VENDITE AL DETTAGLIO A SETTEMBRE: -0,6% SU MESE, -1,4% SU ANNO

“A settembre 2016 le vendite al dettaglio registrano una diminuzione congiunturale, pari a -0,6% sia in valore sia in volume, confermando le tendenze negative registrate nei mesi precedenti. Le vendite di prodotti alimentaridiminuiscono dello 0,3% in valore e risultano stazionarie in volume; quelle non alimentari calano dello 0,8% sia in valore sia in volume. Nella media del trimestre luglio-settembre 2016, l’indice complessivo del valore delle vendite al dettaglio diminuisce dello 0,4% rispetto al trimestre precedente. L’indice in volume diminuisce, nello stesso arco temporale, dello 0,6%”.

Lo riporta l’Istat che spiega: “rispetto a settembre 2015, le vendite diminuiscono complessivamente dell’1,4% in valore e dell’1,7% in volume. La flessione più marcata riguarda i prodotti non alimentari: -1,6% in valore e 1,9% in volume. Tra i prodotti non alimentari si registrano variazioni negative per quasi tutti i gruppi di prodotti. Le diminuzioni più marcate si rilevano per i gruppi Cartoleria, libri, giornali e riviste (-4,1%) e Calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-3,9%)”.

“Rispetto a settembre 2015 – conclude l’Istituto – si osserva una contenuta flessione del valore delle vendite per la grande distribuzione ( 0,2%), mentre il calo risulta molto più marcato per le imprese operanti su piccole superfici (-2,5%)”.

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INPS: NUOVO TERMINE PER DOMANDE CASSA INTEGRAZIONE ORDINARIA EVENTI NON EVITABILI

“L’INPS fornisce le prime indicazioni sulla nuova disciplina introdotta dal decreto legislativo n. 185/16 che ha modificato l’art. 15, comma 2, del decreto legislativo n. 148/15, relativa al nuovo termine di presentazione delle domande di cassa integrazione ordinaria per eventi oggettivamente non evitabili. Si tratta di una disposizione con la quale si realizza una significativa semplificazione degli adempimenti procedurali a carico delle aziende”.

Lo si apprende da una nota dell’Istituto che spiega come: “queste ultime per effetto della nuova disposizione, possono presentare un’unica domanda per tutti gli eventi oggettivamente non evitabili – in particolare eventi meteo – intervenuti nel corso di un mese, entro la fine del mese successivo, superando la previgente disciplina che prevedeva anche per tali fattispecie il termine di quindici giorni dal verificarsi del singolo evento di sospensione”.

“La riforma – conclude la nota – si applica per tutte le domande presentate a partire dall’8 ottobre 2016, giorno di entrata in vigore della nuova disciplina”.

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DL FISCO: ASSOTABACCAI, BENE SU AGGIO BOLLATI E PLICHI LOTTO. MA SULLA FORMAZIONE È DOCCIA FREDDA

“Il Decreto Fiscale, per i tabaccai, è a due facce. Da un lato ci sono novità positive come il ripristino dell’aggio del 5% sui valori bollati e l’eliminazione definitiva dell’obbligo di invio dei plichi contabili del Lotto; dall’altro si interviene senza motivo sulla formazione, introducendo obblighi assurdi che diventeranno un aggravio economico e burocratico. Alla faccia della necessità di semplificazione, a parole sempre sostenuta da tutti”.
Così Celso Montanari, Presidente di Assotabaccai Confesercenti, sul DL Fisco.
“Su aggio e plichi vediamo finalmente recepite richieste che avanziamo da anni, anche se per quanto riguarda i plichi bisognerà attendere il provvedimento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli affinché le nuove norme siano operative. L’intervento sulla formazione, invece, è una doccia fredda per gli imprenditori. Che non contestano certo la formazione in sé, peraltro prevista già dal 2010 ma giustamente limitata a chi prende la concessione per la prima volta.
Quel che non va giù è prevedere di ripetere obbligatoriamente il corso di formazione ad ogni rinnovo, cioè ogni nove anni. Un’idea senza molto senso: vuol dire infatti che dovranno sottoporsi al nuovo ciclo formativi anche tabaccai attivi da venti o trent’anni. Cosa dobbiamo insegnare loro?  Andrebbero piuttosto chiamati per insegnare. Quest’obbligo si tramuterà in un impegno burocratico ed economico, che non porterà alcun beneficio né per i tabaccai né per i consumatori”.

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ISTAT RETRIBUZIONI OTTOBRE +0,1% MESE, +0,6% ANNUO

“L’indice delle retribuzioni contrattuali a ottobre 2016 cresce dello 0,1% rispetto a settembre e dello 0,6% su ottobre 2015, restando ai minimi dall’inizio delle serie storiche”.

Lo rileva l’Istat spiegando che “alla fine di ottobre i contratti nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardano il 32,1% degli occupati dipendenti e corrispondono al 31,0% del monte retributivo. La quota dei dipendenti in attesa di rinnovo per tutta l’economia è dunque pari al 67,9%, in calo rispetto a settembre (68,2%).  L’attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 41,2 mesi. L’attesa media calcolata sul totale dei dipendenti è di 28,0 mesi (22,2 un anno fa). Nel complesso nei primi dieci mesi del 2016 la retribuzione oraria media è cresciuta dello 0,7% rispetto allo stesso periodo del 2015. A ottobre le retribuzioni contrattuali orarie registrano un incremento tendenziale dello 0,7% per i dipendenti del settore privato (0,3% nell’industria e 1,1% nei servizi privati) e una variazione nulla per quelli della P.A”.

“I settori – prosegue l’Istituto – che su base tendenziale presentano gli incrementi maggiori sono: commercio (2,0%); alimentari, bevande e tabacco (1,8%); energia elettrica e gas (1,4%). Si registrano variazioni nulle nell’agricoltura, estrazione minerali, legno, carta e stampa, energia e petroli; chimica, metalmeccanica, servizi di informazione e comunicazione, telecomunicazioni e in tutti i comparti della Pubblica Amministrazione.  A ottobre 2016 tra i contratti monitorati dall’indagine è stato recepito l’accordo per i dipendenti delle aziende municipalizzate di servizi di smaltimento rifiuti e nessuno è venuto a scadenza”.

“Complessivamente – conclude l’Istat – nel corso del 2016 sono stati rinnovati 11 contratti nazionali relativi a poco più di 735.000 dipendenti. Alla fine del mese risultano in vigore 27 contratti che regolano il trattamento economico di circa 4,1 milioni di dipendenti che rappresentano il 31,0% del monte retributivo complessivo. Nel settore privato l’incidenza è pari al 42,5%, con quote differenziate per attività economica: nel settore agricolo è del 93,2%, mentre è del 18,1% nell’industria e del 62,2% nei servizi privati. Nel complesso i contratti in attesa di rinnovo sono 48 (di cui 15 appartenenti alla Pubblica Amministrazione) relativi a circa 8,7 milioni di dipendenti (di cui circa 2,9 milioni nel pubblico impiego)”.

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DL FISCO: DISCO VERDE FIDUCIA AL SENATO, È LEGGE

162 i sì, 86 i no, un astenuto. Passaggio definitivo: il testo era già stato licenziato alla Camera.

Disco verde in Aula al Senato alla fiducia sul dl Fisco: 162 i si’, 86 i no, un astenuto. Passaggio definitivo, visto che il testo approvato è quello già licenziato dalla Camera.

Con l’approvazione definitiva da parte del Senato, il decreto fiscale è dunque legge e presenta non poche novità  per i contribuenti italiani. Dalla rottamazione delle cartelle, all’addio a Equitalia e al tax day, il provvedimento che uscirà ora in Gazzetta Ufficiale contiene anche nuove misure in tema distudi di settore e di rientro di capitali in contanti.

 

Queste le principali misure:

  • ADDIO EQUITALIA: Equitalia viene abolita (rimane solo Equitalia Giustizia) e le sue funzioni passano all’Agenzia delle Entrate – Riscossione, ente strumentale dell’Agenzia sottoposto al Ministero dell’Economia. L’ad diventa commissario straordinario per gestire la fase di transizione. Il personale viene trasferito al nuovo ente: non ci sarà una nuova selezione, ma una ricognizione delle competenze possedute. La nuova agenzia potrà svolgere attività di riscossione anche per i Comuni e utilizzare le banche dati per i controlli, tra cui quella dell’Inps.

 

  • ROTTAMAZIONE CARTELLE, INCLUSI DEBITI 2016 : Via sanzioni e interessi di mora per i carichi Equitalia. Si  pagheranno solo le somme iscritte a ruolo a titolo di capitale, nonché gli interessi legali e di remunerazione. Passano da 4 a 5 le rate previste dalla ‘rottamazione delle cartelle’: tre nel 2017 e due nel 2018. Inclusi i ruoli emessi fino a tutto il 2016. Il termine per la presentazione delle istanze slitta a fine marzo 2017; la risposta di Equitalia arriverà il 31 maggio. Il 70% delle somme dovute dovrà  essere versato nel 2017 e il restante 30% nel 2018. Per il 2017 la scadenza delle rate è fissata nei mesi di luglio, settembre e novembre e per il 2018 nei mesi di aprile e settembre. Con l’estensione ai debiti 2016 il governo conta di incassare 1,4 miliardi nel biennio 2017-2018.

 

  • ADDIO STUDI SETTORE, ARRIVANO INDICI AFFIDABILITA‘: Addio agli studi di settore, sostituiti da indici di affidabilità fiscale. La misura prevede che a decorrere dal periodo d’imposta al 31 dicembre 2017, il MEF individui indici sintetici di affidabilità fiscale cui sono collegati livelli di premialità per i contribuenti più affidabili, anche in termini di esclusione o riduzione dei termini per gli accertamenti, al tal fine di stimolare l’assolvimento degli obblighi tributari ed il rafforzamento della collaborazione tra amministrazione finanziaria e contribuenti.

 

  • ARRIVA VOLUNTARY BIS CON PLATEA AMPLIATA:  Arriva la seconda edizione dellavoluntary disclosure per le violazioni fino al 30 settembre 2016 che potranno essere regolarizzate fino al 31 luglio 2017. Potrà aderire alla voluntary bis su capitali detenuti in Italia anche chi ha già aderito alla precedente disclosure su capitali all’estero. Allo stesso modo chi ha già presentato istanza su somme detenute all’estero potrà aderire alla voluntary bis per contanti in Italia.

 

  • NUOVO SPESOMETRO TRIEMSTRALE CON CREDITO D’IMPOSTA: Dal primo gennaio 2017 arrivano la comunicazione trimestrale telematica delle fatture emesse e ricevute e la comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche Iva al posto della comunicazione dell’elenco clienti e fornitori. Credito d’imposta di 100 euro anche per chi farà la fatturazione elettronica Iva oltre che per chi farà l’adeguamento tecnologico(possibilità quest’ultima prevista nel decreto fiscale collegato alla manovra). Inoltre 50 euro di credito d’imposta per lo spesometro.

 

  • POTENZIAMENTO DEL FONDO OCCUPAZIONE:  La misura dispone l’incremento di 592 milioni, per l’anno 2016, del Fondo sociale per occupazione e formazione anche per il finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga.

 

  • 600 MILIONI IN PIU’ PER I COMUNI ACCOGLIENTI: Arrivano 600 milioni di euro in più, attraverso le regioni, per i comuni che accolgono i richiedenti asilo.

 

  • NOTIFICA AVVISI FISCALI CON LA PEC: La notifica degli avvisi fiscali avverrà a mezzo di posta certificata a imprese e professionisti oltre che ai contribuenti che ne facciano richiesta. La Pec sarà utilizzata anche per la notifica degli atti sulle operazioni catastali e delle relative sanzioni.

 

  • PAUSA ESTIVA CON AGENZIA ENTRATE: Arriva una pausa estiva dal 1 agosto al 4 settembre durante la quale vengono sospesi i termini per la trasmissione dei documenti richiesti ai contribuenti dalla Agenzia delle Entrate e quelli per il pagamento delle somme dovute a seguito dei controlli automatici.

 

  • STOPAL TAX DAY: Stop al tax day del 16 giugno, giorno in cui si concentrano numerose scadenze fiscali (dall’Irpef, a Ires, Irap, Iva, Tari, cedolare affitti ecc.). Dal 1 gennaio 2017 le scadenze di Irpef, Ires e Irap saranno redistribuite entro la fine del mese.

 

  • PIU’ SEMPLICI CEDOLARE SECCA E DICHIARAZIONI IVI: Il regime della cedolare secca non decadrà più automaticamente in caso di mancata comunicazione della proroga di un contratto d’affitto ma ci sarà una sanzione da 50 a 100 euro. Sparisce anche l’obbligo di dichiarazione annuale ai fini dell’imposta sugli immobili detenuti all’estero (Ivi) che dovrà essere fatta solo in caso di variazioni.

 

  • TORNA F24 CARTACEO SOPRA I 1.000 EURO:  Torna il modello F24 cartaceo per pagare imposte superiori a 1.000 euro. La norma punta a semplificare gli adempimenti per i contribuenti che non hanno un conto corrente online.

 

  • CHIUSURA PARTITE IVA INATTIVE: Stabilita la chiusura d’ufficio per le partite Iva che risultano inattive da almeno tre anni.

 

  • PICCOLI PRELIEVI FUORI DA ACCERTAMENTI: Sono escluse ai fini dell’accertamento i piccoli prelievi bancari effettuati dalle imprese per l’attività quotidiana fino a 1.000 euro giornalieri e comunque non oltre i 5.000 euro mensili.

 

  • BOLLO VIRTUALE SU ASSEGNI CIRCOLARI E SPESE PROFESSIONISTI: Via libera al bollo virtuale sugli assegni circolari. Diventano deducibili le spese dei professionisti per alimenti e bevande e per prestazioni di viaggio o trasporto.

 

  • CONSEGNA CUD RINVIATA AL 31 MARZO:  Il termine per la consegna da parte del datore di lavoro della certificazione unica (il vecchio CUD) viene posticipata dal 28 febbraio al 31 marzo.

 

  • LIMITE RIMBORSI FISCALI SALE A 30.000 EURO:  Il limite per richiedere rimborsi fiscali senza garanzie bancarie sale da 15.000 a 30.000 euro.

 

  • PROROGA DIRIGENTI AGENZIA DELLE ENTRATE:  Gli  incarichi dirigenziali delle Agenzia delle Entrate sono prorogati fino a fine settembre 2017. La misura è stata adottata in attesa di avviare le procedure concorsuali per le posizioni organizzative temporanee istituite dopo la sentenza della Consulta che ha bocciato gli incarichi dirigenziali attribuiti a funzionari dell’Agenzia.

 

  • TAGLIO SANZIONI PER ERRORI DICHIARAZIONI IVA: Le sanzioni per chi non rispetterà le nuove regole per la fattura telematica e per la comunicazione trimestrale dell’Iva vengono ridotte. La norma prevede una sanzione di 2 euro per ogni fattura omessa o errata con un massimo di mille euro a trimestre e una sanzione dimezzata, con un massimo di 500 euro a trimestre, se si corregge l’errore entro 15 giorni. L’omessa, incompleta o infedele comunicazione Iva per via telematica sarà punita con una sanzione da 500 a 2mila euro, drasticamente ridotta rispetto al testo del decreto che prevedeva una sanzione da 5.000 a 50.000. L’importo ridotto alla metà se entro 15 giorni sarà effettuata la trasmissione corretta dei dati.

 

  • RAFFORZATE NORME SU PIGNORAMENTO: L’articolo 3 del decreto fiscale collegato alla manovra rafforza ulteriormente le norme per il potenziamento della riscossione. La norma obbliga l’Agenzia delle Entrate ad acquisire le informazioni relative ai rapporti di lavoro o di impiego, accedendo direttamente, in via telematica, alle specifiche banche dati dell’Inps.

 

  • VIGILANZA DEL MEF SUI 600 MLN PER LA CAMPANIA: Arriva la vigilanza del Ministero dell’Economia sui 600 milioni di euro destinati dal decreto fiscale alla Regione Campania per ripianare il suo debito verso la società di trasporto regionale ferroviario Eav. Nella stessa norma sono previsti 90 milioni per il Molise a copertura dei debiti del servizio di trasporto pubblico regionale nei confronti di Trenitalia.

 

  • SBLOCCATI 11 MILIONI DA RISPARMI ANAC: Sbloccati 11 milioni di euro derivanti dai risparmi di spesa dell’Autorità anticorruzione ma che l’Anac non poteva impiegare per i vincoli sanciti dal decreto di riforma della P.a. del 2014. La misura, alla luce dei nuovi incarichi affidati all’Anac tra i quali la vigilanza sulla ricostruzione e sul nuovo codice degli appalti, sblocca 1 milione di euro per il 2016 e 11 milioni per il 2017.

 

  • PER TAX CREDIT CINEMA 30 MILIONI IN PIU’: Vengono raddoppiate le risorse aggiuntive previste nel 2016 nel decreto fiscale collegato alla manovra per il tax credit del cinema. La misura porta la dotazione incrementale da 30 milioni di euro a 60 milioni di euro. Il tax credit per il cinema potrà dunque contare su 200 milioni di euro nel 2016.
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BLACK FRIDAY, FENOMENO WEB INVADE ANCHE IL COMMERCIO REALE: OFFERTE IN UN NEGOZIO SU QUATTRO

Indagine Confesercenti sui commercianti: 23% dei negozi aderirà, ma fino ad ora effetto debole sulle vendite al dettaglio

E’ giornata di pre-saldi natalizia, ma dubbi sulla liceità della promozione

Il Black Friday passa dalla rete alle strade: quasi un negozio ‘reale’ su quattro (23%) quest’anno partecipa alle promozioni del ‘Venerdì Nero’, ed un altro 33% è interessato ad aderire in futuro; ma rimangono dubbi sulla liceità della giornata di promozioni, che si scontra con le norme che in molte regioni vietano pre-saldi nei 30 giorni precedenti al Natale.

E’ quanto emerge da un’indagine condotta da Confesercenti su un campione di imprese del dettaglio tradizionale e del turismo a proposito del Black Friday. Una giornata di super-sconti tradizionale degli USA, ma da qualche anno diffusa anche in Italia, sebbene principalmente sul web.

Proprio per questo, fino ad ora, gli incrementi di vendite per i commercianti sono stati pochi: secondo il 62% degli intervistati, infatti, per adesso il fenomeno ha dato risultati ‘tangibili’ solo per l’eCommerce. L’auspicio è che quest’anno la tendenza degli italiani a vedere il Black Friday come esclusiva del web si inverta, e la giornata porti un maggiore afflusso di clienti pure nei negozi al dettaglio tradizionale. Anche se sarà difficile: le dot com hanno bombardato di promozioni gli italiani. Secondo le stime di Confesercenti, negli ultimi 15 giorni, sono stati circa 100 milioni le mail, gli sms e i messaggi promozionali inviati agli italiani sulla giornata. Le offerte impazzano anche sui Social Media.

E questo nonostante la liceità della giornata di super sconti sia quantomeno dubbia: in molte regioni – ad esempio Lombardia, l’Emilia Romagna ed il Lazio, sussiste il divieto di sconti pre-natalizi, nel periodo compreso tra il 25 novembre ed i tradizionali saldi di fine stagione, previsti per l’inizio di gennaio.

Il rischio, dunque, è una sanzione per chi partecipa a quello che, di fatto, è un pre-saldo natalizio: per questo i commercianti chiedono regole certe e, soprattutto, parità di trattamento con il commercio sul web, che invece ha evidentemente carta bianca sulle promozioni. Un disequilibrio che porta ad una forma di concorrenza sleale: motivo per cui sarebbe opportuno intervenire dal punto di vista legislativo, per evitare che il Venerdì Nero non mandi in rosso il commercio tradizionale. E recuperi le sue radici tradizionali: negli Usa, dove è nato, è infatti tipico del commercio al dettaglio fisico, ed è considerato un valido indicatore sia sulla predisposizione agli acquisti, sia indirettamente sulla capacità di spesa dei consumatori.

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COMMERCIO, CONFESERCENTI: “ACCELERANO LE CHIUSURE, -5.788 NEGOZI A OTTOBRE”

Male moda, edicole e macellerie. Vivoli: “Preoccupante che trend di chiusura continui e mostri segnali di peggioramento”

La crisi dei negozi torna a mordere. In autunno accelera la scomparsa di pmi del commercio con 5.788 attività in meno rispetto allo stesso mese del 2015, secondo quanto rileva l’Osservatorio di Confesercenti. Si inasprisce così il calo rispetto al mese di agosto, quando la perdita era ferma a circa 5mila unità. Nell’ultimo anno sono spariti così 475 negozi al mese.

Le riduzioni più consistenti colpiscono le attività non alimentari e appare particolarmente grave la situazione di moda, calzature e tessile, in cima alla top tre delle chiusure: in un anno sono spariti 1.402 negozi del settore. Al secondo posto si trovano edicole e rivenditori di giornali (-518 imprese), ma si registrano perdite pesanti anche per le macellerie (-464). L’emorragia di negozi si registra in tutte le regioni a partire dal Piemonte, che perde 782 attività commerciali. Seguono la Sicilia (-719 imprese), la Campania (-153), la Lombardia (-564) e il Veneto (-494).

“E’ preoccupante che il trend di chiusura dei negozi continui e, anzi, mostri segnali di peggioramento”, dichiara il presidente Confesercenti, Massimo Vivoli, all’ANSA spiegando che “la spesa non sta ripartendo come speravamo facesse e in tre anni di ripresa non abbiamo recuperato nemmeno la metà dei consumi bruciati duranti la crisi”.

I dati dell’Osservatorio Confesercenti

La crisi dei negozi torna a mordere. Ad autunno accelera la scomparsa di imprese: ad ottobre 2016 si registrano infatti 5.788 PMI del commercio al dettaglio in sede fissa in meno rispetto allo stesso mese del 2015, con un inasprimento del calo rispetto ad agosto, quando la perdita sull’anno era ferma a 5mila imprese circa. Complessivamente, tra ottobre 2015 ed ottobre 2016 sono spariti 475 negozi al mese.

Ottobre 2015 Ottobre 2016 Var. assoluta Var. %
Commercio al dettaglio in sede fissa 642.858 637.070 -5.788 -0,9%
di cui
alimentare 95.163 94.409 -754 -0,8%
Non alimentare 547.695 542.661 -5.034 -0,9%

Fonte: Osservatorio Confesercenti sul Commercio e sul Turismo

A livello di categoria merceologica, le riduzioni più consistenti del numero di imprese si rilevano nel no food: quasi 9 su 10 (l’87%) dei negozi che hanno cessato per sempre l’attività erano attivi nel commercio di beni non alimentari. Particolarmente grave è la situazione nel commercio al dettaglio di moda, calzature e tessile, in cima alla top 3 delle chiusure: in un anno sono spariti 1.402 negozi, circa uno su quattro del totale nazionale per tutte le categorie. Seguono edicole e rivenditori di quotidiani e periodici (-518 imprese), ma si registrano perdite pesanti anche per le macellerie (-464 attività in dodici mesi). Appena fuori dal podio  i negozi di articoli da regalo e per fumatori, che tra ottobre dello scorso anno e lo stesso mese del 2016 diminuiscono di 390 imprese.

 

Variazione Ottobre 2015/2016
Abbigliamento, tessile, calzature -1.402
Edicole e rivenditori quotidiani e periodici -518
Macellerie – rivendita carni -464

Fonte: Osservatorio Confesercenti sul Commercio e sul Turismo

L’emorragia di negozi si registra in tutte le regioni, anche se con importanti differenze territoriali. Il record di imprese del commercio scomparse negli ultimi 12 mesi va infatti al Piemonte, che perde 782 attività commerciali. Seguono sul podio la Sicilia (-719 imprese) e la Campania (-153), mentre al quarto posto c’è la Lombardia (-564) e al quinto il Veneto (-494).

Regione Alimentare Non alimentare Totale
Piemonte -44 -738 -782
Sicilia -118 -601 -719
Campania -153 -425 -578
Lombardia -27 -537 -564
Veneto -110 -384 -494
Emilia Romagna -42 -428 -470
Puglia -38 -392 -430
Liguria -48 -295 -343
Toscana -47 -243 -290
Marche -29 -202 -231
Abruzzo -25 -158 -183
Sardegna -29 -150 -179
Lazio 29 -189 -160
Umbria -26 -94 -120
Friuli-Venezia giulia -30 -83 -113
Basilicata -2 -53 -55
Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste 0 -15 -15
Trentino-Alto Adige/Südtirol -3 -8 -11

Fonte: Osservatorio Confesercenti sul Commercio e sul Turismo

Portando l’analisi al livello delle province capoluogo, il risultato non cambia: la desertificazione investe tutti i territori esaminati, con la notevole eccezione di Roma, che mette a segno un lieve aumento (0,1%) grazie al traino offerto dalla crescita dei negozi alimentari (+0,8%). Il ritorno alla crescita dell’alimentari, a livello di provincia, si regista anche a Milano (+0,7%), Ancona (+0,7%) e Cagliari (0,4%), dove però non basta a far tornare in positivo la variazione del totale delle imprese del commercio al dettaglio in sede fissa.

Province Capoluogo Imprese registrate ottobre 2016 Ottobre  2016/Ottobre 2015
Alimentare Non Alimentare Totale Alimentare Non Alimentare Totale
Torino 2.835 17.355 20.190 -1,7 -2,3 -2,3
Milano 3.168 20.907 24.075 0,7 -0,2 -0,1
Venezia 1.203 7.060 8.263 -1,7 -0,2 -0,5
Trieste 272 1.802 2.074 -1,4 -0,8 -0,9
Genova 2.285 8.536 10.821 -1,8 -2,2 -2,1
Bologna 1.195 6.987 8.182 -1,0 -1,1 -1,1
Firenze 1.348 8.641 9.989 -1,5 -0,5 -0,6
Perugia 802 6.615 7.417 -1,6 -1,4 -1,4
Ancona 605 3.662 4.267 0,7 -2,3 -1,9
Roma 6.934 47.800 54.734 0,8 0,0 0,1
L’Aquila 543 3.316 3.859 -2,5 -1,5 -1,6
Campobasso 421 2.320 2.741 -1,4 -1,5 -1,5
Napoli 9.057 41.815 50.872 -0,9 -0,5 -0,6
Bari 2.720 11.782 14.502 -0,5 -1,6 -1,4
Potenza 660 4.135 4.795 -1,6 -1,2 -1,3
Catanzaro 846 4.056 4.902 -0,1 0,2 0,2
Palermo 2.472 11.746 14.218 -0,4 -0,9 -0,8
Cagliari 1.214 4.881 6.095 0,4 -0,5 -0,3

Fonte: Osservatorio Confesercenti sul Commercio e sul Turismo

“Mentre dal turismo e dai pubblici esercizi arrivano segnali positivi, il commercio va in direzione contraria – spiega Massimo Vivoli, Presidente Confesercenti Nazionale. “Nonostante la riduzione del numero di imprese non sia ai livelli registrati durante il biennio 2012-2013, ovvero la fase più nera della crisi, è preoccupante che il trend di chiusura dei negozi continui e, anzi, mostri segnali di peggioramento. Segnali che ci vengono confermati anche da altri indicatori, come quello dell’inflazione: la ridiscesa in campo negativo dell’indice dei prezzi ad ottobre testimonia il momento di stallo ancora attraversato dalla nostra economia. In assenza di una spinta da parte della domanda, che non sembra incorporare i leggeri risparmi dovuti alla deflazione. La spesa non sta ripartendo come speravamo facesse, in tre anni di ripresa non abbiamo recuperato nemmeno la metà dei consumi bruciati duranti la crisi”.

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INPS: AGGIORNATA LA MODULISTICA PER RICHIESTA PIN DISPOSITIVO PER IL CITTADINO

“La modulistica per la richiesta del PIN dispositivo per il cittadino (Modulo codice MV35) è stata aggiornata in relazione alle ultime disposizioni relative alle modalità operative di rilascio del Pin, contenute nel messaggio n. 4590, per adeguarle al Codice dell’Amministrazione Digitale, uniformare le attività di front-office per il rilascio del Pin e garantire l’attribuzione delle credenzialiai diretti interessati”.

Lo riporta una news Inps che spiega: “in particolare, non è più ammessa la presentazione della richiesta di Pin per il cittadino da parte di un delegato del richiedente. Chi è impossibilitato a recarsi in sede per chiedere il PIN, può utilizzare i canali alternativi della procedura online o del Contact center. Nel messaggio Hermes pubblicato il 16 novembre sono contenute anche specifiche disposizioni per i casi di richiesta PIN da parte del tutore o amministratore di sostegno di persona in tutto o in parte incapace e del genitore di un minore”.

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FISCO: DETRAZIONE SPESE PER BOX AUTO DI PERTINENZA, ANCHE PER ACQUISTI SENZA BONIFICO

“Via libera alla detrazione delle spese per box auto, anche nel caso di acquisto senza
bonifico bancario o postale. In questa ipotesi i contribuenti dovranno farsi rilasciare dal venditore una dichiarazione sostitutiva di atto notorio che attesti che i corrispettivi sono stati inclusi nella contabilitàdell’impresa”.

Lo riporta una nota dell’Agenzia delle Entrate che spiega come: “con la circolare n. 43/E vengono fornite le indicazioni da seguire per accedere all’agevolazione prevista per l’acquisto di autorimesse e posti auto di pertinenza a immobili residenziali, anche se il pagamento delle spese non è stato disposto mediante bonifico, o se invece il bonifico è stato effettuato in modo non corretto”.

“La detrazione, prevista dall’art. 16-bis del Tuir per le spese relative a interventi di recupero del patrimonio edilizio – spiega la nota –  è ammessa anche per gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali a immobili residenziali, anche a proprietà comune, nonché, per l’acquisto di autorimesse e posti auto pertinenziali, limitatamente ai costi di realizzo comprovati dall’attestazione rilasciata dal costruttore. In base al provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 30 giugno 2010, la ritenuta alla fonte dell’8% prevista dal Dl n. 98/2011 va applicata tra le altre alle spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio”.

“Nella circolare, però, le Entrate chiariscono che non si perde automaticamente il diritto al
beneficio nei casi in cui viene soddisfatta la finalità della norma agevolativa, che punta alla corretta tassazione del reddito derivante dalla esecuzione delle opere di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica”.

Nel documento di prassi pertanto l’Agenzia chiarisce che, “nel caso di pagamento che non risulti da un bonifico, il ricevimento delle somme da parte dell’impresa deve risultare attestato dall’atto notarile. Inoltre, il contribuente deve farsi rilasciare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio che attesti che i corrispettivi accreditati a suo favore sono stati inclusi nella contabilità dell’impresa ai fini della loro concorrenza alla corretta determinazione del reddito del percipiente. Anche in caso di bonifico bancario compilato in modo tale da non consentire alle banche e a Poste italiane di effettuare la ritenuta d’acconto dell’8%, il contribuente può continuare ad aver diritto all’agevolazione. Basterà farsi rilasciare una dichiarazione sostitutiva in cui il venditore afferma di aver ricevuto le somme e di averle incluse nella contabilità dell’impresa”.

“Il meccanismo ordinario dell’agevolazione prevista per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio – conclude la nota – consiste nella detrazione del 36% delle spese sostenute dai contribuenti che possiedono o detengono l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi, per un importo massimo di 48 mila euro per unità immobiliare. Le spese devono essere e rimanere a loro carico. Le Entrate ricordano che anche per le spese effettuate nel corso del 2016 la percentuale di detrazione sarà del 50%, su un importo massimo di spesa di 96mila euro”.

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TERREMOTO, CONFESERCENTI CONSEGNA CONTRIBUTO AL SINDACO DI AMATRICE

Devoluti alla cittadina colpita dal terremoto 50 mila euro raccolti da Confesercenti nell’ambito dell’iniziativa insieme all’Associazione Nazionale “Città del Vino”. Vivoli, avvieremo nuove iniziative per raccogliere altri fondi.

“Una piccola goccia nel mare rispetto ai mezzi economici necessari a rimettere in piedi il vostro comune, ma certamente la prova della vicinanza e dell’affetto di molte imprese”.

Con queste parole il presidente della Confesercenti, Massimo Vivoli, ha consegnato ieri al sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, l’assegno di 50 mila euro raccolti attraverso l’iniziativa “Un’amatriciana per Amatrice”, avviata a pochi giorni dal terremoto la scorsa estate.

“Le nostre imprese della ristorazione – ha sottolineato Vivoli – si sono attivate subito per cercare di raccogliere più fondi possibile da inviarvi, in modo da contribuire alla riapertura degli esercizi commerciali distrutti dal sisma. Abbiamo sempre sostenuto che le imprese commerciali e turistiche illuminano i centri urbani, ma nel vostro caso la loro riapertura, oltre a creare importanti momenti di aggregazione, sarebbe il segnale che la vita riprende”.

“Stiamo facendo una corsa con il tempo – ha detto il sindaco Pirozzi – per cercare di risolvere il problema abitativo e realizzare la zona commerciale, all’interno della quale saranno presenti imprese della ristorazione e pubblici esercizi. Un ritardo di 20 giorni può fare la differenza tra la vita e la morte morale, cosi come fa la differenza usare il ‘noi’ invece che l’’io’ nell’affrontare questa situazione. Quanto al ruolo dei negozi – ha aggiunto – la chiusura di un esercizio in un paese può avere un profondo effetto: noi stiamo lavorando per aiutare chi ha perso tutto e le imprese commerciali e della ricettività sono state le più massacrate. Bisogna avere più attenzione per le aree di frontiera – ha concluso Pirozzi – l’ho detto in Parlamento, al presidente della Repubblica Mattarella ed al presidente del Consiglio Renzi, altrimenti la gente che ci vive potrebbe riversarsi nelle città e saranno problemi”.

Prima di lasciare Amatrice con la delegazione di cui facevano parte la presidente della Fiepet, Esmeralda Giampaoli, il direttore di Assoturismo, Tullio Galli ed il sindaco di ConeglianoFloriano Zambon, presidente dell’associazione “Città del vino”, il presidente di Confesercenti ha assicurato che, dopo “Un’amatriciana per Amatrice”, saranno attivate altre iniziative di solidarietà per raccogliere nuovi contributi da destinare alla ricostruzione delle zone colpite dal terremoto.

“Crediamo che in circostanze come questa si debbano mettere in campo tutti gli strumenti possibili – ha concluso Vivoli – e noi cercheremo di fare nel nostro meglio”.

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GIORNATA SEMINARIALE FIEPET FIESA NAZIONALE – “DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SICUREZZA, ETICHETTATURA E TABELLA NUTRIZIONALE”

Il tema della sicurezza alimentare ha acquisito, nel corso degli anni, sempre più un’importanza fondamentale nell’attività delle imprese della somministrazione e della vendita di prodotti per il consumo degli alimenti. Argomenti quali le disposizioni in materia igienico sanitaria, l’etichettatura dei prodotti commestibili, la tabella nutrizionale, il sistema Haccp continuano a rimanere un caposaldo per operare nel rispetto delle regole e garantire al consumatore ed al turista prodotti salubri e informazione corretta sugli alimenti, la loro conservazione, la tracciabilità.

Per queste ragioni le nostre Federazioni di categoria hanno progettato, all’interno di Confesercenti, la creazione di uno “Sportello sulla Sicurezza Alimentare’ che dovrà consentire, attraverso la consulenza e la professionalità di esperti e di professori universitari, un’informazione continua ed una vera e propria cabina di regia in grado di svolgere un’attività di assistenza alle imprese di categoria ed ai nostri responsabili territoriali di settore su tutte le materie e gli argomenti che riguardano gli aspetti legati alla sicurezza degli alimenti, somministrati o venduti per asporto.

Su questi temi le nostre due Federazioni hanno progettato un’area riservata all’interno dei rispettivi siti internet, curata da esperti e sempre aggiornata sulle questioni normative legate alla sicurezza, etichettatura ed igienico sanitarie.

Per presentare lo Sportello ed iniziare un’informazione circostanziata su alcuni argomenti di più stretta attualità abbiamo, inoltre, promosso una “Giornata Seminariale” a Roma, mercoledì 23 novembre, presso la sede della Direzione Confesercenti, in previsione della prossima entrata in vigore delle norme sulle indicazioni della tabella nutrizionale.

Leggi di più su: http://www.fiepet.it/giornata-seminariale-fiepet-fiesa-nazionale-roma-23-novembre-2016.html#sthash.j4GoQ5zK.dpuf

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UNIONCAMERE: NEL 2015, QUASI UNA IMPRESA SU 10 HA OSPITATO STUDENTI IN ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO

“Le imprese italiane disposte ad ospitare nel 2016 studenti in alternanza scuola-lavoro saranno almeno il 10% in più del 2015″.

A rivelarlo è il Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del lavoro.

“Il 2015 – spiega una nota – quando le imprese che hanno accolto studenti sono state quasi 1 su 10, ha segnato l’inizio dei tirocini in alternanza scuola-lavoro (previsti dalla Legge 107/2015 e di durata dalle 200 alle 400 ore) espressamente destinati agli studenti delle scuole medie superiori. E’ un’iniziativa di particolare importanza, che per la prima volta rende il tirocinio in azienda parte integrante del percorso formativo, chiamando il sistema delle Camere di commercio, presso il quale viene istituito il “Registro nazionale per l’alternanza scuola-lavoro”, a un ruolo attivo nell’incontro tra imprese disponibili a ospitare i giovani e istituti scolastici che devono rendere questa esperienza parte integrante del curriculum formativo”.

“I diplomati, d’altro canto – prosegue la nota – rappresenteranno anche quest’anno la quota maggiore della forza lavoro ricercata dalle imprese italiane dell’industria e dei servizi. Il 40% delle assunzioni programmate nel 2016 è destinato a chi ha il titolo di scuola superiore, un ulteriore 20% riguarderà le qualifiche professionali, il 13%, invece, interesserà le lauree. Per reperire tutto il personale che intendono assumere nel corso dell’anno, le imprese mediamente segnalano una difficoltà che riguarderà solo il 12% dei profili ricercati. Questa percentuale è però più elevata nel Nord del paese (14%), nelle imprese con almeno 250 dipendenti (15%) e per le professioni high skill, cioè quelle dirigenziali, specialistiche e tecniche (22%). Tra i settori produttivi, sono quelli della metalmeccanica, elettronica ed informatica a segnalare le maggiori difficoltà”.

“Se i più richiesti dalle imprese dell’industria e dei servizi – conclude – nel corso del 2016 sono i diplomati in Amministrazione e Marketing, Turismo, Enogastronomia e Ospitalità, Meccanica, Meccatronica ed Energia, quelli per i quali le imprese segnalano difficoltà di reperimento superiori alla media sono soprattutto i diplomati in Grafica e Comunicazione, Informatica e Telecomunicazioni, Produzioni industriali e artigianali. In questi casi, la difficoltà di reperimento segnalata è compresa tra il 26 e il 19% delle assunzioni che quest’anno interesseranno questi specifici titoli di studio. Tra le qualifiche professionali, le maggiori opportunità offerte dalle imprese nel 2016 riguarderanno gli indirizzi Ristorazione, Benessere e Meccanico. Difficoltà di reperimento superiori al 20% è segnalata invece per gli indirizzi Abbigliamento, Impianti termoidraulici e Legno”.

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