PREZZI: ISTAT CONFERMA, A NOVEMBRE INFLAZIONE +0,1

Grandi metropoli ancora in deflazione.

“A novembre 2016 il tasso di inflazione italiano torna positivo e si attesta allo 0,1%”.

I dati definitivi dell’Istat confermano le stime preliminari che davano l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, in calo dello 0,1% su base mensile e in aumento dello 0,1% rispetto a novembre 2015 (era -0,2% a ottobre). L’inflazione acquisita per il 2016 risulta pari a -0,2% (era -0,1 a ottobre).

Al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici, l’inflazione di fondo segna un’accelerazione della crescita attestandosi a +0,4%, da +0,2% di ottobre.

L’Istat spiega che “la lieve ripresa dell’inflazione è dovuta soprattutto agli andamenti dei prezzi dei servizi, tra i quali spiccano la ripresa dei prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona” (+0,7%, la variazione era nulla a ottobre) e l’accelerazione della crescita di quelli dei servizi relativi ai trasporti (+0,9, da +0,6% di ottobre).  Tra i beni, contribuiscono al ritorno in territorio positivo dell’inflazione sia i prezzi dei beni energetici non regolamentati (+0,3%, da -0,9% di ottobre) sia quelli degli alimentari non lavorati (+0,2%, da -0,4%), bilanciati però dal rallentamento dei prezzi dei Beni durevoli (+0,2%, da +0,6%).

Restano in deflazione le più grandi città italiane a novembre, Roma e Milano. Nella Capitale, a Torino e a Potenza l’Istat registra i maggiori cali dei prezzi (-0,2% su base annua) e anche Milano e Ancona hanno il segno meno (-0,1%), in un contesto in cui l’inflazione è tornata positiva in dieci capoluoghi di regione e province autonome sui 19 analizzati. E’ Trieste a guidare i rialzi (+0,8%), seguita da Venezia e Firenze (+0,6% per tutte e due), mentre a Trento, Bari, Catanzaro e Palermoi prezzi risultano fermi su base annua.

Tra le Regioni, solo tre rimangono in deflazione: il Lazio con un calo dell’indice dei prezzi dello 0,3%, il Piemonte e la Calabria (-0,1% per entrambi). Al contrario, la Campania vede il tasso di inflazione più alto (+0,4%).

 

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OK DEGLI ESPERTI ALLE EVOLUZIONI DEGLI STUDI DI SETTORE PER IL 2016

“Via libera ai correttivi anticrisi e alle revisioni. La Commissione degli esperti, infatti,  ha espresso il proprio parere su una serie di interventi relativi alla applicazione degli studi di settore per il periodo di imposta 2016″.

Lo riporta una nota dell’Agenzia delle Entrate che spiega come: “gli esperti hanno valutato positivamente la metodologia di elaborazione degli interventi finalizzati a cogliere la particolare congiuntura economica in corso. Gli interventi disposti per affrontare le difficoltà del mercato saranno comunque sottoposti ad una successiva verifica, al fine di valutarne l’effettiva coerenza, prima della relativa approvazione”.

“I correttivi 2016 – si legge nella nota – hanno lo scopo di adeguare gli studi di settore alla situazione economica attuale e propongono i medesimi piani di interventi già previsti per il periodo di imposta 2015, ovvero:

  • interventi relativi all’analisi di normalità economica;
  • interventi relativi all’analisi di coerenza;
  • correttivi congiunturali di settore;
  • correttivi congiunturali territoriali;
  • correttivi congiunturali individuali”.

“Oggetto di parere anche le evoluzioni previste per il periodo di imposta 2016 – prosegue la nota. In particolare, complessivamente la Commissione ha dato il via libera su:

  • 18 studi del comparto del commercio;
  •  7 studi del comparto dei professionisti;
  • 20 studi del comparto delle manifatture;
  • 12 studi del comparto dei servizi.

“Infine gli esperti hanno dato l’ok – conclude – agli aggiornamenti delle diverse territorialitàutilizzate per i nuovi studi che dovrebbero andare in evoluzione nel 2016. Ha ricevuto, inoltre, parere favorevole anche la proposta che prevede la non utilizzabilità degli studi di settore ai fini dell’accertamento, anche per i soggetti che fuoriescono dal regime forfettario”.

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CONFARTIGIANATO - CONFESERCENTI: RAPPORTO SOLE 24 ORE, RIPARTIRE DA OPPORTUNITA’ TERRITORIO E DAL PACCHETTO CREOPPORTUNITA’

Nel Rapporto de Il Sole 24 Ore sulla qualità della vita a Potenza e provincia ci sono anche segnali incoraggianti da cui far ripartire nel nuovo anno la piccola imprenditoria locale. E’ il commento congiunto del direttore di Confartigianato Potenza Tonino Gerardi e del presidente di Confesercenti Potenza Prospero Cassino. Due – spiegano - gli indicatori della “bussola del business” da valorizzare: il 51esimo posto di Potenza per lo “spirito di iniziativa” calcolato ad ottobre 2016 sulle imprese registrate alla Cciaa per 100 abitanti (10,2%) e il 46esimo posto per le start up innovative (0,92 per 1000 imprese).  Sono questi segnali – sottolineano Gerardi e Cassino – che rafforzano il nostro impegno a continuare gli incontri territoriali programmati da alcune settimane per illustrare le opportunità del pacchetto di agevolazioni CreOpportunità per favorire e stimolare l’imprenditorialità lucana mediante il sostegno all’avvio ed allo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali nei settori dell’industria, della trasformazione dei prodotti agricoli, dei servizi, del commercio, dell’artigianato, del turismo, della cultura, dell’intrattenimento, del sociale, nonchè di incentivare le professioni.

La classifica de Il Sole 24 ore – dicono i dirigenti di Confartigianato e Confesercenti – misura la soddisfazione di vivere in una città piuttosto che in un’altra ovviamente con un riferimento alle opportunità fornite dai territori perché la felicità non può essere disgiunta dal benessere economico. Di qui il pacchetto che stiamo illustrando con esperti con incontri anche in piccoli centri:

  • START AND GO : Rivolto a micro e piccole imprese non ancora costituite o costituite da non più di 12 mesi. Settori: industria, artigianato, turismo, commercio, sociale, servizi, cultura e creatività, agroindustria, ITC, altro.
  • GO AND GROW : Rivolto a micro, piccole e medie imprese costituite da più di 12 mesi e da non più di 60 mesi. Settori: industria, artigianato, turismo, commercio, sociale, servizi, cultura e creatività, agroindustria, ITC, altro.
  • LIBERI PROFESSIONISTI - START AND GROW : Rivolto a liberi professionisti, associazioni e società di professionisti mono/plurisettoriali con partita IVA aperta da non più di 60 mesi e aspiranti professionisti (ancora senza partita IVA) e società di professionisti mono/ plurisettoriali costituende (libere professioni ordinistiche e non ordinistiche).

Noi pensiamo – aggiungono – che intorno a risorse naturali, alimentari, culturali del territorio si possano realizzare forme innovative di imprenditoria specie giovanile per risalire almeno alcuni posti della graduatoria del “buon vivere” pur in presenza di una debolezza confermata in parte anche i dati negativi diffusi dall’Istat sulle vendite del commercio al dettaglio. Pure la stagnazione dei prezzi del cosiddetto carrello della spesa suggerisce una domanda ancora al palo o quasi. L’auspicio, quindi,  è che l’inversione di tendenza dell’inflazione preluda ad un’inversione di tendenza anche per i consumi, e che la stagione natalizia possa segnare finalmente il tanto atteso – e necessario – consolidamento della ripresa della spesa delle famiglie

Un nuovo incontro è promosso in collaborazione con il Comune di Sant'Angelo Le Fratte, presso la Sala Cinema Comunale il giorno Giovedì 15 Dicembre alle ore 19 e segue gli altri già organizzati in sinergia da Confesercenti e Confartigianato su tutto il territorio provinciale.

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MEF: A OTTOBRE IN CALO APERTURE PARTITE IVA (-10,4% SU ANNO)

“Nel mese di ottobre sono state aperte 41.301 nuove partite Iva e, in confronto al corrispondente mese  dell’anno precedente, si registra una flessione del 10,4%”.

Lo comunica il Dipartimento delle Finanzedel Ministero dell’Economia precisando che “la distribuzione per natura giuridica mostra che il 70,6% delle aperture di partita Iva è stato aperto da persone fisiche, il 23,6% da società di capitali, il 5,1% da società di  persone. La percentuale dei non residenti ed altre forme giuridiche è pari allo 0,7%. Rispetto al mese di ottobre 2015, si  rileva un calo di avviamenti: più consistente per le persone fisiche e le società di persone (oltre il 12% in meno), più contenuto per le  società di capitali (-3,5%)”.

“Quanto alla ripartizione territoriale – dice il Dipartimento – circa il 40% delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 22,9% al Centro e il 37,1% al Sud e Isole. Rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, la Calabria presenta un notevole incremento di avviamenti (+35,5%), mentre  incrementi più contenuti si rilevano in Sardegna (+10%) e in Valle d’Aosta (+2,4%). Il dato della Calabria e della Sardegna è influenzato dagli incrementi nel settore dell’agricoltura, che sono presumibilmente dovuti all’emanazione dei bandi regionali legati al  nuovo Programma di sviluppo rurale 2014-2020, promosso dalla Commissione Europea. Analogamente nei precedenti mesi del 2016, in altre regioni del Mezzogiorno sono stati riscontrati incrementi di aperture di partita  Iva nel settore dell’agricoltura, in relazione alla diversa tempistica dei predetti bandi regionali. Significative flessioni, invece, si  registrano in Toscana (-29,4%), Basilicata (-23,2%) e Veneto (-20,3)”.

“In base alla classificazione per settore produttivo – spiega ancora – il commercio continua a registrare il maggior numero di avviamenti di  partite Iva (23,8% del totale), seguito dall’agricoltura (12,8%) e dalle attività professionali (circa il 12%). Su base annua, si  evidenziano incrementi principalmente nelle attività immobiliari (+11,8%) e nell’agricoltura (+2,6%). Il dato positivo delle attività  immobiliari sembra legato, dopo il periodo di incertezza, al  miglioramento delle aspettative nel settore. Si segnalano cali nei servizi alle imprese(-20,5%), nelle attività professionali (-18,9%) e nell’istruzione (-18,6%). Relativamente alle persone fisiche, la ripartizione è relativamente  stabile: il 62,3% di aperture di partite Iva è stato aperto da  soggetti di sesso maschile. Il 47,1% delle nuove partite Iva è  riferito ai giovani fino a 35 anni e il 33,7% a soggetti tra i 36 e i  50 anni. Rispetto al corrispondente mese dello scorso anno, la distribuzione per classi di età evidenzia un generale calo di aperture e, in particolare, per la classe dei giovani (circa il 13% in meno)”.

“Inoltre il 18,3% di coloro che a ottobre hanno aperto una partita Iva – conclude il Dipartimento – risulta nato all’estero. I soggetti che hanno aderito al regime  forfetario risultano 13.161, pari al 31,9% del totale delle nuove  aperture, con una diminuzione del 13,1% rispetto allo stesso periodo  dell’anno precedente”.

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ASSOLAVAGGISTI, SU VENDING MACHINE E TRASMISSIONE TELEMATICA DEI CORRISPETTIVI: NECESSARIO INCONTRO E CHIARIMENTO

Nei giorni scorsi,  con una nota a firma del Presidente Sperduto, Assolavaggisti ha chiesto al Direttore Centrale Accertamento Dott. Aldo Polito e al Dott. Mario Carmelo Piancaldini dell’Agenzia delle Entrate un incontro urgente sul tema “vending machine” e trasmissione telematica dei corrispettivi.
Nella missiva il Presidente Assolavaggisti ha espresso “la più viva preoccupazione per una serie di problematiche riferibili alle nuove misure in materia di trasmissione telematica delle operazioni IVA e controllo delle cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tramite distributori automatici (“vending machine”), introdotte dal Decreto Legislativo n. 127 del 2015.”
Sperduto richiamando “l’articolo 2 del suddetto Decreto che introduce l’obbligo, dal 1° gennaio 2017, per tutti i soggetti passivi IVA che effettuano operazioni tramite distributori automatici dotati di memorizzazione elettronica, della trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi per tutte le cessioni di beni e prestazioni servizi effettuate mediante tali vending machine, ritiene che, anche a seguito della pubblicazione del Provvedimento Prot. n. 102807/2016 del 30 giugno 2016 del Direttore dell’Agenzia delle Entrate in materia, non  siano stati chiariti i dubbi interpretativi su tale obbligo che ci riguarda direttamente e che già risiedevano dalla lettura del testo normativo.”
Per questi motivi, a nome degli autolavaggisti e dell’Associazione il Presidente ha fatto presente al Direttore dell’Agenzia “la necessità di un chiarimento e di un confronto” che  appare evidente alla luce di quanto appena definito.

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FISCO, RIMBORSI VIA SMS PER 2400 CONTRIBUENTI

“Sono oltre 2.400 gli italiani che hanno già ricevuto un sms da parte dell’Agenzia delle Entrate che li avvisa di verificare l’accredito di un rimborso fiscale”.

Lo comunica il Fisco precisando in una nota che si tratta solo di una parte dei 400 mila cittadini che hanno finora fornito il numero del proprio telefonino nell’area riservata dei Servizi online delle Entrate.

“Per loro, d’ora in avanti, – si legge nel comunicato – sarà più semplice ricordare le scadenze, stare al passo con i pagamenti e tenere sotto controllo l’arrivo di un rimborso, grazie ad un sms personalizzato, inviato in tempo utile, che permetterà di evitare errori e dimenticanze”.

Il messaggio in arrivo a dicembre riguarda il pagamento dell’imposta di registro sui contratti di affitto.

Per iscriversi al nuovo servizio, partito a fine ottobre, gli utenti Fisconline non devono fare altro che accedere all’area riservata, leggere l’informativa e fornire il proprio numero di cellulare.

Coloro che invece non sono ancora abilitati ai servizi telematici devono prima ottenere pin e password: la richiesta può essere fatta direttamente sul sito dell’Agenzia. Il servizio è gratuito.

Il messaggio in arrivo a dicembre riguarda gli affitti: “L’imposta di registro annuale sul suo contratto di locazione scade a dicembre. Le ricordiamo che ha 30 giorni dall’inizio della nuova annualità per il pagamento”.

“L’obiettivo – dice il Fisco – è evitare che, per una dimenticanza, il contribuente si trovi a dover pagare successivamente sanzioni e interessi aggiuntivi”.

 

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CONFESERCENTI POTENZA E CONFARTIGIANATO DI POTENZA ORGANIZZANO IL TERZO INCONTRO PUBBLICO SU BANDI PER LE PMI DI BASILICATA A S.ANGELO LE FRATTE

Continuano gli incontri territoriali per illustrare le opportunità del pacchetto di agevolazioni CreOpportunità per favorire e stimolare l’imprenditorialità lucana mediante il sostegno all’avvio ed allo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali nei settori dell’industria, della trasformazione dei prodotti agricoli, dei servizi, del commercio, dell’artigianato, del turismo, della cultura, dell’intrattenimento, del sociale, nonchè di incentivare le professioni.

  • START AND GO : Rivolto a micro e piccole imprese non ancora costituite o costituite da non più di 12 mesi. Settori: industria, artigianato, turismo, commercio, sociale, servizi, cultura e creatività, agroindustria, ITC, altro.
  • GO AND GROW : Rivolto a micro, piccole e medie imprese costituite da più di 12 mesi e da non più di 60 mesi. Settori: industria, artigianato, turismo, commercio, sociale, servizi, cultura e creatività, agroindustria, ITC, altro.
  • LIBERI PROFESSIONISTI - START AND GROW : Rivolto a liberi professionisti, associazioni e società di professionisti mono/plurisettoriali con partita IVA aperta da non più di 60 mesi e aspiranti professionisti (ancora senza partita IVA) e società di professionisti mono/ plurisettoriali costituende (libere professioni ordinistiche e non ordinistiche).

Questo incontro promosso dal Comune di Sant'Angelo Le Fratte, si svolgerà presso la Sala Cinema Comunale il giorno Giovedì 15 Dicembre alle ore 19 e segue gli incontri già organizzati in sinergia da Confesercenti e Confartigianato su tutto il territorio provinciale.

Clicca su ciascuno dei tre bandi in evidenza per avere più informazioni.

 

SCARICA LA LOCANDINA DELL'INCONTRO IN ALLEGATO.

 

Download allegati:
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TRASMISSIONE DEI DATI DELLE FATTURE E DEI CORRISPETTIVI: DA DOMANI POSSIBILE ADERIRE ALLE OPZIONI

“Da domani, 13 dicembre, i contribuenti che intendono esercitare l’opzione per la memorizzazione e trasmissionedei corrispettivi o di quella per la trasmissione telematica dei dati delle fatture potranno farlo online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate”.

Lo riporta una nota che spiega come: “per consentire le operazioni di adeguamento, la piattaforma “Fatture e Corrispettivi” non sarà disponibile nella giornata di oggi e fino alle ore 10 di domani”.

“A partire dal 13 dicembre 2016 – conclude la nota – i contribuenti potranno optare per la trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute, che resterà valida per tutto il 2017 e per i 4 anni successivi. Le opzioni possono essere esercitate accedendo alla piattaforma “Fatture e corrispettivi”, dal sito internet delle Entrate, utilizzando le proprie credenziali Fisconline o Entratel, la propria Carta Nazionale dei Servizi oppure attraverso Spid, il Sistema Pubblico di Identità Digitale. Quest’anno, il primo in cui è possibile aderire, ci sarà più tempo per esercitare le opzioni: la scelta, infatti, potrà essere effettuata entro il 31 marzo 2017, con riferimento alle fatture e ai corrispettivi relativi alle operazioni effettuate nel periodo d’imposta 2017 e nei 4 successivi”.

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FISCO, PENSIONI, SISMA, BONUS: I PRINCIPALI PROVVEDIMENTI DELLA MANOVRA

Il ddl di bilancio diventa legge e porta con sé per l’anno prossimo, tra le misure, la riduzione del canone Rai, il disinnesco delle clausole di salvaguardia, l’avvio dell’Ape e alcuni bonus, dall’asilo nido ai diciottenni, dalle ristrutturazioni antisismiche ed energetiche all’acquisto di strumenti musicali.

Ecco alcuni dei principali provvedimenti contenuti nella manovra da 27 miliardi che entrerà in vigore dal primo gennaio 2017.

SCONGIURATE CLAUSOLE DI SALVAGUARDIA, IVA NON AUMENTA - Il grosso della manovra sta nella cancellazione delle clausole sull’Iva per 15 miliardi di euro. Nel 2017 non ci saranno quindi aumenti delle tasse legati alle clausole lasciate in eredità dal passato. Il problema rimane però per il 2018 e il 2019, rispettivamente per 19,6 miliardi e di 23,3 miliardi.

SISMA ED ECOBONUS, PER CONDOMINI FINO A 85% – Il sismabonus viene confermato a partire dal 50% ma potrà arrivare fino all’85% in caso di miglioramento di 2 classi di rischio. L’agevolazione, che viene stabilizzata per 5 anni fino al 2021, vale sia per i condomini sia per le abitazioni singole e si potrà detrarre, quindi recuperare, in 5 anni anziché in 10. Le percentuali di sconto aumentano al 70 e 80% per le case e al 75 e 85% dei condomini. Varranno un altro anno anche l’ecobonus al 65% e il bonus mobili al 50%.

SCONTI ASSUNZIONI, RADDOPPIA PREMIO PRODUTTIVITÀ - La versione originale della manovra prevedeva la decontribuzione per le assunzioni stabili (anche in apprendistato) degli studentiche abbiano svolto alternanza scuola-lavoro. Il tetto era di 3.250 euro l’anno per massimo 36 mesi. Con un decreto ministeriale si è poi intervenuto per alzare la soglia ad 8.060 euro, ma solo per le assunzioni al Sud di giovani e disoccupati. Salgono i tetti di detassazione al 10% dei premi produttività (fino a 4.000 euro su redditi di massimo 80.000 euro).

800 EURO A MAMME, 1.000 PER ASILI E BAMBINI MALATI - La manovra mette a disposizione 392 milioni l’anno per il bonus nascita da 800 euro, stimando una platea di 490mila future mamme. Bonus da 1.000 euro anche per l’asilo nido e per i bambini malati fino a 3 anni che hanno bisogno di assistenza a casa. Ampliato nel corso dell’esame a Montecitorio anche il congedo per i neo-papà: resta a 2 giorni nel 2017, salendo a 4 nel 2018 (5 se uno a valere su quelli della madre). Ampliata la possibilità per gli orfani di un genitore di rimanere a carico dell’altro, con le conseguenti agevolazioni fiscali.

PACCHETTO INVESTIMENTI, ARRIVA IPERAMMORTAMENTO - Nel 2017 viene confermato il superammortamento al 140% sui beni strumentali ma arriva anche l’iperammortamento al 250% per gli investimenti in innovazione. Sgravi aggiuntivi sono previsti anche per quelli in ricerca e sviluppo. Per le imprese scatterà da gennaio anche la riduzione dell’Ires dal 27,5% al 24%. Per le Pmi arriva la nuova Iri (sempre al 24%).

APE, OPZIONE DONNA, ESODATI E LOTTA A POVERTA’ L‘anticipo pensionistico scatta il primo maggio 2017, rimane in vigore in via sperimentale fino alla fine del 2018. Si può chiedere con 63 anni di età e 20 di contributi. La penalizzazione è del 4,5%. Il governo ha però previsto l’Ape social a costo zero per disoccupati e disabili (63 anni di età a 30 di contributi) o lavoratori impegnati in attività particolarmente pesanti (63 anni e 36 di contributi). Vengono estese la sperimentazione di opzione donna e la platea dei salvaguardati dall’ottava salvaguardia degli esodati (da 27.000 a 30.000) e aggiunti 150 milioni allo stanziamento iniziale di 500 milioni dal 2018 per la lotta alla povertà.

MUSICA E CULTURA, STOP A BAGARINI - Il tax credit per il cinema continua anche nel 2017. Il bonus diciottenni, confermato, si estende a nuovi settori: musica registrata (cd e web), corsi di lingue, musica e teatro. Ad essere rifinanziato è anche il bonus Stradivari per l’acquisto di strumenti musicali. Per contrastare il “secondary ticketing” vengono introdotte sanzioni da 5.000 a 180.000 euro per chi compra e rivende i biglietti di spettacoli e concerti.

PUBBLICO IMPIEGO, POLIZIA, GIUSTIZIA – Il fondo per il rinnovo dei contratti e le nuove assunzioni ammonta a 1,48 miliardi nel 2017 e a 1,39 miliardi dal 2018. Risorse anche per i corpi di polizia e i vigili del fuoco. Assunti con contratto a tempo indeterminato anche 1.000 cancellieri nei Tribunali.

SALUTE – Il fondo per il Sistema sanitario nazionale viene rifinanziato con 113 miliardi nel 2017 e 114 nel 2018. Un miliardo è vincolato all’acquisto di farmaci innovativi oncologici e vaccini. Prevista anche la stabilizzazione del personale medico. Approvata alla Camera una modifica che consente di nuovo ai governatori di Regione di ricoprire il ruolo di commissari alla sanità.

CANONE RAI – Il costo del canone della tv pubblica, pagato in bolletta, scende ancora, da 100 a 90 euro l’anno.

SCUOLA, DA EDILIZIA SCOLASTICA A PARITARIE – Raddoppiano i contributi per gli istituti privati che accolgono disabili e per le scuole materne paritarie. Arrivano in tutto 75 milioni. Aumentano anche le detrazioni per chi inscrive i figli nel privato. Oltre mezzo miliardo viene invece destinato alla ristrutturazione e al decoro delle scuole pubbliche. Altri 540 milioni nel biennio ’17-’18 andranno all’aumento dell’organico.

MIGRANTI – Il capitolo vale in tutto 3,4 miliardi di euro. La”missione immigrazione è valutata in 2,86 miliardi, cui si aggiungono 320 milioni destinati ai Comuni e 200 milioni per il nuovo Fondoper l’Africa istituito presso la Farnesina.

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CONSUMO SUL POSTO DI PRODOTTI DI GASTRONOMIA ALL’INTERNO DEGLI ESERCIZI DI VICINATO, IMPORTANTI NOVITÀ STABILITE DAL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

Con una nota del Direttore Generale Gianfrancesco Vecchio, in risposta ad un quesito di Fiesa, il Ministero dello Sviluppo Economico ha chiarito diversi aspetti legati alla Legge 4 agosto 2006, n. 248, che istituisce il c.d. consumo su posto dei prodotti di gastronomia negli esercizi di vicinato utilizzando i locali e gli arredi dell’azienda con l’esclusione del servizio assistito di somministrazione e con l’osservanza delle prescrizioni igienico-sanitarie.
Nella nota di risposta il MiSE  precisa che sullo stesso argomento è intervenuta anche l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, la quale con la segnalazione S2605 del 2016, nell’esercizio dei poteri ad essa conferiti dall’articolo 21 della Legge n. 287 del 10 ottobre 1990, ha formulato alcune osservazioni in merito alle distorsioni concorrenziali che potrebbero derivare dai pareri della Direzione Generale in materia di consumo sul posto, considerati ingiustificatamente restrittivi (cfr. parere n. 75893 dell’8-5-2013; parere n. 146342 del 19-8-2014; parere n. 86321 del 9-6-2015. L’Autorità della Concorrenza tra l’altro rileva che l’interpretazione adottata dal MiSE incentra l’elemento distintivo tra l’attività di somministrazione di alimenti e bevande e l’attività di vendita sulla modalità di consumo dell’offerta, in termini di attrezzatura utilizzabile per consentire il consumo sul posto, non risultando aderente alle nuove abitudini di consumo e suscettibile di limitare le possibilità di scelta dei consumatori, creando altresì un’indebita discriminazione fra i vari operatori del settore. L’Autorità della Concorrenza poi sottolinea che le risoluzioni ministeriali non tengono conto del fatto che già il D.L. n. 223 del 2006 aveva inteso superare o quantomeno coordinare con i principi di concorrenza tutte le attività di consumo sul posto di alimenti e bevande, individuando il discrimen tra l’attività di somministrazione e quella di vendita da parte degli esercizi di vicinato unicamente nella presenza o meno del servizio assistito, risultando pertanto idonee a favorire l’adozione di regolazioni a livello locale ingiustificatamente restrittive e  discriminatorie. Infine l’Autorità della Concorrenza, facendo riferimento anche ad un regolamento comunale che, basandosi sulle predette risoluzioni ministeriali, vieta agli esercizi di vicinato qualsiasi modalità di occupazione del suolo pubblico per il consumo all’aperto, auspica che questo Ministero possa pervenire ad ”un’interpretazione della materia pienamente rispondente ai principi concorrenziali” richiamati.
A fronte di tali rilievi dell’Antitrust e del quesito Fiesa, la Direzione Generale preposta del MiSE, ha chiarito che è suo obiettivo quello di un’interpretazione della normativa vigente “ragionevole e proporzionata”, che non determini inutili ostacoli all’attività delle imprese e sia pro concorrenziale e non discriminatoria, e specificato il proprio orientamento.
Il MiSE ha quindi chiarito che l’art. 3, comma 1, lettera f-bis) del Decreto Legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, nella Legge 4 agosto 2006, n. 248, ha introdotto il principio in base al quale negli esercizi di vicinato, nel solo caso in cui siano legittimati alla vendita dei prodotti appartenenti al settore merceologico  alimentare, il consumo sul posto di prodotti di gastronomia non può essere vietato o limitato se svolto alle condizioni espressamene previste dalla nuova disposizione, ovvero la presenza di arredi nei locali dell’azienda ad esclusione del servizio assistito di somministrazione.
L’articolo 4, comma 2-bis, dello stesso Decreto consente il consumo sul posto anche ai titolari di impianti di panificazione con le stesse modalità applicative cui devono sottostare i titolari di esercizi di vicinato.
Con riguardo alle modalità applicative delle richiamate disposizioni, la scrivente Direzione Generale si è espressa al punto 8.1 della Circolare esplicativa 3603/C del 28-9-2006, precisando che il consumo sul posto dei prodotti di gastronomia da parte degli esercizi di vicinato, ovviamente solo nel caso in cui siano legittimati alla vendita dei prodotti alimentari, non può essere vietato o limitato se svolto alle condizioni espressamente previste dalla nuova disposizione; le condizioni concernono la presenza di arredi nei locali dell’azienda e l’esclusione del servizio assistiti di somministrazione. Per quanto riguarda gli arredi ha precisato che i medesimi devono essere correlati all’attività consentita, nel caso di specie è la vendita per asporto dei prodotti alimentari e il consumo sul posto dei prodotti di gastronomia. In ogni caso, però, la norma che consente negli esercizi di vicinato il consumo sul posto non prevede una modalità analoga a quella consentita negli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande di cui alla Legge 25 agosto 1991, n. 287.
Nella nota il MiSE, in riferimento ai suoi precedenti pronunciamenti, ha ritenuto di formulare alcune considerazioni, anche alla luce di quanto segnalato dalla nostra Associazione e dall’Antitrust affermando in via preliminare che i chiarimenti contenuti  nelle richiamate risoluzioni ministeriali hanno il senso di offrire un quadro di certezza giuridica almeno alla maggior parte delle attività in questione, ma che tali risoluzioni ministeriali non dovrebbero al contrario essere considerate fonte di divieto aggiuntivo rispetto alle prescrizioni di Legge in questione, non potendo desumersene che ogni diversa ipotesi di svolgimento di tali attività sia automaticamente non consentita, senza alcuna specifica valutazione.
Ad esempio, l’affermazione secondo cui è certamente consentito l’utilizzo di bicchieri e posate in plastica o comunque monouso, non deve essere interpretata come divieto dell’utilizzo di posate in metallo e di bicchieri di vetro o tovaglioli in stoffa, quando sono poste a disposizione della clientela con modalità che non implichino un’attività di somministrazione, quando cioè non si tratti di “apparecchiare” la tavola con le modalità proprie della ristorazione, ma solo di mettere bicchieri, piatti, posate e tovaglioli puliti a disposizione della clientela per un loro uso autonomo e diretto. Il MiSE, a distanza di anni, e dopo ripetute segnalazioni, riconosce che una diversa interpretazione, infatti, sarebbe “certamente sproporzionata rispetto alla necessaria distinzione fra attività di consumo sul posto ed attività di ristorazione in senso stretto, ed in evidente contrasto anche con l’esigenza di un consumo consapevole , ecologico e di qualità con i più elementari principi di tutela dell’ambiente e di riduzione della massa dei rifiuti non riciclabili.”
Fa certamente impressione leggere queste affermazioni dopo anni di diniego e in molti casi di verbali e sanzioni.
Il MiSE poi afferma che, dai riferimenti alle tipologie di arredi sicuramente consentiti all’interno dei locali, non può desumersi che gli stessi arredi non possano essere a determinate condizioni consentite anche su aree pubbliche prospicienti il locale stesso, dove sia alle competenti Autorità locali consentito occupare porzioni di suolo pubblico con panchine, piani di appoggio, ecc.
La Direzione ministeriale competente , in altre parole, afferma che  “l’uso del suolo pubblico va valutato dalle autorità locali… non con automatismi collegati alla tipologia di attività (non può essere cioè immotivatamente consentito alle attività di ristorazione e vietato invece a quelle di consumo sul posto).
Il Direttore Generale Dr. Vecchio poi conferma le considerazioni svolte al fine di distinguere le attività di vendita con consumo sul posto rispetto a quelle di somministrazione dal punto di vista degli arredi utilizzati, nella misura in cui tali arredi e le relative modalità di utilizzo consentano consumazioni seduti al tavolo con caratteristiche di richiamo quantitativo della clientela e di permanenza nel luogo di consumo tali da rendere l’impatto delle relative attività del tutto assimilabile all’attività di ristorazione o degli altri pubblici esercizi. Il problema, secondo il MiSE, non è infatti quello di determinare disparità ingiustificate fra esercizi abilitati a praticare il consumo sul posto ed esercizi di somministrazione, bensì quello di non rendere fonte di disparità del tutto ingiustificate i vantaggi di semplificazione nell’acquisizione del titolo autorizzatorio per gli esercizi in cui si pratica il consumo sul posto. In altre parole, dice il Ministero, se entrambe le tipologie di esercizi fossero assoggettati a SCIA ed ai medesimi requisisti igienico sanitari e di sorvegliabilità, la distinzione non avrebbe ragione di essere.
Il Ministero dopo aver ulteriormente argomentato le diverse discipline delle tipologie imprenditoriali, soffermandosi sulle peculiarità di entrambe, esemplifica affermando che “dove non è consentita l’apertura di un ristorante con venti tavoli ed una potenziale numerosa clientela che permanga per lungo tempo in modo più o meno rumoroso nella relativa area di riferimento, non può essere consentita una analoga situazione per il solo fatto che l’esercizio in questione abbia scelto di presentare SCIA come esercizio di vicinato di vendita di prodotti alimentari e senza richiedere specifica autorizzazione, che gli sarebbe stata negata, come pubblico esercizio di somministrazione.” E conclude precisando che le predette “considerazioni valgono a norme vigenti e nelle more di eventuali diverse indicazioni a livello di indirizzo politico, anche in relazione ad un eventuale più approfondito esame della richiamata segnalazione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nonché degli effetti del richiamato Decreto Legislativo n. 222 del 2016.”

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FIPAC - CONFESERCENTI: PENSIONI, PER AVERE IL DIRITTO DI RICEVERE GLI ARRETRATI SERVE UNA LETTERA

Chi non la invia entro il 31 dicembre perde il diritto ad averli.

Interessati tutti i pensionati sopra i 1400 euro lordi.

Attesa per dicembre la sentenza della Corte Costituzionale che stabilirà se sei milioni di pensionati italiani hanno diritto ai rimborsi tanto attesi. Parliamo di quella quota di assegno mensile che nel 2012/2013 e per effetto della cosiddetta “norma Fornero” non avevano ricevuto; “indebitamente”, secondo la Consulta, che con una sentenza – la n.70 del 30 aprile 2015 – bollò come incostituzionale quel provvedimento che aveva sospeso la rivalutazione di tutte le pensioni superiori a un po’ meno di 1.500 euro lordi al mese: per il 2012 e il 2013 e con una sorta di effetto-domino sugli anni successivi. La Corte Costituzionale tornerà ad esprimersi – alla luce anche dei ricorsi-pilota presentati in tutta Italia alle Corti dei Conti regionali per i pensionati del pubblico impiego e ai Tribunali della provincia di residenza per i lavoratori a riposo del settore privato.

In attesa del pronunciamento della Consulta, c’è qualcosa che i pensionati possono – anzi,  devono – fare: inviare una lettera di diffida all’Inps con cui mettere in cassaforte il diritto a richiedere il maltolto, nel caso in cui la Corte Costituzionale si esprima a loro favore. C’è tempo fino al 31 dicembre per far scattare questa tutela.

La scadenza. Al 31 dicembre 2016 saranno trascorsi cinque anni dall’entrata in vigore della Riforma delle pensioni messa a punto dall’ex ministro Elsa Fornero. Dopo questa data, se il pensionato non farà alcuna mossa, passerà in cavalleria il diritto a richiedere le quote di assegno mensile corrose dal blocco delle perequazioni e non ancora riscosse, o riscosse solo in parte grazie al rimborsino del governo Renzi. Vediamo come non perdere questo diritto.

 

 

Come tutelarsi. «I pensionati – devono interrompere la prescrizione con una lettera di diffida all’Inps. Solo così faranno salvo il diritto a poter ricorrere per ottenere poi gli arretrati». Attenzione: «Sospendere la prescrizione – precisa – non significa ricevere gli arretrati: per ottenerli, serve un ricorso alla Corte dei Conti regionale o al Tribunale».

Chi deve firmare. Hanno interesse a firmare una lettera di diffida all’istituto di previdenza tutti i pensionati che nel 2012 percepivano un assegno mensile tra circa 1.170 euro netti (1.400-1.500 euro lordi) e 2.100 euro netti (2.800-2.900 euro lordi): cioè chi ha ricevuto il rimborso parziale – una tantum – con cui il governo di Matteo Renzi ha tentato di mettere una toppa allo strappo. «Ma possono firmare  anche tutti coloro che ancora non hanno ricevuto un euro» del maltolto, cioè tutti i pensionati  In sintesi, la diffida riguarda chi nel 2012 aveva una pensione superiore a poco più di 1.400 euro lordi; al di sotto di questa soglia, la perequazione, cioè l’ancoraggio delle pensioni all’aumento del costo della vita, è stato garantito. Possono firmare la diffida «anche le pensionate vedove –  che percepiscono due assegni di basso importo: ad esempio, da 800 euro lordi ciascuno, perché complessivamente hanno un reddito previdenziale che ha subito il blocco della rivalutazione».

La sentenza attesa. La Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi non sulla norma Fornero, che ha già giudicato incostituzionale, bensì sul decreto 65/2015, cioè il provvedimento con cui il governo Renzi ha deciso di riconoscere solo un “rimborsino” – parziale e in soluzione unica – e solo ad una parte della platea dei pensionati beffati: e cioè a chi nel 2012 percepiva una pensione tra poco più di 1.400 euro lordi mensili e poco meno di 2.900 euro lordi al mese. «In attesa che la Corte Costituzionale si pronunci sul decreto 65/2015  è bene che i pensionati interrompano la prescrizione, che equivale a dire “pagami”. Se al 31 dicembre 2016, non avrò inviato una diffida all’Inps per sospendere la prescrizione, e la Consulta si esprimesse a favore dei pensionati, perdo il mio diritto a chiedere il rimborso». La sentenza, è attesa entro la fine dell’anno.

 

SCARICA L'ALLEGATO IN BASSO PER VEDERE LA TABELLA CON I CALCOLI APPROSSIMATIVI DEI RIMBORSI

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MUTUI, CRIF: +13,2% DI RICHIESTE A NOVEMBRE

“Nuovo incremento dei mutui a novembre pari  a +13,2% rispetto allo stesso mese del 2015″.

Lo indica il CRIF in merito alle richieste di nuovi mutui e surroghe (vere e proprie istruttorie formali, non semplici richieste di informazioni o preventivi online) da parte delle famiglieitaliane.

“Il risultato di novembre – dice –  porta ad una crescita nell’aggregato dei primi 11 mesi del  2016 pari a +12,7% rispetto al pari periodo del 2015, consolidando il progressivo recupero verso i volumi pre-crisi”.

“Ulteriore segnale positivo – conclude CRIF – emerge anche dall’analisi dell’importo mediorichiesto, che nel mese di novembre ha fatto segnare il valore più elevato dall’inizio del 2016 con 125.517 euro, superiore ai  121.051 euro rilevati nel corrispondente mese del 2015. Nello specifico si tratta dell’ottavo mese consecutivo di incremento (mese  anno corrente su stesso mese anno precedente), che porta il valore  medio nell’aggregato dei primi 11 mesi dell’anno a 123.164 euro”.

 

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