaio-novembre 2016, segnano una flessione rispetto a quelle registrate nel corrispondente periodo dell’anno precedente: si registrano complessivamente entrate per 45.761 milioni di euro (-7.681 milioni di euro, -14,4 per cento). La marcata riduzione delle entrate tributarie territoriali è dovuta alla diminuzione del gettito dell’IRAP in applicazione delle disposizioni per la riduzione del cuneo fiscale di cui alla Legge di stabilità 2015, all’abolizione della Tasi per l’abitazione principale e alle agevolazioni IMU per i terreni agricoli″.

“Le poste correttive – si legge nella nota – nel periodo gennaio-novembre 2016 ammontano a 42.576 milioni di euro (+4.352 milioni di euro, +11,4 per cento), e sono in aumento rispetto al corrispondente periodo dell’anno scorso poiché, come già osservato nel paragrafo 1.1, risentono degli effetti derivanti dall’applicazione delle disposizioni del D.lgs 175/2014 relativi al meccanismo dei rimborsi da assistenza fiscale. Le compensazioni relative alle imposte indirette attribuibili all’IVA sono in crescita (+1.202 milioni di euro, +8,9 per cento). In aumento anche le vincite del gioco del lotto (+340 milioni di euro, +6,3 per cento).

“Le entrate tributarie del bilancio dello Stato incassate – prosegue la nota – nei primi undici mesi del 2016 ammontano a 368.406 milioni di euro e crescono rispetto allo stesso periodo del 2015 di 15.067 milioni di euro (+4,3 per cento). In aumento le imposte dirette che ammontano a 197.685 milioni di euro (+6.366 milioni di euro, +3,3 per cento). In crescita le imposte indirette che ammontano a 170.721 milioni di euro (+8.701 milioni di euro, +5,4 per cento). Si evidenzia la variazione positiva del gettito IVA (+5.762 milioni di euro, +5,7 per cento) per effetto delle maggiori entrate, pari a 3.301 milioni di euro, derivanti dall’IVA versata dalle P.A. c.d. split payment (L. n. 190/2014) e per il versamento in conto residui di 1.573 milioni di euro della quota dell’acconto IVA di competenza del 2015 riversata all’erario nel mese di gennaio 2016″.

“Gli incassi contributivi – conclude la nota – dei primi undici mesi del 2016 si sono attestati a 197.184 milioni di euro, risultando in crescita rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente (+2.943 milioni di euro, pari a +1,5 per cento). Le entrate contributive dell’INPS risultano pari a 181.877 milioni di euro, in crescita rispetto al 2015 (+2.298 milioni di euro, pari a +1,3 per cento). Tale incremento riflette l’andamento positivo registrato sia dalle gestioni del settore privato sia dalla gestione dei dipendenti pubblici. Gli incassi dell’INAIL si sono attestati a 7.277 milioni di euro, segnando un incremento di 317 milioni di euro (+4,6 per cento) rispetto al 2015. Le entrate degli Enti privatizzati risultano pari a 8.030 milioni di euro, in aumento rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente (+328 milioni di euro, pari a +4,3 per cento)”.

 

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LAVORO, INPS: “CON TRACCIABILITÀ A DICEMBRE STOP CORSA VOUCHER”

Con le norme sulla tracciabilità dei voucher entrati in vigore dalla seconda metà di ottobre si ferma la corsa all’acquisto dei buoni lavoro che a dicembre resta in linea con quello di dicembre 2015. E’ quanto comunica l’Inps nel Rapporto sul precariato pubblicato oggi, spiegando che a dicembre sono stati venduti 11,5 milioni di voucher a fronte degli 11,4 milioni venduti a dicembre 2015. Nell’intero anno sono stati venduti 133,8 milioni di voucher con un incremento del 23,9% sul 2015. Da ottobre – scrive l’Inps – c’è stata una significativa flessione”.

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ABI: A DICEMBRE +1,4% PRESTITI A FAMIGLIE E IMPRESE

“A fine 2016 l’ammontare dei prestiti alla clientela erogati dalle banche operanti in Italia, 1.807,7 miliardi di euro è nettamente superiore, di quasi 132 miliardi, all’ammontare complessivo della raccolta da clientela, 1.676,1 miliardi di euro. Dai dati di dicembre 2016, emerge che i prestiti a famiglie e imprese sono in crescita su base annua del +1,4%, in accelerazione rispetto al +0,8% del mese precedente, confermando la prosecuzione del miglioramento della dinamica dello stock dei finanziamenti. Tale evidenza emerge da nostre stime basate sui dati pubblicati dalla Banca d’Italia,
relativi ai finanziamenti a famiglie e imprese”.

E’ quanto emerge dal Rapporto mensile ABI dal quale si evince come: “sulla base degli ultimi dati ufficiali, relativi a novembre 2016, si conferma, anche per i finanziamenti in essere, la ripresa del mercato dei mutui, inizialmente colta con l’impennata dei nuovi mutui. L’ammontare totale dei mutui in essere delle famiglie ha registrato una variazione positiva di +1,7% rispetto a novembre 2015 (quando già si manifestavano segnali di miglioramento). A dicembre 2016, si sono ridotti ulteriormente i tassi di interesse applicati sui prestiti alla clientela: il tasso medio sul totale dei prestiti è risultato pari al 2,85%, toccando il nuovo minimo storico (era pari a 2,91% il mese precedente e a 6,18% prima della crisi, a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è attestato al 2,02%, nuovo minimo storico (2,05% a novembre 2016 e 5,72% a fine 2007). Sul totale delle nuove erogazioni di mutui circa i due terzi sono mutui a tasso fisso. Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è posizionato all’1,54%, era pari a 1,56% il mese precedente (5,48% a fine 2007)”.

“Le sofferenze nette (cioè al netto delle svalutazioni già effettuate dalle banche con proprie risorse) – prosegue il Rapporto – a fine novembre 2016 si collocano a 85,2 miliardi
di euro, un valore in ulteriore lieve diminuzione rispetto al dato di ottobre (85,5 miliardi). Si conferma quindi la riduzione di oltre il 4% delle sofferenze nette rispetto al picco di 89 miliardi di fine novembre 2015. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari al 4,80% a novembre 2016, lo stesso valore di ottobre 2016 (era il 4,91% a fine 2015 e lo 0,86% prima dell’inizio della crisi). In Italia i depositi (in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine) sono aumentati, a fine dicembre 2016, di circa 54,6 miliardi di euro rispetto a un anno prima (variazione pari a +4,2% su base annuale), mentre si conferma la diminuzione della raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, per quasi 77 miliardi di euro in valore assoluto negli ultimi 12 mesi (pari a -19,9%). La dinamica della raccolta complessiva (depositi da clientela residente + obbligazioni) ha registrato a fine 2016 una variazione su base annua pari a -1,3%, era -1,2% il mese precedente. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi la raccolta da clientela è cresciuta da 1.513 a 1.676,1 miliardi di euro, segnando un aumento – in valore assoluto – di oltre 163 miliardi”.

” A dicembre 2016 – conclude ABI – il tasso di interesse medio sul totale della raccolta
bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) in Italia si è collocato allo 0,97% (1% il mese precedente e in flessione dal 2,89% a fine 2007) ad effetto:

  • del tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e
    certificati di deposito), che si è attestato allo 0,40% (0,41% a novembre);
  • del tasso sui PCT pari a 1,18% (dall’1,22% di novembre);
  • del rendimento delle obbligazioni, pari al 2,75%, lo stesso valore del
    mese precedente.

Il margine (spread) fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie permane in Italia su livelli particolarmente bassi, a dicembre 2016 risultava pari a 188 punti base (191 punti base il mese precedente), in marcato calo dagli oltre 300 punti base di prima della crisi finanziaria (329 punti base a fine 2007). In media nel 2016 tale differenziale è risultato pari a 1,98 p.p (2,12 p.p. nel 2015)”.

 

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INPS: PENSIONI FERME ANCHE NEL 2017, MINIME A 502 EURO

E da aprile al via il recupero della quota di perequazione 2015, sarà pari allo 0,1% degli assegni

I trattamenti pensionistici quest’anno non avranno nessun aumento così come accaduto nel 2016 mentre scatterà il recupero della quota di perequazione data nel 2015 e poi risultata in eccesso rispetto all’inflazione che si è effettivamente registrata. L’Inps con una circolare spiega che anche quest’anno gli assegni resteranno al palo a causa dei prezzi fermi e ricorda che per gli assegni più alti non ci sarà più il contributo di solidarietà previsto dalla legge di stabilità fino a fine 2016 sulle pensioni superiori a 14 volte il minimo. Il recupero sui pensionati sarà pari allo 0,1% degli assegni e scatterà ad aprile. Sono previste quattro rate.

“Il recupero del differenziale negativo pari allo 0,1%, relativamente ai ratei corrisposti nel 2015 – scrive l’Inps – viene effettuato in massimo 4 rate, dalla mensilità di aprile 2017, con il limite minimo di 1 euro per ciascuna rata. Gli importi inferiori a 1 euro vengono recuperati in unica soluzione. Il recupero era stato bloccato nel 2016 e rinviato al 2017.  Il decreto del Ministero dell’Economiadi fine anno scorso - spiega l’Inps – fissa nello “0,0% l’aumento di perequazione automatica da attribuire alle pensioni, in via definitiva, per il 2016. I valori provvisori dell’anno 2017 – spiega ancora l’Inps - sono identici a quelli definitivi dell’anno 2016. Le pensioni sono state quindi poste in pagamento nello stesso importo di dicembre 2016″.

Il trattamento minimo di pensione per i lavoratori dipendenti e autonomi (preso a base anche per l’individuazione dei limiti di riconoscimento delle prestazioni collegate al reddito) è a 501,89 euro al mese con un importo annuo di 6.524,57 euro. Gli indici di rivalutazione definitivi per il 2016 e provvisori per il 2017 si applicano anche alle prestazioni a carattere assistenziale. Per il 2017 l’importo mensile della pensione sociale (quella erogata agli over 65 in difficoltà) resta a 369,26 euro con un limite di reddito annuo personale di 4.800,38 euro e familiare di 16.539,86 euro. Per l’assegno sociale (che ha sostituito dal 1996 la pensione sociale) l’importo è a 448,07 euro al mese con un limite di reddito personale di 5.824,91 euro (11.649,82 il tetto di reddito familiare).

Il presidente dell’Inps, Tito Boeri si è detto preoccupato per l’aumento della quota delle famiglie in povertà assoluta e ha sottolineato che la condizione di bisogno è cresciuta soprattutto tra gli under 65. Boeri ha spiegato che l’estensione a tutto il Paese della sperimentazione della nuova carta acquisti (Sia) ha lasciato fuori molte persone in stato di bisogno (il tasso di accoglimento, al netto delle domande sospese, è stato del 29%) e ha sottolineato che il riordino delle prestazioni assistenziali dovrebbe riguardare anche quelle ora in pagamento e non solo i nuovi trattamenti per evitare una fase di transizione troppo lunga. Il riordino delle prestazioni assistenziali, anche quelle “oggi in pagamento” – ha spiegato Boeri – è la “premessa per evitare di operare scelte alquanto discutibili fra poveri di serie A e di serie B”, visti “i vicoli di bilancio”.

 

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